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L'istituto superiore di sanità (e l'Ue): "Rafforzare le misure anti-variante inglese"

15 febbraio 2021, 17:03

L'istituto superiore di sanità (e l'Ue): "Rafforzare le misure anti-variante inglese"

Considerata la circolazione nelle diverse aree del paese «si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante VOC 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto». E’ quanto afferma l’Istituto superiore di sanità nello studio di prevalenza della variante VOC 202012/01 (Regno Unito) in Italia, relativo alla indagine svolta lo scorso 4-5 febbraio. Nel contesto italiano, in cui la vaccinazione delle categorie di popolazione più fragile sta procedendo rapidamente ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguata». E’ quanto sottolinea l'Istituto superiore di sanità nello studio di prevalenza della variante VOC 202012/01 (Regno Unito) in Italia relativo alla indagine svolta lo scorso 4-5 febbraio. 

"Dalla nostra ultima valutazione la situazione epidemiologica è rimasta molto preoccupante». Lo ha detto la direttrice dell’Ecdc (l'Agenzia Ue per la prevenzione e il controllo delle malattie) Andrea Ammon in una nota che accompagna l’ultima valutazione del rischio sul Covid-19 in Europa. «A meno che le misure non farmaceutiche" come distanziamento, telelavoro ove possibile, restrizione agli spostamenti, mascherine e igiene mani, «non vengano continuate o addirittura rafforzate, nei prossimi mesi dovrebbe essere previsto un aumento significativo dei casi e dei decessi correlati al Covid-19», ha aggiunto.