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Esports, Rims racing, l'atelier italiano delle moto

di Riccardo Anselmi  -

22 agosto 2021, 19:24

Esports, Rims racing, l'atelier italiano delle moto

Italia terra di motori, anche quando si parla di digital entertainment. È il settore in cui si sono specializzati molti studi di grido del Bel Paese. Un nome su tutti quello di Kunos, il team di alcune tra le più acclamate simulazioni automobilistiche sul mercato: gli Assetto corsa. Ma anche Milestone, storica software house di tanti titoli dedicati alle due ruote, sempre in sella con uscite recenti come Ride 4 e Motogp 21, considerati l’attuale punto di riferimento nel campo del motociclismo virtuale. Da quello stesso humus arriva ora Rims racing, opera di debutto di Raceward, un nuovo studio portacolori dell’eccellenza del made in Italy che riunisce gente comunque non alle prime armi e tutti grandi cultori delle due ruote. Rims racing punta al salto di qualità. Non tanto un altro Gran turismo, ma proprio una sorta di Assetto corsa cucito attorno alle moto. Con la cura degna di un atelier e un sacco di idee coraggiose, che provano a smuovere il genere in direzioni inesplorate e parecchio interessanti. 

Che Rims sia un racing viscerale lo si vede subito. Anzi, lo si sente, soprattutto mentre si sfreccia su Ps5 (il videogame è pubblicato da Nacon anche per PS4, Pc e le varie Xbox) stringendo tra le mani il Dualsense. In questa versione, Raceward ha sfruttato le caratteristiche del controller della console next-gen di Sony, in grado di trasmettere, attraverso le particolari vibrazioni del feedback aptico e i grilletti adattivi che offrono una diversa resistenza a seconda delle situazioni, un ventaglio di sfumature tattili capaci di restituire un feeling di guida incredibilmente corposo. A suo modo si trova già qui un elemento chiave dell’evoluzione di un tipo di simulazioni che, nel salire di categoria, deve fare i conti per forza di cose con la mancanza di periferiche assodate come i volanti. Ma è appena una delle chicche in un progetto che ha un’impostazione dichiaratamente spinta, a cominciare dalla scelta di limitare il garage a un ristretto numero di moto, sposando la massima della qualità che vince sulla quantità. 

 

In Rims racing si hanno a disposizione otto modelli di supersportive (Ducati Panigale V4 R, MV Agusta F4 RC, Aprilia RSV4, BMW M 1000 RR, Suzuki GSX-R1000R, Honda CBR1000RR, Kawasaki Ninja ZX-10RR, Yamaha YZF-R1). Sono effettivamente tra i migliori bolidi apparsi nel panorama degli ultimi anni, ma soprattutto si tratta di una filosofia che ha permesso di riprodurre nel videogame ogni moto davvero nei minimi dettagli, studiandola a fondo in quelli che sono sia le dinamica che il sonoro, fino alla meccanica del mezzo. 

Oltreché in pista, Rims racing accompagna infatti in officina, dove le motociclette si possono smontare letteralmente pezzo per pezzo, optando per una personalizzazione aftermarket che comprende più di 500 ricambi ufficiali. Un gioco nel gioco che replica pressoché fedelmente le operazione necessarie per la sostituzione degli ammortizzatori così come degli scarichi o delle pinze. Ancora quello spirito da centauri che è la marcia in più che si respira un po’ ovunque in Rims racing, dove anche la visuale in soggettiva, direttamente dentro il caso, appare significativamente figlia dei chilometri macinati nella vita reale che l’hanno resa su console tanto funzionale quanto immersiva. D’altronde, accanto a circuiti famosi, il giro del mondo di Rims Racing si avventura appassionatamente lungo una sfilza tracciati stradali perfettamente ricalcati su altrettanti itinerari iconici, da gustarsi in assoluta sicurezza. Per l’Italia c’è il passo San Marco, in Lombardia.