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Moscovici, non chiederemo nuova manovra

23 ottobre 2019, 16:36

Moscovici, non chiederemo nuova manovra

BRUXELLES - Nella manovra "c'è un rischio di deviazione significativa e quindi siamo obbligati a rilevarlo nella procedura" del semestre europeo, "ma al momento non tiriamo le conclusioni su passi procedurali, come sottomettere un altro budget o mettere in causa questo o quello". I passi successivi saranno "esaminati" più in là, "e avremo quindi l'occasione all'interno del semestre di assicurarci che il bilancio proposto sarà eseguito in modo serio". Lo ha detto il commissario Ue per gli Affari economici Pierre Moscovici a Strasburgo.

"Siamo in un processo di dialogo positivo con il governo italiano, il ruolo della commissione è di stabilire i fatti oggettivi, ciò che va nella buona direzione e di notare un certo numero di aggiustamenti rispetto alle regole". Così il commissario Moscovici conversando con i giornalisti. "Questa lettera è diversa da quella indirizzata al governo italiano l'anno scorso - ha aggiunto - e manifesta ciò che ho già annunciato e cioè che non c'è alcuna di crisi di bilancio con l'Italia".

"Lavoriamo nelle migliori condizioni con Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri. Questa lettera non è vaga ma è fattuale che ricorda un certo numero di elementi e noi continuiamo i nostri rapporti su questa base in un clima più disteso e positivo". Lo ha precisato il Moscovici. "Non ho dubbi che il governo italiano sarà in grado di rispondere alla lettera serenamente, tranquillamente e in modo preciso".

L'eurodeputato belga, Guy Verhofstadt, responsabile del gruppo di lavoro del Parlamento europeo sulla Brexit, ha elencato una serie di condizioni a garanzia dei cittadini Ue già residenti nel Regno Unito per la ratifica dell'accordo. In un tweet ha scritto che "devono essere affrontati 4 punti: "1) Nessuna espulsione per coloro che non hanno rispettato la scadenza" per registrarsi per ottenere le tutele previste, "2) maggiore assistenza per i cittadini vulnerabili, 3) indipendenza reale per l'Ima" (l'autorità indipendente che il governo britannico ha promesso di istituire come organo di tutela dei cittadini Ue in caso di contestazioni sul loro trattamento post Brexit), ed infine "4) la garanzia di ottenere il Settled status per tutti quelli che - non avendo ancora ottenuto 5 anni di residenza - abbiamo ottenuto nel frattempo il cosiddetto pre-status".

Con il contributo del Parlamento europeo

 

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