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Scuole chiuse in 16 regioni: torna la Dad, 8 studenti su 10 restano a casa

14 marzo 2021, 18:46

Scuole chiuse in 16 regioni: torna la Dad, 8 studenti su 10 restano a casa

 La scuola italiana ritorna, tranne poche eccezioni, alla didattica a distanza, ad un anno dal lockdown del 4 marzo scorso: 6,9 milioni gli studenti da domani saranno costretti a seguire le lezioni in dad, otto su dieci, l'81% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie. La scorsa settimana erano 5,7 milioni. In 16 Regioni su 20 da domani saranno chiuse quasi tutte le scuole. Saranno quindi altri 1,2 milioni gli alunni che dovranno rimanere a casa. L’incremento è concentrato soprattutto in tre Regioni: Lazio, Veneto e Piemonte. Il quadro non è omogeneo sul territorio: il virus costringe a casa infatti il 95% degli studenti del nord e meno di due su tre nel mezzogiorno. Al centro ci si attesta sulla media nazionale di 8 su 10. I dati arrivano dalla rivista specializzata Tuttoscuola. 
Le regioni più interessate da questa chiusura totale e con quantità notevoli di ragazzi a casa sono la Lombardia, con 1.401.813 alunni in DAD, la Campania con 944.993, il Lazio con 821.329, il Veneto con 680.096, l’Emilia Romagna con 620.423, la Puglia con 585.344, il Piemonte con 573.231. Si salvano da questa chiusura totale la Sicilia con 613.691 alunni a scuola, la Val d’Aosta con 15.552 in presenza e la Sardegna con 169.172 alunni; momentaneamente si salva anche la Calabria (dopo un ricorso al Tar) con 233.209. 
Seguiranno le attività didattiche a scuola 372.743 bambini delle scuole dell’infanzia (il 26,8%), 575.915 alunni della primaria (il 22,1%), 365.721 alunni della scuola secondaria di I grado (il 21,3%) e parzialmente in alternanza al 50% 298.156 studenti delle superiori (il 10,7%). 
Ma i malumori per la sospensione delle lezioni in presenza sono forti: oggi sono andate in scena iniziative e manifestazioni da nord a sud Italia organizzate da genitori, associazioni, studenti e insegnanti. Una si è tenuta anche davanti a Montecitorio, a Roma organizzata da Priorità alla scuola, alla quale hanno partecipato circa 150 persone. 
«Non è accettabile che i centri commerciali siano rimasti aperti e le scuole chiuse. I bambini devono essere in cima a tutto, così avevano promesso e invece è l’ultimo dei loro pensieri», hanno detto i manifestanti tornati in piazza a Torino. Qui oltre un migliaio di persone si sono ritrovate in piazza Castello: in piazza con genitori, insegnanti e bambini anche Maia, la studentessa 16enne del liceo Gioberti simbolo della protesta con Anita e Lisa, che domani - nonostante la zona rossa - riprenderanno a seguire da piazza Castello le lezioni online. 
«Dimenticati a distanza da un anno», è il messaggio, su un uno striscione, appoggiato a terra in piazza Cavour ad Ancona, che riassume il significato del flash mob promosso per esprimere, con l’ennesima iniziativa, il dissenso al blocco delle lezioni scolastiche in presenza per ogni ordine e grado ormai da settimane. «Potete giocare con i colori ma non con il mio futuro», «Disperati a Distanza», si legge sui cartelli. 
«Assistiamo indignati al gesto ipocrita di chiudere l’unico luogo dove sono effettive le azioni di screening, tracciamento, quarantena», scrivono i promotori del Comitato Priorità, i quali raccontano anche che al liceo Vico di Napoli, dove tre ragazzi erano sotto 'processò di fronte al Consiglio d’istituto per aver partecipato all’occupazione della loro scuola il 27 gennaio, in questi giorni è arrivata la 'sentenzà: 10 giorni di sospensione, commutati in obbligo di frequenza abbinati a un’attività utile all’interno della scuola. Peccato che in Campania a scuola ci si sia andati per pochissimi giorni.