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la crisi di governo

Renzi apre ufficialmente la crisi: "Bellanova e Bonetti si dimettono, impossibile un accordo con la destra di Salvini"

13 gennaio 2021, 15:37

Renzi apre ufficialmente la crisi: "Bellanova e Bonetti si dimettono, impossibile un accordo con la destra di Salvini"

 Non è previsto, a quanto si apprende, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte vada questa sera dal capo dello Stato Sergio Mattarella dopo il ritiro delle ministre di Iv dal governo. 

Il Consiglio dei ministri (in corso)

«Purtroppo questa sera IV si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo. Sono sinceramente rammaricato, e credo di potere interpretare anche i vostri pensieri, per il notevole danno che si sta producendo per il nostro Paese per una crisi di governo nel pieno di una pandemia e di una prova durissima che il Paese sta attraversando». Queste le parole con cui Giuseppe Conte ha aperto il Cdm, a quanto si apprende da fonti di governo. «Il Paese sta guardando la drammatica situazione che stiamo vivendo, ho offerto la disponibilità ad un tavolo di legislatura eppure di fronte a questa disponibilità ci sono state comunque le dimissioni delle ministre».  «Ho provato fino all’ultimo minuto utile a evitare questo scenario, e voi siete testimoni degli sforzi fatti in ogni sede, ad ogni livello di confronto. Ancora due giorni fa e oggi ho ribadito che avevo preparato un lista di priorità per un confronto da fare non appena approvato il Recovery, stasera le misure anticovid, la proroga dello stato di emergenza, domani lo scostamento di bilancio». Così Giuseppe Conte in Cdm, a quanto si apprende. «Non ci siamo mai sottratti a un tavolo di confronto anche se oggettivamente diventa complicato un confronto quando il terreno è disseminato continuamente di mine difficilmente superabili». 

«In Consiglio dei Ministri ho ribadito che chi attacca il Presidente del Consiglio attacca l'intero governo e Giuseppe Conte sta servendo con passione e dedizione il proprio Paese nel momento più difficile della storia repubblicana». Lo scrive su Twitter il capo delegazione Pd Dario Franceschini.

 

Le dimissioni delle ministre

Renzi alle 18,15 ha tenuto una conferenza stampa. "Siamo qui per annunciare le dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti. Siamo al fianco di tutte le donne e gli uomini che stanno lavorando contro il virus - ha detto il segretario di Italia Viva - ma siamo consapevoli che la nostra responsabilità è di dare risposte al Paese. La crisi politica non è aperta da Italia Viva ma da mesi. Dobbiamo risolvere le questioni aperte sulla sanità, sulla scuola, sul lavoro... Dobbiamo risolvere i problemi non con un post su Instagram perché questo è populismo. Proprio perché c'è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche. Alla luce di questo, nell'affermare la fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel suo ruolo noi pensiamo che si debbano affrontare i 3 punti cardine che abbiamo scritto al presidente del consiglio: 1) questione di metodo. Abbiamo fatto nascere questo governo contro  Salvini che voleva i pieni poteri. Abbiamo fatto l'accordo con il M5S perché non vogliamo che nessuno abbia i pieni poteri, né Matteo Salvini né altri. 2) questione di merito. C'è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l'unico argomento che tiene in vita il governo. Bisogna sbloccare i cantieri, occuparsi della disoccupazione, delle politiche industriali dall'acciaio ai trasporti. 3) il recovery plan. Abbiamo fatto una grande battaglia sui fondi europei. Perché non si prende il Mes? Il Mes sono più fondi per la sanità. Se siamo in emergenza servono più soldi e non prenderli per motivo ideologico è irresponsabile. Non saremo mai dalla parte di coloro che vogliono più ideologia e da subito diciamo che voteremo a favore dello scostamento di bilancio e saremo dalla parte del governo quale esso sarà per il decreto ristori. Ma non siamo pronti ad essere come gli altri che per rimanere aggrappati ad un incarico fingono che vada tutto bene. Che non vuol dire prendere tanti "like". Siamo pronti a dare una mano e a parlare con tutti di tutto. Se c'è una crisi politica la si affronta nelle sedi istituzionali e non in piazza o nei post su Facebook".

Poi Renzi risponde così alle domande dei giornalisti: "Non abbiamo nessuna pregiudiziale né sui nomi né sulle formule. Non daremo vita ad un governo con quelle forze della destra sovranista che abbiamo combattuto. Quindi non esiste alcuna ipotesi di un nostro governo che faccia l'accordo con la destra. L'appello del presidente della Repubblica a costruire è bellissimo ma costruire non si fa sulla sabbia perché se costruisci sulla chiarezza si va avanti nel patto di legislatura fino al 2023, se invece non è chiaro dove vogliamo arrivare non c'è alcuna costruzione possibile. Siamo costruttori ma vogliamo vedere il progetto. In Senato abbiano 18 senatori che sono persone libere che non hanno un controllo ma un'idea della politica. Se Conte pensa di avere i voti dei "responsabili" pescando anche nel nostro gruppo faccia pure io non grido allo scandalo ma sarebbe un'occasione persa".

Quali sviluppi avrà la crisi? "Spetta a Conte decidere. Se non c'è spazio in questo perimetro di maggioranza e c'è un governo con una formula diversa siamo pronti, siamo anche pronti ad appoggiare un governo di responsabilità ma siamo anche pronti ad andare alla minoranza. A noi interessa che arrivino i soldi dall'Europa perché poi questi soldi non arriveranno più. Quando vi diciamo che il Mes ha meno condizionamenti del Recovery Plan vi diciamo la verità. Non credo che si andrà al voto, non ci crede nessuno perché non ci sono le condizioni. Si voterà nel 2023 in modo serio, scientifico regolare".

