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UNIONE EUROPEA

L'Emilia-Romagna è tra i primi a usare i fondi Ue post coronavirus

28 maggio 2020, 19:17

L'Emilia-Romagna è tra i primi a usare i fondi Ue post coronavirus

La Commissione europea ha approvato le richieste di Emilia-Romagna e Toscana per reindirizzare un totale di 30 milioni di euro provenienti dai fondi strutturali già assegnati verso nuove priorità dettate dalla crisi del coronavirus. Le due regioni sono le prime in Italia, e fra le prime in Europa (insieme ad alcuni territori di Polonia e Portogallo), a utilizzare le flessibilità concessa dall’Iniziativa Ue di risposta al coronavirus (Crii) per un’operazione di questo tipo, che riguarda risorse del Fondo europeo si sviluppo regionale. L’Emilia Romagna finanzierà con 8,3 milioni di euro un invito a presentare progetti, rivolto a industrie e centri di ricerca, per sviluppare nel breve termine soluzioni per testare servizi innovativi e le fasi di riapertura graduale dopo il lockdown. La Toscana, invece, creerà un fondo di garanzia per le Pmi da 20 milioni di euro fornendo loro un accesso più facile alla liquidità in tempi di incertezza economica e concederà altri 2 milioni di euro per start-up innovative, incluso il supporto tramite la partecipazione al capitale di rischio.‌‌‌‌‌‌

“Una notizia che ci riempie di soddisfazione: già siamo ai vertici in questi anni per il corretto utilizzo dei Fondi europei e questo riconoscimento non fa che accrescere la certezza di essere su una strada giusta e virtuosa per uscire definitivamente, con ulteriori mezzi, dallemergenza che ha condizionato le nostre vite in questi mesi”. Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, commentano la notizia. “Con questa operazione - aggiungono Bonaccini e Colla - abbiamo deciso di rimodulare capitoli che non venivano spesi a breve periodo, per reimpostarli su investimenti nellimmediatezza del bisogno e quindi a progetti di ricerca, rivolti a industrie e a sviluppare soluzioni innovative. Per esempio nella messa in sicurezza sanitaria, dei processi produttivi e dei lavoratori, per cui abbiamo fatto un investimento notevole e che diventerà una nuova filiera industriale”.