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"Pietre d'Inciampo", grande partecipazione all'evento per ricordare i deportati

13 gennaio 2018, 17:05

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Una bella, sentita e commossa partecipazione nonostante la fredda mattinata.
Alla posa delle Pietre d’Inciampo sono intervenuti il sindaco Marcello Moretti, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, i rappresentati di ANPI S.Ilario e di altre associazioni santilariesi.
Ma soprattutto gli studenti delle Scuole di Sant’Ilario e dell’Istituto D’Arzo di Montecchio insieme ai familiari – giunti anche da fuori Regione – dei sette deportati santilariesi che non fecero ritorno dai campi di sterminio nazisti in seguito all’arresto dell’autunno del 1944: Bruno Veloci, Carlo Braglia, Rolando Rosi, Aronne Maccari, Remo Bertani, Aronne Oliva, Bruno Magnani. Tutti appartenevano alla Resistenza.
La partenza si è tenuta presso il Centro Sociale Airone nella centrale via Roma. Qui abitava Bruno Veloci che all’epoca suonava nella banda cittadina. In questi anni è stato recuperato e restaurato il suo vecchio sassofono. Con questo il prof. Corrrado Pessina ha eseguito due brani che hanno costituito, in maniera toccante, l’inizio della mattinata.
Guidati da Matthias Durchfled e Gemma Bigi di Istoreco un corteo si è mosso per un itinerario partito dal centro e prolungatosi nelle campagne circostanti. Ad ogni tappa una presentazione della persona ricordata e un intervento degli studenti che, in questi mesi, hanno approfondito con laboratori le figure dei deportati e il contesto storico dell’occupazione nazi-fascista.
A posare materialmente le pietre, insieme ai tecnici e operai comunali, è stato l’artista Gunther Demnig, colui che ha ideato questo invito al passante a fermarsi, a leggere e a non dimenticare questi cittadini vittime della deportazione. Le Pietre d’Inciampo, una piccola targa in ottone posta su un sanpietrino, sono ormai oltre 61.000 pietre in 22 paesi.
L’appuntamento a Sant’Ilario è per il gennaio del 2018 con la collocazione di ulteriori Pietre. Il progetto, ideato da Istoreco, fa parte delle attività dei Viaggi della Memoria.