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SANITA'

Ricerca nella biomedica innovativa: al Maggiore arriva un finanziamento di oltre 1 milione

20 novembre 2020, 12:03

Ricerca nella biomedica innovativa: al Maggiore arriva un finanziamento di oltre 1 milione

Il valore della ricerca, il merito di un sistema regionale capace di metterla al centro, a partire dalla sanità.

L’Emilia-Romagna si aggiudica oltre 7,7 milioni di finanziamenti statali, piazzandosi al secondo posto tra le Regioni italiane, dopo il Veneto, per numero di progetti finanziati: 19.  Di fondamentale importanza gli ambiti degli studi proposti: 10 riguardano la ricerca biomedica innovativa, quindi legata all’acquisizione di nuove conoscenze (‘theory enhancing’) e 9 sono mirati allo studio di nuove strategie clinico-assistenziali e organizzative (‘change promoting’).

A stilare, e pubblicare, la graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento, il ministero della Salute, dopo aver concluso l’iter del ‘Bando di ricerca finalizzata 2019’: dei 19 complessivamente finanziati alla Regione Emilia-Romagna, 8 (di cui 2 progetti ordinari di ricerca finalizzata, 4 progetti “Giovani ricercatori” e 2 borse di studio “Starting Grant”) ottengono risorse per quasi 3 milioni di euro; agli altri 11 presentati dagli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) vanno oltre 4,7 milioni.

I ricercatori emiliano-romagnoli che lavoreranno allo sviluppo dei progetti afferiscono alle Aziende ospedaliero-universitarie di Bologna (900mila euro), Modena (450mila), Ferrara (563mila), Parma (1.029.444 euro) e ai 4 Irccs della regione (il riconoscimento per il Policlinico Sant’Orsola, infatti, è arrivato nel 2020): Istituto ortopedico Rizzoli (1.764.490 euro) e Istituto delle Scienze neurologiche (1.651.900) di Bologna, Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola (442.000) e Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia di Reggio Emilia (900.000).

I progetti parmigiani

Prevenzione del tumore al polmone, elaborazione di modelli 3D come supporto al trattamento dell’arteriosclerosi e riabilitazione dall’ictus cerebrale attraverso la realtà virtuale: questi i temi dei progetti di ricerca made in Parma finanziati con un milione di euro dal Ministero della Salute. I tre progetti vincitori del bando Ricerca finalizzata portano la firma dei professionisti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: Nicola Sverzellati, Paolo Perini e Antonino Errante.

Vincitore del bando ordinario di Ricerca finalizzata è lo studio “PEOPLHE” condotto da Nicola Sverzellati, direttore della struttura complessa di Scienze radiologiche, che mira a sviluppare un modello per la diagnosi precoce del tumore al polmone. “Lo scopo dello studio è di offrire un servizio di prevenzione importante per i forti fumatori o ex-fumatori di età compresa tra i 50 e 75 anni – spiega Nicola Sverzellati – e allo stesso tempo valutare la fattibilità di un programma di diagnosi precoce del tumore del polmone tramite TAC a bassa dose di radiazioni ionizzanti che possa ridurre in maniera significativa la mortalità”. PEOPLHE, finanziato per 449.940 euro, ha una portata nazionale e sarà condotto dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma con il coinvolgimento del Policlinico San Matteo di Pavia e del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania.

Nella categoria “Giovani Ricercatori”, rivolto ai professionisti di età inferiore ai 40 anni, è stato finanziato il progetto di Paolo Perini, dell’unità operativa Chirurgia vascolare, incentrato sull’utilizzo delle stampanti 3D come supporto alla terapia dell’arteriosclerosi. “L’arteriopatia periferica è un grave problema di salute che consiste nella compromissione via via più severa delle arterie negli arti inferiori, attualmente trattata principalmente attraverso l’angioplastica con palloncino – chiarisce Paolo Perini – l’impiego delle stampanti 3D utilizzate per riprodurre con precisione l’arteria compromessa del paziente ci permetterà di operare attraverso un percorso già tracciato, ridurre le complicanze postoperatorie e migliorare così l’esito dell’intervento”. Il progetto, finanziato per 449.504 euro, vede la struttura complessa di Chirurgia vascolare, diretta da Antonio Freyrie  quale capofila del progetto.

Per la categoria giovanissimi ricercatori di età inferiore ai 33 anni “Starting Grants” il progetto vincente è condotto da Antonino Errante, psicologo che lavorerà presso l’unità operativa di Neuroradiologia. Lo scopo è valutare l’efficacia di un nuovo intervento riabilitativo basato sulla realtà virtuale nei pazienti colpiti da ictus cerebrale. “La novità consiste nell’impiego dell’approccio riabilitativo chiamato Action Observation Therapy nei pazienti colpiti da ictus con disturbi di mobilità agli arti superiori e difficoltà nella manipolazione degli oggetti – sottolinea Antonino Errante – i pazienti saranno chiamati a visualizzare delle azioni manuali riprodotte su uno schermo e a imitare le azioni osservate attraverso sistemi di realtà virtuale semi-immersiva, stimolando così la risposta motoria attraverso l’attivazione dei neuroni specchio”.  Lo studio, finanziato con 130 mila euro, sarà realizzato presso la struttura complessa di Neuroradiologia dell’Ospedale di Parma, diretta da Roberto Menozzi, per la parte diagnostica e nei centri riabilitativi “Cardinal Ferrari” di Parma e “Istituto Clinico Quarenghi” di Bergamo.

La Struttura complessa Ricerca e innovazione ha contribuito a definire gli aspetti metodologici e biostatistici nella redazione delle proposte sottoposte al Ministero della Salute.

“Non era assolutamente facile portare a termine l’obiettivo e questo traguardo dimostra  come l’Ospedale di Parma sia un Centro altamente competitivo nel campo ricerca scientifica a livello nazionale, – spiega Massimo Fabi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – Un ringraziamento particolare va a tutti i  professionisti e al personale impegnato in questi tre studi nel corso dei prossimi anni”.