Sei in Non solo parma

salute

Coronavirus, due in isolamento a Piacenza. La Regione: 'Se dubbi chiamare il 118. Non andare al Pronto soccorso'

21 febbraio 2020, 13:58

Coronavirus, due in isolamento a Piacenza. La Regione: 'Se dubbi chiamare il 118. Non andare al Pronto soccorso'

SCUOLE CHIUSE A PIACENZA

 Scuole chiuse a Piacenza e provincia domani, in via precauzionale, dopo i numerosi contagi avvenuti nel vicinissimo Basso Lodigiano nelle ultime ore. Lo ha deciso il Comune, insieme all’annullamento di quasi tutte le manifestazioni culturali e non solo. Intanto il dipartimento della Protezione civile ha individuato nell’aeroporto militare di San Damiano, in provincia di Piacenza nel comune di San Giorgio, la struttura in cui ricoverare, in caso di necessità, le persone che verranno sottoposte a quarantena.

SEDICI I CASI ACCERTATI

 Si concentrano, per ora, tutti nel Nord Italia, i casi di persone risultate positive al coronavirus. Ce ne sono due in Veneto e 14 in Lombardia. I due veneti risultati positivi ai primi test sono in isolamento in ospedale in attesa degli esiti del secondo test. Quanto ai casi in Lombardia, i primi 6 riguardano un uomo di 38 anni dipendente della Unilever di Lodi, ricoverato in terapia intensiva a Codogno. Le sue condizioni sono leggermente migliorate rispetto a ieri sera, quando si è presentato al Pronto soccorso. L’uomo, nelle settimane scorse, sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina, un dipendente della Mae di Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino. L’uomo è risultato negativo al tampone, sebbene avesse una sindrome influenzale quando ha incontrato il 38enne a cena. E’ positiva anche la moglie del trentottenne. E' incinta e in maternità. Suo marito ha partecipato negli ultimi giorni a due gare di corsa. Positiva anche una terza persona, il figlio del titolare di un bar di Codogno che avrebbe fatto sport con il 38enne. Gli altri tre contagiati sono clienti del bar. E' ricoverato anche il medico di base che aveva visitato il trentottenne e ora ha la polmonite (ma non si sa se è positivo al coronavirus). 
Gli altri 8 casi resi noti dall’assessore al Welfare della Lombardia Gallera riguardano 5 operatori sanitari, infermieri e medici dell’ospedale di Codogno e 3 pazienti. Intanto, è ricoverata in isolamento all’Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del 38enne positivo al coronavirus. 
Il premier Conte ha annunciato che è stata disposta una quarantena per tutti quelli che sono entrati in contatto con i contagiati. 
Al momento sono 250 le persone messe in isolamento, ma considerato l’aumento dei casi potrebbe aumentare anche il numero delle persone sotto osservazione. Tra loro - ha fatto sapere Gallera - 149 sono infermieri, medici, familiari e persone entrate in contatto diretto con il 38enne ricoverato a Codogno. Poi ci sono i dipendenti che lavorano nella sua ditta e che hanno avuto contatto diretto con lui. 
Una decina i Comuni, tutti nella stessa area, sono interessati da un’ordinanza sul coronavirus decisa da una cabina di regia presieduta dal governatore Fontana, dal ministro della Salute Speranza e dal capo della protezione civile Borrelli. Tra i Comuni anche Somaglia e Castelgerundo. 
Gallera ha invitato i cittadini di Castiglione d’Adda, Codogno e Casalpusterlengo, a scopo precauzionale, a rimanere a casa «in quarentena volontaria» e ha chiarito che sono già stati effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sull'intero staff medico e sanitario dell’ospedale di Codogno. 
Il sindaco di Codogno ha disposto per il pomeriggio di oggi e per la giornata di domani la chiusura delle scuole e, «almeno fino a domenica», di tutti «gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico» come discoteche, sale da ballo, sale giochi e impianti sportivi. 
A Castiglione d’Adda, dove risiedono i genitori dell’uomo contagiato dal coronavirus, sono stati sospesi i festeggiamenti per il carnevale e gli eventi sportivi ed è allo studio la chiusura delle scuole. Anche a Lodi si pensa alla chiusura delle scuole. Il vicesindaco di Casalpusterlengo ha disposto la chiusura delle scuole e dei nidi. 
Il ministero della Salute ha stabilito l’obbligo di quarantena «fiduciaria» domiciliare per chi è tornata da un viaggio in Cina negli ultimi 14 giorni e «sorveglianza attiva" per chi è stato nelle aree a rischio, cioè nel paese asiatico così come indicato dall’Oms, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali al proprio rientro in Italia. 
L’Oms si dice preoccupata per il numero di contagi che non hanno un chiaro collegamento epidemiologico, ad esempio che non hanno viaggiato in Cina nè hanno avuto contatti con casi confermati. 
Per evitare contatti a rischio e contagi tra i medici, prima di fare una visita domiciliare o di ricevere in studio un paziente con sintomi sospetti da coronavirus, i medici di famiglia faranno un triage telefonico. La Federazione italiana medici di medicina generale invierà a tutti i medici una scheda con domande sui contatti, sulla capacità respiratoria del paziente, su eventuali episodi di dispnea. 
Allo Spallanzani di Roma risulta guarito il giovane ricercatore che era stato ricoverato. «Risulta persistentemente negativo al test sul coronavirus». E’ ancora in osservazione Niccolò lo studente di Grado riportato in Italia da Wuhan. Migliorano le condizioni della coppia di cinesi positivi ricoverati, soprattutto quelle dell’uomo. E sono usciti dalla quarantena i 55 connazionali che erano stati rimpatriati da Wuhan ed erano stati tenuti in isolamento alla Cecchignola. 

