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Il nuovo Dpcm: spostamenti tra regioni vietati fino al 15 febbraio

14 gennaio 2021, 07:03

Il nuovo Dpcm: spostamenti tra regioni vietati fino al 15 febbraio

Il divieto di spostamento tra le regioni sarà in vigore fino al 15 di febbraio e non fino al 5 marzo. E’ quanto prevede il testo definitivo del decreto legge secondo quanto avrebbe spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della riunione con le Regioni. Nella bozza che era entrata in Cdm gli spostamenti erano vietati dal 16 gennaio al 5 marzo, anche tra regioni gialle. 

Sono vietati gli spostamenti tra le regioni e le province autonome «dal 16 gennaio 2021 al  15 febbraio  2021», salvo quelli «motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E' comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione». E’ quanto prevede il nuovo decreto legge sull'emergenza Covid   approvato ieri in tarda serata dal Consiglio dei ministri.

Il nuovo decreto anti coronavirus conferma la regola che consente a un massimo di due persone di andare a visitare amici o parenti, una volta al giorno. Nel testo  infatti si legge: «in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi». 

 Le regioni che attualmente si collocano dal punto di vista epidemiologico «in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto», con il nuovo decreto legge vengono inserite nel più restrittivo «scenario di tipo 2 e con livello di rischio moderato». Di fatto, sancisce il più facile passaggio di una regione 'gialla' in fascia arancione

Mezza Italia potrebbe finire da domenica nelle due liste alte di restrizioni: sono 9 le regioni e province autonome a rischiare l’arancione e tre addirittura il rosso. Quest’ultimo colore, con le misure più stringenti, potrebbe essere assegnato a Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia. E resteranno in campo anche per le prossime settimane le limitazioni fissate dall’ultimo Dpcm in scadenza il 15 gennaio.

Il nuovo decreto conferma il divieto di spostamento tra regioni, strettamente legato alla proroga dello stato di emergenza, che resterà tale almeno fino al 30 aprile (il Cts aveva chiesto di mantenerlo fino al 31 luglio). Spuntano però anche opzioni di 'alleggerimento' che, visti i dati, sembrano comunque ancora lontane dall’essere applicate: il Governo ha intenzione di prevedere anche una quarta area, bianca, solo con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1, fermo restando le misure delle mascherine e del distanziamento. 

L’arancione potrebbe essere invece assegnato a Lazio, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Puglia, Umbria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige. In questa fascia al momento ci sono già Calabria, Veneto, Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna. Toscana, Sardegna e Molise potrebbero rimanere in zona gialla. A chiarire il quadro sarà il report della cabina di monitoraggio, di cui si avrà una bozza già nelle prossime ore. Le ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza, entreranno in vigore però solo domenica 17 gennaio mente per sabato 16 l’ipotesi prevalente è che resti valida l’attuale colorazione. 

In attesa che il prossimo dossier sui territori finisca sul tavolo del ministro della Salute, è proprio quest’ultimo ad annunciare numeri per niente confortanti. Già nell’informativa alla Camera Roberto Speranza parla cifre in peggioramento. «A livello nazionale - spiega - il tasso di occupazione delle terapie intensive torna ad attestarsi sopra la soglia critica del 30% e c'è un drammatico mutamento dell’indice di rischio attribuito alle Regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso». 

Il tutto alla luce del prossimo Dpcm che entrerà in vigore il 16 gennaio. Il provvedimento manterrà le principali misure dell’attuale decreto, prevedendo però criteri che abbasseranno le soglie per l’inserimento delle regioni in zona arancione o rossa. Tra queste, l’abbassamento della soglia dell’Rt e l'intervento sui cosiddetti 'indici di rischiò: con 1 si va automaticamente in zona arancione, con 1,25 in zona rossa. E potrebbero ora finire in arancione anche tutte quelle classificate 'a rischio altò secondo i 21 parametri.