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CORONAVIRUS

Bonaccini: "Curva piatta ma si resti a casa"

06 aprile 2020, 10:18

Bonaccini:

In Emilia Romagna «c'è un altro rallentamento del contagio: tre settimane fa ci si muove con una crescita sotto la linea del 15%, due settimane fa del 10%, l'ultima sempre sotto il 5%. Non è finita la crescita ma ormai la curva è piatta ». Anche se «stiamo pagando un tributo pesante di vittime. Per questo insisto su quanto sia fondamentale continuare a restare a casa ». Lo dice il governatore della Regione Stefano Bonaccini nell'intervista al Fatto Quotidiano. 
In un solo mese «abbiamo moltiplicato per sei i posti letto per Covid. Stiamo reggendo grazie alla nostra sanità regionale e grazie al fatto che sia pubblica, universalistica, capillare" spiega, sottolineando di aver lavorato «fin dal primo minuto perché ci fosse massima unità di intenti» con il governo. Quando c'è «un’epidemia nazionale e globale è sacrosanto che la risposta debba avvenire come sistema Paese». Anche se per Bonaccini riaccentrare la gestione del servizio sanitario, in Emilia-Romagna «sarebbe un drammatico passo indietro. Dobbiamo alzare il livello dove è più basso, non il contrario». 
In una regione che vive di manifattura avanzata, di innovazione costante, di export e turismo, «fermarsi significa pagare un prezzo ancora più alto, ma è necessario, va fatto. Al governo non abbiamo posto il problema di quando riaprire - questo ce lo dovrà indicare la comunità scientifica - ma di come farlo». Servono «liquidità, rivoluzione digitale e big data, investimenti pubblici e sostenibilità: su questi assi portanti si giocherà la ripartenza. L’Emilia-Romagna sarà pronta». 
Nel gestire l’emergenza, da parte del governo Conte «credo che sia stato fatto e si faccia il possibile». Pensare a Mario Draghi a Palazzo Chigi, per Bonaccini è una fantasia politica che lascia «a chi in questo momento non è impegnato nella gestione dell’emergenza». Infine un commento sull'Europa che quando si divide e «non sa essere solidale non serve a nulla». Ora «serve una dose massiccia di liquidità per cittadini, famiglie, imprese, fondi a costo zero e da restituire a lunghissima scadenza. Serve un cambio radicale di paradigma. O ne usciamo tutti insieme o davvero non si salverà nessuno».

 

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