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MODENA

In carcere senza sapere il perché, la Cassazione riapre il caso

Una storia incredibile: protagonista un meccanico modenese

23 febbraio 2021, 11:06

In carcere senza sapere il perché, la Cassazione riapre il caso

Arrestato e portato in carcere per scontare una condanna di cinque anni. Ma non sapeva neanche di essere stato denunciato e processato. E’ il caso di un meccanico 47enne, raccontato dalla Gazzetta di Modena e da poco riaperto dalla Corte di Cassazione che ha riconosciuto le ragioni della difesa e ha emesso una sentenza che annulla il provvedimento che dichiarava esecutiva la condanna e ha rinviato gli atti alla Corte di Appello di Bologna per riesaminare la vicenda. 

All’inizio del 2020 i carabinieri si presentarono sul luogo di lavoro dicendogli che era stato condannato a cinque anni per estorsione. All’origine di tutto c'era un prestito, anni fa, di 500 euro a un conoscente. Tempo dopo, quando ne chiese la restituzione, l’altro gli disse di non aver mai avuto niente. Il meccanico allora si sarebbe alterato, dicendo di ridargli i soldi «o ti taglio la gola». 

Pochi giorni dopo il conoscente lo denunciò, ma la notifica dell’indagine non è mai arrivata al meccanico. L’uomo, infatti, nel frattempo aveva cambiato casa e le raccomandate erano tornate indietro. All’udienza preliminare venne nominato un avvocato d’ufficio che si fece sostituire, fu quindi rinviato a giudizio e al processo arrivò un altro legale d’ufficio che non reperì mai l’assistito. Il dibattimento, in contumacia, si concluse a maggio 2019 con la condanna a cinque anni e nessuno impugnò la sentenza, divenuta così definitiva con la conseguenza dell’ordine di carcerazione.

La moglie si è rivolta allora all’avvocato Luca Lugari, che ha presentato una prima istanza al tribunale di Modena, respinta. Quindi ha fatto ricorso in Cassazione, invocando le normative Cedu sulle lesioni dei diritti degli imputati giudicati in contumacia a propria insaputa. La seconda sezione penale della Suprema corte ha accolto le ragioni della difesa, disponendo che la Corte di appello fissi un’udienza per ridiscutere l’istanza. A quel punto l’uomo potrebbe essere scarcerato, in attesa di un nuovo ricorso in appello per discutere nel merito del processo.