"Non abbiamo veti su nessuno né pregiudizi su alcuno. Non vogliamo spiegare al presidente del consiglio cosa deve fare. Andare in parlamento non è una minaccia, o una concessione è la democrazia. Se Conte vorrà venire in parlamento ci troverà lì, a lui la scelta. Come non c'è alcun veto da parte nostra nè alcun pregiudizio, sia chiaro che per una eventuale forma diversa di una maggioranza parlamentare non c'è un solo nome per Palazzo Chigi.  Come si fa ad aprire una crisi durante una pandemia? Questa domanda che risuona dappertutto ha una risposta: la democrazia o è sempre o non è, chi blocca il gioco democratico con la scusa della pandemia non sta bloccando il contagio sta bloccando la democrazia. Noi rispondiamo: non vogliamo aprire la crisi, noi ci dimettiamo. A chi prende in giro le nostre donne a partire dall'aspetto fisico e dai vestiti dico che queste donne sono libere e coraggiose e che durante la pandemia vi dicono che non è sospesa la democrazia. Vogliamo aprire le scuole non le crisi. Ma se il governo rischia di cadere perché è fermo rivendichiamo il diritto di vedere rispettate le regole democratiche. Noi le poltrone possiamo lasciarle".

 

 

ORLANDO: UN GRAVE ERRORE CHE PAGHEREMO TUTTI

«Un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti». Lo scrive su Twitter il vicesegretario Pd Andrea Orlando dopo l’annuncio delle dimissioni delle ministre Iv.

CONTE DA MATTARELLA

Nel primo pomeriggio il premier Giuseppe Conte è salito al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un incontro interlocutorio, fanno sapere fonti di maggioranza, che però potrebbe aprire uno spiraglio per evitare la crisi di governo. 
Dopo l’astensione delle ministre Iv sul Recovery e in vista della conferenza stampa di Matteo Renzi oggi alle 17,30, Pd e M5s stanno cercando in extremis di impedire la rottura con contatti e appelli alla responsabilità rivolti sia all’indirizzo del premier sia di Matteo Renzi. «Si faccia di tutto per riprendere il dialogo, il confronto nella maggioranza, per trovare una soluzione alla crisi», chiede il leader Pd Nicola Zingaretti convinto che sia ancora possibile rilanciare l’azione di questo esecutivo con un nuovo patto di maggioranza.  


Nel primo pomeriggio Conte sale al Quirinale e forse questo è il segnale che uno spiraglio è ancora aperto. Ma la partita è certo ancora lunga e delicata. E in tanti chiedono di fermarsi prima del baratro. Stamattina anche una delegazione di operai Whirlpool, ricevuta a Palazzo Chigi, ha detto al premier che «una nazione intera non può dipendere da giochi di palazzo». E Conte si è mostrato consapevole che una crisi di governo in questo momento sarebbe «incomprensibile». 

«Sto lavorando ad un patto di legislatura e serve uno spirito costruttivo Confido che ci si possa trovare intorno a un tavolo. Se c'è disponibilità di confrontarsi in modo leale sono convinto si possa trovare il senso di una maggiore e nuova coesione». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando fuori da Palazzo Chigi. 

Le reazioni

«Dobbiamo tutti fare un passo indietro per il bene del paese», è l’invito di Luigi Di Maio per evitare lo showdown. E Beppe Grillo rilancia una lettera aperta ai partiti di maggioranza e opposizione del deputato M5S Giorgio Trizzino con un appello a fare «insieme un patto tra tutti i partiti». «Lavoriamo per la ricerca di un obiettivo condiviso che altro non può essere che la ricerca del bene comune per il Paese», sostiene il fondatore M5S precisando poco dopo che «è sottinteso che il governo è di Conte». 

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a quanto si apprende, è fortemente preoccupato per gli sviluppi politici delle ultime ore. Ha sentito il premier Conte più volte e in questo momento segue da vicino ogni passaggio, insieme al capo politico Vito Crimi e agli altri ministri M5S, al fine di dare il massimo supporto a fornire ogni contributo possibile al presidente del Consiglio.

«Italiani in ginocchio, governo allo sfascio. L’Italia non può permettersi di perdere altro tempo. Conte si dimetta. Elezioni subito». Così la leader di FdI, Giorgia Meloni su Fb.

«Prendiamo atto del ritiro della delegazione di governo da parte di Italia Viva. Come già detto in altre occasioni siamo di fronte a un crisi incomprensibile, a maggior ragione in un momento drammatico di emergenza sanitaria ed economica. Il MoVimento proseguirà nell’assicurare la necessaria stabilità al Paese e siamo pronti sin da subito a dare il nostro contributo per risolvere la crisi». E’ quanto afferma in una nota il capogruppo M5S alla Camera, Davide Crippa.

"No. Non è stata una decisione facile". Così la ministra Teresa Bellanova commenta la scelta delle dimissioni, ospite a Restart, in onda stasera su Rai2. La crisi bisogna chiuderla. Ora è nelle mani di Conte la scelta di decidere verso quale direzione andare. Se riconosce che la maggioranza con la quale ha lavorato in questo anno può andare avanti, deve darsi una base programmatica e quindi costruire quelle misure che non sono eclatanti ma cose concrete. Investimenti, lavoro, sostegno alle imprese». Lo afferma Teresa Bellanova, ministro dimissionario di Italia Viva, ospite di Restart, in onda stasera su Rai2 alle 23.10. Sarebbe disponibile a tornare al Governo? «Questo non dipende da me», risponde Bellanova.

«Si va avanti con Giuseppe Conte». Lo scrive su twitter il capodelegazione M5S Alfonso Bonafede, arrivato da poco a Palazzo Chigi.