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RICORSO

Tatuaggi sulle braccia, il Tar annulla la sanzione per un carabiniere

29 giugno 2020, 15:53

Tatuaggi sulle braccia,  il Tar annulla la sanzione per un carabiniere

Avere grandi tatuaggi sulle braccia è sconsigliato per un carabiniere e può costituire un illecito sul piano disciplinare, ma la cessazione del rapporto è una punizione eccessiva. Su questi presupposti il Tar di Bologna ha accolto il ricorso di un appuntato in servizio in città che si era visto infliggere la sanzione disciplinare di stato della perdita del grado per rimozione, proprio a motivo dei tatuaggi sugli avambracci. 
Secondo il tribunale, che ha annullato la sanzione, l'incisione di tatuaggi che per dimensione e contenuto siano «deturpanti della persona e indice di personalità abnorme» può sicuramente costituire un illecito disciplinare, in quanto in contrasto con il regolamento sulle uniformi. Non ci sono però gli estremi per il venir meno del rapporto fiduciario con l'Amministrazione, bensì i presupposti per una sanzione più mite. Si deve infatti tenere in considerazione la possibilità di impiegare il militare in unità operative dove non è imposta l'uniforme a maniche corte e il fatto che egli possa rimuovere volontariamente i tatuaggi, definiti dai giudici «obiettivamente deturpanti della persona». Inoltre, come argomentato dalla difesa dell’appuntato, avvocati Giorgio e Giovanni Carta, la gravità della condotta è quantomeno attenuata da atti emanati dall’Arma, dove si dice che l’applicazione di tatuaggi non è vietata, ma 'sconsigliata'. 

Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il motivo di impugnazione sollevato dall’appuntato - difeso dagli avvocati Giorgio e Giovanni Carta - riguardante il difetto di proporzionalità della sanzione inflitta rispetto alla condotta censurata «dal momento che, anche ove i tatuaggi per le relative dimensioni siano obbiettivamente deturpanti della persona, non si ravvisa per ciò solo il venir meno del rapporto fiduciario con l'Amministrazione» nè si ravvisa «la ragionevolezza della massima sanzione espulsiva», bensì vi sono «i presupposti per l'applicazione di una sanzione più mite>; Il TAR ha aggiunto che <la condotta addebitata seppur non di lieve entità non appare inadempimento di gravità tale da non consentire la prosecuzione del rapporto, tenuta in considerazione sia la possibilità di impiego» dell’appuntato «presso unità operative ove non è imposta l’uniforme a maniche corte, sia della stessa rimozione ove volontaria dei tatuaggi».

Foto d'archivio

 

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