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Thailandia: scontri tra polizia e manifestanti prodemocrazia

20 marzo 2021, 16:08

Thailandia: scontri tra polizia e manifestanti prodemocrazia
(ANSA) - BANGKOK, 20 MAR - La polizia thailandese ha usato oggi cannoni ad acqua e proiettili di gomma fuori dal Grand Palace di Bangkok, dopo che dei manifestanti hanno sfondato una barricata di container nel corso di una protesta per chiedere riforme alla monarchia. I disordini nella capitale thailandese si susseguono sin da quando il movimento pro-democrazia ha preso il via, lo scorso luglio, sollevando richieste per una revisione dell'amministrazione del premier Prayut Chan-O-Cha e una riscrittura della Costituzione. Le richieste più controverse comprendono anche una riforma della monarchia, tra cui l'abolizione delle leggi draconiane sulla diffamazione reale. A Sanam Luang, un campo storico di fronte al palazzo, era stato eretto un muro di container, con due file una sull'altra, per tenere i manifestanti a distanza, ma un'ora dall'inizio del raduno, alcuni di essi hanno usato delle corde per abbattere parte della fila superiore, consentendo una piccola apertura. I manifestanti che sono riusciti a passare hanno poi lanciato bottiglie molotov a decine di poliziotti schierati davanti ai camion con i cannoni ad acqua, a circa 100 metri di distanza, che a questo punto sono intervenuti per impedire ai manifestanti di avvicinarsi. La polizia ha poi inseguito i manifestanti lontano dall'area, sparando proiettili di gomma e gas lacrimogeni. In serata, la maggior parte dei manifestanti si era dispersa, con solo alcuni attivisti irriducibili ancora sul posto. Dall'inizio delle manifestazioni, oltre 60 persone sono state accusate di aver infranto la draconiana legge sulla diffamazione reale e alcuni dei leader più importanti sono stati arrestati. Le leggi proteggono il potente re Maha Vajiralongkorn e la sua famiglia dalla diffamazione, ma i gruppi per i diritti umani affermano che il loro ampio uso significa che qualsiasi cosa percepita come critica può portare una persona in prigione fino a 15 anni, per ogni accusa. (ANSA).

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