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Maturità: ci sarà un maxi-orale e si potrà bocciare

21 gennaio 2021, 11:28

Maturità: ci sarà un maxi-orale  e si potrà bocciare

 «C'è un forte orientamento a lasciare la maturità 2021 come lo scorso anno, ovvero un maxi orale, con una stretta maggiore sull'ammissione all’esame per incentivare gli studenti a stare sul pezzo. Questo perché c'è una geografia delle aperture che ci sorprende: non è possibile riuscire a gestirla in modo unitario. Il  ministro Azzolina sta comunque procedendo a delle consultazioni. Il pd aveva proposto una prova scritta e una orale ma dobbiamo poter dare certezza al personale scolastico e agli studenti e al momento non è possibile garantire a tutti lo stesso numero di giorni di scuola; il rischio è di dover cambiare le carte in tavola all’ultimo momento». A  dirlo all’ANSA è Bianca Granato, capogruppo M5S in commissione Istruzione al Senato. La decisione finale assunta ieri sera al termine della riunione di maggioranza è che la ministra Azzolina proceda ad altre consultazioni come richiesto anche dai membri delle due commissioni. L’ordinanza sulla maturità deve uscire entro gennaio. 

«Alcuni ragazzi hanno perso quasi un anno di scuola, non ci sono state verifiche attendibili: come si fa a pianificare così il lavoro in vista della maturità?», prosegue la senatrice Granato.  Per l’esponente M5S, infine, le prove Invalsi si potrebbero fare al primo ciclo «ma esprimo riserve sul farle al secondo ciclo. Le prove Invalsi possono comunque darci un quadro del danno formativo che si è prodotto», conclude. 

 «Alcuni ragazzi hanno perso quasi un anno di scuola, non ci sono state verifiche attendibili: come si fa a pianificare così il lavoro in vista della maturità?», prosegue la senatrice Granato. 

Per l’esponente M5S, infine, le prove Invalsi si potrebbero fare al primo ciclo «ma esprimo riserve sul farle al secondo ciclo. Le prove Invalsi possono comunque darci un quadro del danno formativo che si è prodotto», conclude. 

Il 'curriculum dello studente' farà il suo debutto alla maturità 2021. Il documento allegato al diploma, che deve contenere l’elenco delle competenze, delle esperienze, delle attività culturali, artistiche, sportive, persino del volontariato svolto dallo studente, è stato previsto per la prima volta dalla tanto criticata «Buona Scuola» del governo Renzi ma di anno in anno ne è stata rinviata l’adozione. Ora, insieme all’ammissione all’esame, che non sarà generalizzata come lo è stata lo scorso anno, sarà tra le maggiori novità dell’Esame di Stato di giugno, sul quale, però, la maggioranza - che ieri sera ha avuto una riunione sul tema - ancora non riesce a trovare una piena intesa.

L’auspicio del Pd, per usare le parole della deputata Flavia Nardelli, capogruppo del partito in Commissione Istruzione alla Camera, è prevedere una prova scritta di italiano per dare maggiore «dignità» all’esame stesso, «non per renderlo più pesante ma più dignitoso, anche per evitare che questi ragazzi vengano marchiati come 'ragazzi Covid’». Ma i Cinque Stelle la pensano diversamente. «C'è un forte orientamento a lasciare la maturità 2021 come lo scorso anno, ovvero un maxi orale. Questo perchè c'è una geografia delle aperture delle scuole che ci sorprende e non è possibile riuscire a gestirla in modo unitario», dice la M5S Bianca Granato capogruppo del Movimento in Commissione Istruzione al Senato. Per FdI «Sarebbe grave se anche quest’anno ci fosse un esame di maturità mutilato». 

La ministra Azzolina - alla quale il termine 'maturità light' non piace - butta acqua sul fuoco delle polemiche e oggi, in Toscana in visita ad una scuola con il presidente Giani, precisa: «al ministero dell’Istruzione per il momento non abbiamo preso alcuna decisione, ci sono delle interlocuzioni in corso». Al ministero da giorni ci sono incontri con gli studenti, le associazioni dei docenti, i sindacati, per trovare una sintesi.

Intanto oggi, per effetto delle sentenze dei vari Tar regionali, i bambini di IV e V elementare hanno fatto ritorno sui banchi di scuola in Campania. Per il ritorno a scuola degli studenti campani delle scuole superiori si aspetta la decisione su un’ulteriore impugnativa dell’ordinanza regionale. In Veneto invece il Tribunale amministrativo locale ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da 17 genitori contro l’ordinanza del presidente regionale Luca Zaia, che aveva bloccato la ripresa delle lezioni in presenza per le scuole secondarie superiori fino al 31 gennaio. In Liguria da lunedì 25 gennaio le scuole secondarie superiori torneranno alla didattica in presenza al 50% con trasporti potenziati e ingressi scaglionati e il presidente della Regione Giovanni Toti ha annunciato che in base ai dati si potrà decidere di portarla al 75% nel giro delle settimane successive.

Lunedì 25 gennaio si tornerà a scuola anche nelle superiori in Puglia, nelle Marche, in Umbria e nelle medie in Campania. A Milano proseguono invece le proteste contro la Dad e un altro liceo è stato occupato mentre stamane è stato organizzato un presidio sull'importanza della scuola pubblica.

Intanto una indagine della Comunità di S. Egidio certifica che 1 minore su 4 è considerato a rischio dispersione per il numero eccessivo di assenze ingiustificate (più di 3 al mese) o perchè non frequenta la scuola dall’inizio dell’anno scolastico; in caso di interruzione della didattica per dei periodi di quarantena, poi, 1 bambino su 2 avrebbe difficoltà a seguire le lezioni con la dad.

Il ministero dell’Istruzione è al lavoro anche sulla partita che riguarda il piano di recupero dei gap formativi: dal prossimo prossimo decreto Ristori il dicastero di viale Trastevere si aspetta almeno 250 milioni. Con quei fondi si faranno corsi di recupero per gli apprendimenti persi a causa della Dad; si cercherà di dare una corsia preferenziale per i tamponi al personale scolastico e si incrementerà il supporto psicologico ai ragazzi messi a dura prova dall’emergenza.