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Camici scadenti venduti all'ospedale Parma: indagato il titolare della società

10 giugno 2021, 12:18

Camici scadenti venduti all'ospedale Parma: indagato il titolare della società

Nella mattinata di oggi, su delega della Procura della Repubblica di Bologna, la Guardia di Finanza di Modena e i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione di Bologna, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo fino alla concorrenza di oltre 1 milione di euro, emesso dal Gip presso il Tribunale di Modena, nei confronti di una società di Mirandola attiva nel settore della distribuzione di materiali sanitari/medicali e del suo legale rappresentante, indagato per truffa e frode nelle pubbliche forniture.

Il provvedimento cautelare reale è stato richiesto all’esito di un’articolata attività d’indagine in seguito alla denuncia/querela presentata da un’azienda bolognese attiva nel settore del commercio all’ingrosso di articoli medicali, riguardante la vendita di una partita di 128.707 camici (classificati come DPI di classe 1 in conformità alla Direttiva 93/42/CEE) all’Azienda Ospedaliera di Parma, recanti l’etichetta contraffatta della società denunciante, nonchè di qualità decisamente scadente rispetto ai camici originali (minor lunghezza del camice, delle maniche, tessuto a trama più larga e minor spessore a detrimento della idrorepellenza), commercializzati da una società mirandolese. 

I successivi accertamenti affidati al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena hanno consentito di quantificare in oltre un milione di eurol'indebito profitto derivante dalla truffa.

Al riguardo gli accertamenti finanziari e patrimoniali svolti nei confronti dell’indagata e della società alla stessa riconducibile, hanno consentito di individuare e sottoporre a vincolo cautelare diponibilità finanziarie per circa 600.000 euro intestate alla società, nonchè ulteriori rapporti bancari e depositi titoli per oltre 300.000 euro, una unità immobiliare e un veicolo.

Le attività investigative e di analisi delle movimentazioni bancariehanno consentito di ricostruire il percorso del denaro corrisposto dall’Azienda Ospedaliera di Parma, in gran parte poi confluito nei conti correnti personali dell’indagata, attraverso operazioni di "prelevamento soci" per 820mila euro e l'acquisto di 2 polizze vita per 530mila euro.