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CORONAVIRUS

A Parma oggi 42 nuovi casi (33 sintomatici). Nessun decesso ma 4 ricoveri in più in terapia intensiva

In Emilia-Romagna sono 1.192 (su 9.644 tampomi) con 4 vittime. La nostra provincia fra le meno colpite nelle ultime 24 ore. L'età media dei nuovi casi è di 42,1 anni

25 ottobre 2020, 16:04

A Parma oggi 42 nuovi casi (33 sintomatici). Nessun decesso ma 4 ricoveri in più in terapia intensiva

Sono 42 i nuovi casi di Covid-19 registrati oggi nel Parmense, una delle province meno colpire in regione dove si contano 4 decessi (nessuno nel Parmense).

Dall'inizio dellepidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 46.734 casi di positività, 1.192 in più rispetto a ieri, su un totale di 9.644 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore (tassi di circa l'8%). Dei nuovi positivi, sono 636 gli asintomatici individuati nellambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Tra i nuovi positivi 170 persone erano già in isolamento al momento dellesecuzione del tampone e 338 sono state individuate nell'ambito di focolai già noti.

L'età media dei nuovi positivi di oggi è 42,1 anni.Sui 636 asintomatici, 159 sono stati individuati grazie allattività di contact tracing, 33 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 1 per screening sierologico, 9 con i test pre-ricovero. Per 434 casi è ancora in corso lindagine epidemiologica.

La provincia con più contagi è quella di Bologna (259), a seguire Reggio Emilia (235), Rimini (159) Modena (140), Piacenza (120), Ravenna (61), il territorio di Forlì (56), Ferrara (51), larea di Cesena (44), Parma (42) e quella di Imola (25).

I tamponi effettuati sono stati 9.644, per un totale di 1.476.451. A questi si aggiungono anche 3.030 test sierologici. I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 14.828 (1.186 in più di quelli registrati ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 13.983 (+1.153 rispetto a ieri), il 94,3% dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 4 nuovi decessi: 2 nella provincia di Modena (una donna di 97 e un uomo di 80), 1 in provincia di Piacenza (un uomo di 88 anni) e 1 a Imola (un uomo di 87 anni).Calano di una unità i pazienti in terapia intensiva, che diventano 88 in tutto il territorio regionale, mentre sono 757 (+34 da ieri) quelli ricoverati negli altri reparti Covid.

Sul territorio, le 88 persone ricoverate in terapia intensiva sono così distribuite: 6 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 12 a Parma (+4 rispetto a ieri), 4 a Reggio Emilia (+1 rispetto a ieri), 7 a Modena (-2 rispetto a ieri ), 36 a Bologna (-3 rispetto a ieri), 2 a Imola (invariato rispetto a ieri), 5 a Ferrara (invariato rispetto a ieri), 4 a Ravenna (invariato rispetto a ieri), 2 a Forlì (- 2 rispetto a ieri), 2 a Cesena ( invariato rispetto a ieri) e 8 a Rimini (+1 rispetto a ieri).

Le persone complessivamente guarite salgono a 27.345 (+2 rispetto a ieri).

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 6.253 a Piacenza (+120, di cui 39 sintomatici), 5.135 a Parma (+42, di cui 33 sintomatici), 7.294 a Reggio Emilia (+235, di cui 128 sintomatici), 6.371 a Modena (+140, di cui 28 sintomatici), 8.848 a Bologna (+259, di cui 90 sintomatici), 855 casi a Imola (+25, di cui 19 sintomatici), 2.187 a Ferrara (+51, di cui 24 sintomatici); 2.374 a Ravenna (+61, di cui 35 sintomatici), 2.049 a Forlì (+56, di cui 42 sintomatici), 1.549 a Cesena (+44, di cui 33 sintomatici) e 3.819 a Rimini (+159, di cui 85 sintomatici).

 

L'assessore Donini: "Tamponi, anche quelli rapidi, tracciamento, screening epidemiologici e test sierologici: in Emilia-Romagna l'azione di contrasto alla diffusione del virus prosegue. Attenzione particolare ai focolai familiari"

In Emilia-Romagna l’attività di contrasto al Coronavirus prosegue e si rafforza. Insistendo su tamponi, per farne un numero giornaliero sempre maggiore, controlli, attraverso l’utilizzo di tamponi rapidi, attività di contact tracing, e prevenzione, individuando gli asintomatici positivi anche estendendo gli screening epidemiologic e l’effettuazione di test sierologici.