DUE CASI DI CORONAVIRUS IN VENETO

Altri due casi di coronavirus in Italia dopo i 6 in Lombardia: si tratta di due cittadini veneti che ai primi esami sono risultati positivi. I due sono già stati isolati in ospedale e si attendono ora gli esiti di un secondo test a cui sono stati sottoposti. 

OTTO CASI IN LOMBARDIA

«Rispetto ai tamponi compiuti in queste ore da un lato ci sono evidenze negative, ma dall’altro abbiamo individuato altre 8 positività di cui 5 operatori sanitari, infermieri e medici dell’ospedale di Codogno e tre pazienti": è quanto ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.  Un paziente è un trentottenne, dipendente della Unilever di Lodi, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Codogno. Le sue condizioni sono migliorate rispetto a ieri sera, quando si è presentato al pronto soccorso. L’uomo, nelle settimane scorse, sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina, un dipendente della Mae di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza). Positiva al virus anche la moglie, un’insegnante, che è incinta e in questo periodo non andava a lavoro. Una terza persona che avrebbe avuto contatti con il 38enne si è presentata spontaneamente in ospedale con sintomi di polmonite. Altre tre persone sono ricoverate con quadro clinico di polmonite all’ospedale di Codogno. Il collega rientrato dalla Cina si trova in isolamento al Sacco di Milano ed è risultato negativo ad un primo test. Intanto è ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del 38enne positivo al coronavirus.   

POSITIVI AL VIRUS TRE CLIENTI DI UN BAR DI CODOGNO E IL FIGLIO DEL TITOLARE

Oltre al 38enne e a sua moglie, sarebbero 3 clienti di un bar di Codogno e il figlio del titolare dell’esercizio gli altri quattro positivi al Coronavirus. Secondo quanto apprende l’ANSA il figlio del titolare aveva giocato a calcetto con il 38enne, mentre gli altri tre sono solo clienti del bar e non sarebbero mai entrati in contatto diretto con lui. 

