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Saint-Germain-des-Près

'Rubava le offerte' nella chiesa della zona chic di Parigi: condannato il sacrestano milionario

25 marzo 2021, 18:57

'Rubava le offerte' nella chiesa della zona chic di Parigi: condannato il sacrestano  milionario

Si intascava le offerte dei fedeli. E' stato condannato a 18 mesi di carcere con la condizionale Georges C., il sacrestano della chiesa di Saint-Germain-des-Près, la più antica di Parigi. E’ qui, nel cuore della rive gauche, a due passi dal Cafè de Flore e Les Deux Magots, che sorge uno delle zone più chic di Parigi. Con offerte in genere all’altezza della nomea del quartiere divenuto negli anni economicamente proibitivo, tanto che nei cestini può capitare di trovare biglietti da 50 o 100 euro. 
Ma l’abbazia gotica è anche frequentatissima dai turisti, almeno prima che la pandemia frenasse la libera circolazione in Europa. Giunto dalla Siria alla fine degli anni Ottanta Georges C. divenne amico del parroco, che propose un lavoro a lui e alla moglie. Mentre lui si occupava di sorvegliare le funzioni, di preparare gli oggetti liturgici, fiori, ceri, campane, la consorte si attivava ai fornelli per i sacerdoti. Secondo quanto scrive il quotidiano Le Monde, la coppia disponeva di un alloggio 'di serviziò e intascava circa 4.000 euro di stipendio mensili. La parrocchia si fidava ciecamente di lui. E’ per questo che assieme ad un collega gli fu affidato, tra l’altro, di conteggiare le offerte. Presso il suo domicilio, sono state rivenute diverse somme di denaro, tra cui molte valute estere. Dagli estratti conto sono risultati bonifici per oltre 100.000 euro per il solo anno 2017. Nove i veicoli intestati a suo nome, tra cui un’Audi cabriolet, una Peugeot 508, una Renault Espace e due caravan. 
La coppia risulta inoltre proprietaria di quattro appartamenti a Parigi, di un altro a Charenton-le-Pont (Val-de-Marne), di una residenza a Palaiseau (Essonne). Ma Georges C. è anche membro di quattro società, di cui una nel campo degli «additivi petroliferi». L’inizio della fine comincia nel novembre 2017, quando il parroco ha l’impressione che le offerte dei fedeli sono in forte in calo. I sospetti vanno subito verso Georges C.. La polizia viene avvertita, un ufficiale giudiziario fotografa i sacchi con i soldi prima che lui le conteggi, ignaro di tutto, le matrici delle banconote annotate e discretamente segnate con un tratto verde. 
Fermato all’uscita dalla chiesa dagli agenti in borghese, Georges C. sorpreso con 490 euro, di cui 320 marchiati di verde. Dinanzi al tribunale, mercoledì, il sessantaduenne imputato ha riconosciuto il furto dei 320 euro. «Il parroco aveva messo mia moglie part-time dopo 17 anni servizio. Volevo solo vendicarmi, niente di piu», ha dichiarato,. Quanto al resto, ha proseguito, «sono furbo, so trovarmi delle occasioni». Ha garantito che le auto sono state acquistate attraverso canali particolari non sul mercato e che anche gli appartamenti sono stati acquisiti a basso costo. Un anno dopo il suo licenziamento, gli introiti delle offerte sono comunque aumentati di 80.000 euro. E’ l’unico danno che la parrocchia reclama all’imputato per l’anno 2017. Geroges C. è stato condannato a 18 mesi di carcere con la condizionale. Le auto sono state sequestrate. Alla diocesi di Parigi dovrà rimborsare danni per 75.000 euro. Dal suo licenziamento, l’ex sacrestano lavora in una pompa di benzina nella banlieue di Parigi: 1.260 euro al mese a cui si aggiungono i 900 euro della moglie in sussidi di disoccupazione.