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Figliuolo: "Ipotesi test periodici nelle scuole per monitorare i contagi"

25 marzo 2021, 15:30

Figliuolo: "Ipotesi test periodici nelle scuole per monitorare i contagi"

Monitorare l’andamento dei contagi nelle scuole con test periodici per i ragazzi e i docenti. E' l'ipotesi presa in considerazione dal Commissario per l'Emergenza Covid, Francesco Figliuolo. A sottoporre la richiesta - che sarà valutata in maniera definitiva solo nei prossimi giorni - è stato il ministro per l’Istruzione Patrizio Bianchi. 

I test salivari rapidi poco attendibili. La saliva va bene per il test molecolare e antigenico 

I tamponi rapidi per diagnosticare l'infezione da virus SarsCoV2 sono disponibili da tempo e si tratta di test di tipo molecolare, che analizzano il materiale biologico prelevato con un tampone; non sono invece disponibili i test basati sull'analisi della saliva poichè non sono ancora in grado di dare risultati attendibili in tempi rapidi. 
Una sperimentazione sui test salivari in Italia è stata fatta dall’Istituto Spallanzani di Roma in ottobre e, per quanto riguarda quelli rapidi, è emerso che «non sono sufficientemente performanti poichè hanno una sensibilità inferiore al 20%». In sostanza, secondo lo Spallanzani, «i tamponi salivari fatti sul posto si sono rivelati poco affidabili e devono poi essere confermati in laboratorio con il test molecolare, annullando così l’effetto di una risposta immediata. 
Quello che è certo, osserva il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca , è che «ad oggi non esiste un test rapido in grado di utilizzare la saliva». In generale, prosegue l’esperto, la saliva è un campione biologico molto idoneo alla ricerca del virus perchè non risente della variabilità del campionamento: si raccoglie mediante autocampionamento con spugnette chiamate salivette che si masticano e si raccolgono in un recipiente evitando il fastidioso prelievo e anche il rischio di contagio dell’operatore». Al momento, però, osserva, «non esiste nessun kit rapido che funzioni bene sulla saliva, mentre la saliva va benissimo per il test molecolare e antigenico in chemioluminescenza fatto in laboratorio. Non va bene invece- conclude il virologo - per i test rapidi in loco perchè ha un problema di viscosità, è una matrice biologica che andrebbe chiarificata con opportuna strumentazione trasportabile». 
Diverso il discorso dei tamponi rapidi: «una circolare del Comitato Tecnico Scientifico del 29 settembre scorso prevedeva già la possibilità di farli nelle scuole» e «senza dubbio - prosegue il virologo- lo screening con un monitoraggio settimanale permetterebbe di tenere le scuole aperte con tranquillità». Secondo l’esperto «il tampone rapido è utile quando si tratta di fare un monitoraggio continuo e servirebbe a identificare i bambini che hanno un’infezione attiva, con un’alta carica virale». 
I test attualmente disponibili per un programma simile sono gli antigenici rapidi. «Ne esistono di prima, seconda e terza generazione: il Comitato Tecnico Scientifico potrà decidere quali adottare sulla base di tutti i parametri disponibili».