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CORONAVIRUS

Bonaccini: "Due milioni di tamponi rapidi a inizio novembre"


 

23 ottobre 2020, 10:26

Bonaccini: "Due milioni di tamponi rapidi a inizio novembre"

 I tamponi rapidi, annunciati stamani da Bonaccini, arriveranno in Emilia-Romagna a inizio novembre. E’ stato lo stesso presidente della Regione a fornire nuovi particolari sulla dotazione di due milioni di nuovi test. 
«Si parte subito con scuole - ha scritto - ambienti di lavoro a rischio e parenti degli ospiti delle case residenze per anziani. Vogliamo continuare a fare prevenzione e controlli, tracciando e cercando anche gli asintomatici. Responsabilità e rispetto rigoroso delle regole: facciamo ciò che dobbiamo e facciamolo tutti».

 In Emilia-Romagna, dove dall’inizio della settimana è in corso uno screening sugli studenti con i test sierologici nelle farmacie, stanno per arrivare due milioni di tamponi rapidi. Lo aveva annunciato, ospite stamattina a 'Omnibus' su La 7, il presidente della Regione Stefano Bonaccini. 
«Siamo la Regione - ha detto - con il più alto numero di Usca, le unità mobili che vanno a casa delle persone. Certo, è una battaglia mai finita, ma nella prima ondata eravamo fra le regioni più travolte, ora siamo noni nel numero dei contagi. E' un momento complicato, dobbiamo dare risposte ed evitare propaganda. Noi avevamo l’obiettivo del governo di arrivare in sei mesi a 649 posti letto di terapia intensiva, adesso siamo a 635, perchè in Emilia-Romagna abbiamo lavorato sodo anche quando sembrava che la pandemia avesse di molto allentato la sua morsa».

 «Noi lavoriamo per garantire più presenza possibile a scuola, però viviamo nel mondo reale e non in quello ideale e dobbiamo essere tutti pronti a fare scelte per ridurre il contagio il più possibile». Così Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, ha parlato del tema scuola a 'Omnibus' su La 7.

«Io penso - ha detto - che la scuola sia meglio farla in presenza. Regioni e Governo hanno deciso insieme che elementari e medie devono essere assolutamente in presenza, mentre per le superiori si può valutare o di aumentare la didattica a distanza, che in parte in parte si fa già, o differenziare gli orari. Io cerco di far andare gli studenti a scuola, dopodichè ogni giorno facciamo riunioni per valutare e capire la situazione».