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Iss: "Situazione in lieve peggioramento, ma Rt nazionale resta 0,84"

05 febbraio 2021, 15:03

Iss: "Situazione in lieve peggioramento, ma Rt nazionale resta 0,84"

"L’incidenza a livello nazionale si mantiene sopra il valore di 130 casi per 100.000 abitanti nei 7 giorni e, in almeno uno dei flussi del ministero e dell'Istituto superiore di sanità, 13 regioni evidenziano un trend di casi in aumento.La trasmissibilità, sebbene in media simile alla scorsa rilevazione, presenta questa settimana un range che arriva a superare 1 nel suo valore superiore". Si osserva quindi un lieve generale peggioramento della epidemia con un aumento nel numero di regioni classificate a rischio alto (3 contro 1) e con la riduzione delle regioni a rischio basso in questa settimana (7 contro 10). Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale della Cabina di regia.  Il monitoraggio Iss-ministero della Salute evidenzia che sono undici le regioni classificate con rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane).

Non cambia questa settimana il valore dell'Rt medio italiano, che resta a 0,84 (è cioè compreso tra 0,76 e 1,02) Emilia - Romagna 0,83. Anche se l'Rt generale non cambia, si osserva comunque un leggero peggioramento dei dati. Tredici regioni evidenziano un trend di casi in aumento. 

L’Italia si trova in un contesto «preoccupante per il riscontro di varianti virali di interesse per la sanità pubblica in molteplici regioni che possono portare ad un rapido incremento dell’incidenza». 

 Si conferma «la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone» e di «restare a casa il più possibile». E’ fondamentale poi che «la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie». 

L’attuale quadro a livello nazionale «sottende forti variazioni inter-regionali». Lo evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. In alcuni contesti, si spiega, «un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per COVID-19 in area critica». 

La diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni è più lieve di quella osservata le precedenti settimane: 273,01 per 100.000 abitanti (18-31 gennaio) contro 289,35 per 100.000 abitanti (11-24 gennaio), dati flusso Iss. Si segnala che in almeno uno dei flussi di sorveglianza coordinati dal Ministero della Salute e dall’Iss, 13 regioni evidenziano un trend di casi in aumento. Così nella bozza del nuovo monitoraggio della cabina di regia sul Covid in Italia. Incidenza resta molto nella Pa di Bolzano (686,57 per 100.000; 25-31 gennaio). In 3 regioni e province autonome incidenza superiore ai 200 per 100.000.

In alcune regioni si registra la circolazione di varianti virali per cui è necessario prendere provvedimenti particolarmente restrittivi soprattutto nei comuni colpiti. Per il resto continuare a mantenere dei comportamenti prudenti": lo ha detto Gianni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.

E in quattro regioni gli interventi sono già scattati, con l'istituzione di zone rosse locali o provinciali. Sono in lockdown 3 comuni in Abruzzo (Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria) e da lunedì tutti gli studenti delle scuole superiori saranno di nuovo in didattica a distanza; il comune di Chiusi in Toscana; la provincia di Bolzano, che ha un’incidenza di 686 casi su 100mila abitanti (a fronte di una media nazionale di 130); e anche l’Umbria, dove sono stati riscontrate alcune decine di casi della variante brasiliana. Ci saranno «misure puntuali» ha detto la presidente Donatella Tesei che «interesseranno le aree più colpite della provincia di Perugia. A Roma, invece, è stata chiusa una piazza a San Lorenzo, una delle zone della movida, a causa degli assembramenti che si erano creati. 

Con il dato più alto di Rt in Italia (1.18), in base alla bozza del monitoraggio Iss-ministero della Salute relativa alla settimana 25 gennaio-31 gennaio, e due varanti - inglese e brasiliana - in circolazione - l’Umbria prende provvedimenti per contenere la diffusione del Covid in particolare in alcune zone della provincia di Perugia, dove sono state individuate anche le due varianti. La presidente della Regione, Donatella Tesei, ha annunciato infatti che questi «saranno puntuali e interesseranno le aree maggiormente colpite, non saranno regionali». «Saranno quelli previsti per le zone rosse» ha aggiunto. La Regione sta valutando le misure con l’Istituto superiore della sanità e con il Ministero della Salute. «Non bisogna pensare a un lockdown» ha annunciato Tesei. Come detto, in Umbria «sembra - ha spiegato il direttore della Prevenzione del ministero della salute Gianni Rezza nel corso della conferenza stampa sul monitoraggio settimanale - ci sia la circolazione di due varianti, quella inglese e quella brasiliana. In due campioni inviati dall’Umbria è stata riscontrata la variante brasiliana e a Perugia sono stati identificati dei cluster ospedalieri. In restanti 40 campioni la variante brasiliana sembra aver circolato nei cluster ospedalieri». Oggi tornano intanto a crescere i nuovi casi Covid giornalieri, 443 nelle ultime 24 ore, più 19 per cento rispetto a ieri secondo quanto riporta il sito della Regione. Segnalati altri dieci morti e 226 guariti, con gli attualmente positivi ora 6.398, 207 in più di ieri. Il tasso di positività è del 5,1 per cento sul totale (ieri 4,9) e dell’11,3 sui soli molecolari (10,1). Continua la crescita dei ricoverati in ospedale, 443, cinque in più, mentre rimane stabile a 66 il numero dei pazienti in terapia intensiva. 

Una Regione (Umbria) e una PA (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno, ma 5 regioni riportano il valore medio attorno all’1 (Abruzzo 0,99 - CI: 0,99- 1,05; FVG 1,03 CI: 0,99-1,08;, Liguria 0,95 CI: 0,89-1,00; Marche 0,95 CI: 0,86-1,05; Toscana 0,98 CI: 0,93-1,03). Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. 

 Cambio di fascia per la Sardegna. Secondo quanto si apprende, infatti, da lunedi la Sardegna potrebbe passare dalla fascia arancione a quella gialla, portando a 16 regioni e provincia autonoma nella fascia più 'light' della classifica. 

Si mantiene stabile il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (8 Regioni/PPAA). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale si colloca sotto la soglia critica (26%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 2.372 (26/01/2021) a 2.214 (02/02/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche in diminuzione, passando da 21.355 (26/01/2021) a 20.317 (02/02/20201). Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali. Lo rileva il monitoraggio Iss.

In questa fase delicata dell’epidemia questi iniziali segnali di contro-tendenza potrebbero preludere ad un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente messe in atto adeguate misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.