AVEVA PARTECIPATO A DUE CORSE PODISTICHE

 Il 38enne contagiato dal coronavirus e ricoverato a Codogno aveva partecipato a una mezza maratona il 2 febbraio a S.Margherita Ligure e il 9 aveva corso a Sant'Angelo Lodigiano con la sua squadra, come racconta all’ANSA il presidente dell’associazione. «Quando abbiamo capito che la persona contagiata era lui, stamani ho chiamato il 112 e mi hanno chiesto se stiamo tutti bene, dicendoci che verranno a casa a farci il tampone. Stiamo tutti e bene e siamo tutti a casa, ho fornito nomi di tutte le 40 persone che sono state a contatto con lui e aspettiamo di essere contattati».

IL MEDICO CHE LO HA VISITATO HA LA POLMONITE

Il medico di base del 38enne positivo al Coronavirus è ricoverato in ospedale con la polmonite. 
A quanto si apprende, il dottore sarebbe ricoverato a Milano.

IL PRESUNTO PORTATORE SANO AVEVA L'INFLUENZA

L’uomo rientrato dalla Cina che potrebbe essere il portatore del coronavirus nel lodigiano, aveva una sindrome influenzale quando ha incontrato il 38enne a cena. Secondo quanto si apprende, l’uomo ora ricoverato al Sacco e risultato negativo ai test è tornato in Italia con un volo della China Airlines il 21 gennaio. Tra il 1 e l’8 di febbraio avrebbe accusato i sintomi influenzali e in quel periodo avrebbe incontrato il 38enne di Codogno. 

A PIACENZA NESSUN CONTAGIO CERTO

 «La popolazione piacentina può stare tranquilla per ora. Allo stato attuale non vi è alcun caso accertato di contagio da coronavirus». Lo afferma il direttore generale dell’Asl di Piacenza Luca Baldino in un incontro con la stampa. L’azienda sanitaria da questa mattina sta gestendo l'emergenza seguita al primo caso positivo di coronavirus che si è registrato in territorio lodigiano, a pochi chilometri dalla città emiliana. All’ospedale di Piacenza, inoltre, si trova in isolamento una collega di lavoro del 38enne di Codogno positivo al Covid-19. «Entro breve - dice Baldino - dovremmo avere da Bologna i risultati del tampone per la conferma o meno della positività della donna». 
Il direttore Baldino, insieme al primario del Pronto soccorso di Piacenza, Andrea Magnacavallo, sottolinea che «in caso di sintomi sospetti oppure se si pensa di essere venuti a contatto con persone contagiate, la prima cosa da fare è contattare il medico curante oppure il 118. Ma di non uscire di casa e di non recarsi al pronto soccorso».
 

 

L'OSPEDALE DI CODOGNO CHIUSO AL PUBBLICO

«Il nuovo SarsCoV2 è ora presente anche in Italia e la fase nuova è segnata dalla presenza di casi di trasmissione secondaria dell’infezione». Queste le parole di Walter Ricciardi, membro del Consiglio esecutivo dell’Oms. 
L’ospedale di Codogno ha chiuso l’accesso al pubblico. L'assessore al Welfare della Lombardia Gallera ha invitato i cittadini di Castiglione d’Adda, Codogno e Casalpustergo, a scopo precauzionale, a rimanere a casa «in quarentena volontaria» e ha chiarito che sono già stati effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sull'intero staff medico e sanitario dell’ospedale di Codogno. 
Il premier Conte ha annunciato che è stata disposta una quarantena per tutti quelli che sono entrati in contatto con i contagiati. Secondo quanto si è appreso sarebbero almeno 250 persone. 
A Castiglione d’Adda, dove risiedono i genitori dell’uomo contagiato dal coronavirus, sono stati sospesi i festeggiamenti per il carnevale e gli eventi sportivi ed è allo studio la chiusura delle scuole. Anche a Lodi si pensa alla chiusura delle scuole. 
Il ministero della Salute ha disposto con un’ordinanza quarantena «fiduciaria», cioè su base volontaria, per chi è tornato da un viaggio in Cina negli ultimi 14 giorni e «sorveglianza attiva» per chi è stato nelle aree a rischio, cioè nel paese asiatico così come indicato dall’Oms, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali al proprio rientro in Italia. 
Per evitare contatti a rischio, prima di fare una visita domiciliare o di ricevere in studio un paziente con sintomi sospetti da coronavirus, i medici di famiglia faranno un triage telefonico. La Federazione italiana medici di medicina generale invierà a tutti i medici una scheda con domande sui contatti, sulla capacità respiratoria del paziente, su eventuali episodi di dispnea. Il ministro della Salute Speranza, il viceministro Sileri, il ministro della Difesa Guerini e il capo della Protezione Civile Borrelli sono in Lombardia per seguire più da vicino la vicenda. 
Sarebbe guarito il giovane ricercatore che era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma visto che «risulta persistentemente negativo al test sul coronavirus». Sono usciti, infine, dalla quarantena i 55 connazionali che erano stati rimpatriati da Wuhan ed erano stati tenuti in isolamento alla Cecchignola. 

