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AstraZeneca, ripartite le vaccinazioni in Europa

23 marzo 2021, 17:15

AstraZeneca, ripartite le vaccinazioni in Europa

BRUXELLES - L'Ema ha promosso ancora AstraZeneca praticamente senza limitazioni e in Europa è ripresa la campagna di inoculazioni con il vaccino del colosso anglo-svedese dopo lo stop cautelativo dei giorni scorsi in oltre dodici Paesi. Tra i primi ad annunciare la ripartenza, non a caso dopo i contatti dei giorni scorsi, l'Italia di Mario Draghi e la Francia di Emmanuel Macron. Anche in Germania la campagna è ripresa, mentre la Spagna la riavvierà con qualche cautela in più da mercoledì prossimo. Norvegia e Svezia invece tirano decisamente il freno: nonostante le rassicurazioni, AstraZeneca rimarrà sospeso “fino a quando non avremo un quadro completo della situazione”.

L'agenzia del farmaco comunque, dopo un'attenta analisi dei dati, è arrivata alla conclusione che il vaccino è “efficace e sicuro” e che i “benefici superano qualsiasi possibile rischio”, escludendo difetti nella qualità della manifattura o in lotti specifici. Le consultazioni hanno portato alla “chiara conclusione scientifica” che il siero di Oxford “non è associato” con l'aumento dei coaguli di sangue osservato da alcuni scienziati, ha indicato la direttrice dell'Ema, l'irlandese Emer Cooke. “Se fosse per me – ha detto – me lo farei inoculare domani”. Tuttavia, dato che non è ancora possibile “escludere definitivamente” il legame con i casi trombo-embolici rari riportati di recente – 25 eventi su 20 milioni di vaccinati – l'Agenzia ha raccomandato l'aggiornamento del foglietto illustrativo che accompagna il vaccino, oltre ad una campagna di sensibilizzazione su possibili reazioni avverse che potrebbe contribuire ad individuare gli effetti collaterali e mitigarli. “Fino a mercoledì gli eventi sospetti di trombosi cerebrali” dopo la vaccinazione con AstraZeneca “sono stati sette in Germania, tre in Italia, due in Norvegia, uno in Spagna, oltre a tre nel Regno Unito e due in India”, ha spiegato Sabine Strauss, presidente del Prac, la commissione di farmacovigilanza dell'Ema.

Ma secondo gli accertamenti – che hanno coinvolto anche esperti in malattie del sangue e che sono stati condotti a stretto contatto con altre autorità sanitarie, tra cui l'Hmra, il regolatore del Regno Unito, dove il siero è stato già somministrato a oltre 11 milioni di persone – complessivamente il numero di eventi tromboembolici riportati dopo la vaccinazione (in tutto 469 segnalazioni) si è rivelato inferiore a quello previsto nella popolazione generale. Questo ha consentito al Prac di confermare che non vi è alcun aumento del rischio complessivo di coaguli di sangue.

Restano comunque alcune preoccupazioni, in particolare per le donne più giovani, dove è stata notata una certa incidenza, anche se “è prematuro” trarre conclusioni su gruppi specifici. E dato che c'è sempre una “distinta possibilità” di eventi trombotici per le “donne che assumono la pillola”, l'indagine di una correlazione tra l'uso dell'anticoncezionale e la possibilità di un aumento dei rischi di casi avversi per chi viene vaccinato sarà approfondito, così come saranno indagate correlazioni col fattore di rischio del fumo.

 

Con il contributo del Parlamento europeo

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