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Chiede lo smart working: "E il mio capo mi ha lanciato in faccia il cellulare"

Denuncia segretaria direttore Confindustria Leonardo Bandinelli 

27 gennaio 2021, 12:18

Chiede lo smart working: "E il mio capo mi ha lanciato in faccia il cellulare"

Aggredita dal suo capo perchè avrebbe chiesto di poter lavorare in smart working. E’ quanto sostiene in una denuncia la segretaria del direttore di Confindustria Firenze Leonardo Bandinelli. La notizia è stata riporta dal Corriere della Sera.

Al momento non ci sono indagati e sarà la magistratura a dover decidere se avviare le indagini. La donna, segretaria di presidenza e di direzione, 32 anni di lavoro in Confindustria Firenze, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, sarebbe in malattia da due mesi a causa di lesioni al volto e agli occhi provocate da uno smartphone che, come scritto nella denuncia, Bandinelli le avrebbe lanciato in volto.

Il motivo del gesto sarebbe da attribuire a una presunta discussione nata a seguito della richiesta della segretaria di poter lavorare in smart working. Sempre secondo quanto scritto il telefono le sarebbe stato lanciato due volte: la prima avrebbe sfiorato un’altra segretaria mentre la seconda l’avrebbe colpita al volto. Da qui la presentazione della denuncia penale contro il direttore.

L'episodio sarebbe accaduto lo scorso 26 novembre. Il direttore le avrebbe anche chiesto scusa e sarebbe andato in farmacia a comprare il necessario per medicare la donna che con l’emergenza Covid ha però preferito non andare al pronto soccorso, si legge ancora nella denuncia. A quel punto l’uomo l’avrebbe accompagnata in una clinica privata cittadina dove è stata medicata e refertata.

Nei giorni successivi la donna avrebbe saputo che Bandinelli avrebbe raccontato al presidente di Confindutria che lei aveva sbattuto da sola in ufficio. «E' stata una circostanza del tutto accidentale e sfortunata - ha precisato al Corriere Leonardo Bandinelli -. In realtà ho lanciato il telefono in uno scatto d’ira e sfortunatamente ho preso la collega. Non avevo alcun motivo di prendermela con la signora». (ANSA).