ISOLATA UNA DECINA DI COMUNI DEL PIACENTINO

Sono una decina i Comuni, tutti nella stessa area, interessati dall’ordinanza sul coronavirus decisa da una cabina di regia presieduta dal governatore Attilio Fontana, dal ministro della Salute Roberto Speranza e il capo della protezione civile Borrelli. Lo ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Giulio Gallera parlando di «nove, dieci comuni» ed elencando fra gli altri Somaglia e Castelgerundo.

A CODOGNO CHIUSE SCUOLE, BAR E LUOGHI DI RITROVO

 Il sindaco di Codogno, con due diverse ordinanze, ha disposto per il pomeriggio di oggi e per la giornata di domani la chiusura delle scuole e, «almeno fino a domenica», di tutti «gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico» come discoteche, sale da ballo, sale giochi e impianti sportivi. La misura, ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici Severino Giovannini, è stata presa in via precauzionale. 

SCUOLE CHIUSE A CASALPUSTERLENGO

Scuole e nidi chiusi fino a martedì: lo prevede un’ordinanza firmata dal vicesindaco di Casalpusterlengo, Piero Mussida. La chiusura, si legge nell’ordinanza, è stata decisa «in considerazione che nella giornata del sabato sono aperte poche scuole e nelle giornate del 24 e 25 febbraio la maggior parte di esse sono chiuse per la Festa del Carnevale».

A CASTIGLIONE CHIUSI IL COMUNE E LA BIBLIOTECA

A Castiglione d’Adda (Lodi), il sindaco Costantino Pesatori ha deciso di chiudere da domani gli uffici comunali e la biblioteca comunale. Dal pomeriggio, inoltre, tutte le attività ricreative, sportive e non, sono interrotte in paese. Chiuso anche il centro di raccolta rifiuti comunale.

STOP AI CAMPIONATI DI CALCIO DILETTANTISTICO E DI PALLAVOLO SERIE B IN LOMBARDIA E NEL PIACENTINO

 Stop al calcio dilettantistico in Lombardia: è la conseguenza dell’emergenza Coronavirus dopo i primi casi di italiani contagiati nel Lodigiano. Il comitato regionale della Lega Dilettanti della Lombardia ha rinviato 40 partite di diversi campionati, dall’eccellenza alle juniores femminili, «a causa della criticità determinata dal Coronavirus, che ha coinvolto le zone del lodigiano e le società provenienti dallo stesso territorio». In una nota, il comitato specifica che oltre alle 40 gare già rinviate - di cui pubblica l’elenco - «le società non presenti in questo elenco che hanno tesserati (dirigenti, tecnici, calciatori) provenienti dalle zone interessate possono richiedere il rinvio della gara».  La Federazione Italiana Pallavolo, visto l’evolversi della situazione contingente al Coronavirus in alcune zone italiane determina la sospensione dei Campionati Nazionali di Serie B Maschile - gironi A, B, Serie B1 Femminile - gironi A e B, Serie B2 Femminile - gironi B, C, della giornata in programma questo fine settimana. La FIPAV - informa una nota - invita inoltre i Comitati Regionali e Territoriali di Lombardia ed Emilia Romagna (in modo particolare dei territori Cremona, Lodi, Piacenza), così come le Leghe di Serie A Maschile e Femminile di voler prendere analoghi provvedimenti, a salvaguardia della salute comune. La Federazione si riserva di prendere ulteriori provvedimenti e di dare ulteriori comunicazioni nel corso delle prossime ore. 

 

"Pieno raccordo tra ministero della Salute, Protezione civile, Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna e Aziende sanitarie per la gestione della situazione, dopo il primo paziente ‘0’ risultato positivo al Coronavirus. Tutti i protocolli sono stati attivati e la situazione è monitorata costantemente", fa sapere la Regione Emilia Romagna.

“Chi è entrato in contatto con il paziente zero, il primo a essere stato diagnosticato al Coronavirus – afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – è già stato individuato dai Servizi della Regione Lombardia, che sta facendo tutti gli accertamenti del caso. In secondo luogo, se qualcuno lavora o frequenta gli ambienti di quella stessa persona, o ha sintomi o dubbi, invito a contattare il 118 invece di presentarsi al Pronto soccorso. Voglio tranquillizzare sul fatto che la situazione è monitorata da tutti i servizi, sia quelli lombardi sia i nostri per quanto ci compete”.

Questo l’aggiornamento. È risultato negativo al tampone il commensale del paziente 0 dipendente della Mae spa di Fiorenzuola d’Arda (Pc), attualmente isolato all’ospedale Sacco di Milano. Nonostante l’esito negativo che attesta l’assenza di infettività, secondo il principio della massima precauzione, sono in corso ulteriori ricerche per capire se può essere risultato infetto nei giorni passati.

Ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del paziente 0 all’Unilever di Lodi: è atteso l’esito del tampone esaminato presso il laboratorio di riferimento regionale del Sant’Orsola.

È inoltre in isolamento domiciliare volontario l’infermiere triagista piacentino che ha accolto il paziente 0 al Pronto Soccorso di Codogno (Lodi): vive solo e, benché asintomatico, gli è stato eseguito il tampone.

Per quanto riguarda le due aziende coinvolte, Unilever e Mae spa, sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti: la gestione dell’azienda lombarda (Unilever) – come prevede lo stesso ministero – è in capo alla Regione Lombardia, mentre la Regione Emilia-Romagna, in pieno raccordo con l’Azienda sanitaria di Piacenza, si sta occupando della Mae. Il dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl piacentina ha già contattato il medico competente della Mae per avviare la vigilanza sui lavoratori dell’azienda, che oggi è stata chiusa prudenzialmente per iniziativa del titolare. Se il dipendente Mae, rientrato dalla Cina il 21 gennaio e già negativo al tampone, dovesse essere negativo anche agli ulteriori accertamenti, l’approccio verrà modificato di conseguenza.

LA RACCOMANDAZIONE: "NON ANDATE AL PRONTO SOCCORSO, CHIAMATE IL 118"

La sanità pubblica, in via precauzionale, sta già contattando tutte le persone per le quali è ritenuta necessaria un’ulteriore verifica perché valutate potenzialmente a rischio, pertanto ai cittadini si chiede di mantenere la maggiore tranquillità possibile. La raccomandazione è quella, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o il numero 118.

La Regione Emilia-Romagna, attraverso l’assessorato alle Politiche per la salute e l’Azienda sanitaria piacentina, sta collaborando con le Aziende sanitarie lombarde e conferma la massima disponibilità a mettere a disposizione le proprie strutture ospedaliere per accogliere, in caso di necessità, pazienti provenienti dalla Lombardia con problemi diversi da quelli legati al Coronavirus e che non possono accedere al Pronto soccorso attualmente chiuso, come peraltro sta già avvenendo dalle prime ore di oggi. Inoltre, è impegnata a realizzare tutte le misure di isolamento e sorveglianza concordate con i colleghi lombardi