Con una attenzione ancora maggiore sul tracciamento dei focolai familiari, con i servizi sanitari territoriali che potranno ricalibrare i loro interventi sulla base del carico di lavoro, molto cresciuto da questo punto di vista in seguito al forte aumento dei casi di positività.

Una posizione condivisa dalle altre Regioni. Oggi infatti il presidente Stefano Bonaccini, in veste di presidente della Conferenza delle Regioni, ha inviato una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, per definire la proposta avanzata al Governo in relazione all'attività di contact tracing.

 

 

Nei casi in cui sia oggettivamente difficile effettuare un tracciamento completo a causa dei troppo positivi registrati, le Regioni, attraverso i Dipartimenti di Sanità Pubblica, potranno riorganizzare le attività di tracciamento e screening individuando specifiche priorità di intervento tempestivo. Per prima cosa, però, spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, “dovranno essere isolati i componenti del nucleo famigliare presso il quale si è registrato il caso positivo”.
Qualora siano sintomatici, si dovrà eseguire il tampone rapido antigenico o quello molecolare mentre nel caso permanessero asintomatici il tampone rapido o quello molecolare si eseguirà allo scadere del decimo giorno di isolamento. Ai contatti stretti asintomatici, una volta provveduto alla loro identificazione e al loro isolamento, non sarà necessariamente effettuato il tampone, tranne in casi particolari che saranno valutati dai servizi di sanità pubblica. In caso di comparsa dei sintomi, andrà loro invece eseguito tempestivamente il tampone molecolare.

Così come “siamo tutti d’accordo nel continuare a testare i casi asintomatici, utilizzando tutti i test validati nei Paesi del G7 per un’efficace e rapida attività di contact tracing”, sottolinea Donini. “Così come è intenzione nostra e di tutte le Regioni rafforzare ulteriormente le attività di screening. Puntiamo per questo su accordi nazionali tra Governo e medici di medicina generale perché questi ultimi effettuino i tamponi rapidi antigenici e garantiscano la presa in carico dei loro pazienti nel periodo di isolamento in caso di positività".
Ma le Regioni fanno un passo avanti in più, come ha spiegato Bonaccini nella lettera a Speranza, estendendo di fatto ciò che è già stato fatto in Emilia-Romagna con l’accordo con le associazioni di categoria delle farmacie accreditate, pubbliche e private, per i test sierologici rapidi direttamente in farmacia per gli studenti e i loro familiari.
“Allo scopo di potenziare anche le attività epidemiologiche a vasti strati della popolazione- spiega Donini- le Regioni potranno stipulare specifici accordi con le farmacie, centri di raccolta sangue, per lo svolgimento di esami sierologici o, nel caso di strutture ospedaliere e ambulatoriali private accreditate per l’esecuzione di tamponi rapidi”. Infine, la sorveglianza attiva con la telefonata a casa sarà comunque garantita per i soggetti più fragili, mentre per i casi valutati ad hoc dalla sanità pubblica, potrà invece essere resa possibile tramite App per la presa in carico tempestiva in caso di sviluppo di sintomatologia. In questo, servirà naturalmente il consenso dell'interessato.

“Stiamo facendo sempre più tamponi- sottolinea Donini-, entro i primi dieci giorni di novembre avremo a disposizione i tamponi rapidi - ne abbiamo acquistati 2 milioni - che utilizzeremo soprattutto per i luoghi di lavoro, la scuola e le residenze per anziani e persone con disabilità. Test necessari per le diagnosi. Ma allo stesso tempo vogliamo continuare a fare prevenzione attraverso vaste campagne di screening epidemiologico, facendo test sierologici per individuare positivi asintomatici: con la campagna per studenti e genitori, appena allargata anche ai nonni non conviventi, vogliamo raggiungere almeno 400mila persone entro fine anno, che possono fare il sierologico rapido direttamente in farmacia, ma nei mesi scorsi abbiamo testato tutte le categorie a rischio, oltre al personale scolastico. Dobbiamo tutti aver chiaro il fatto che il virus continua ad attaccare, è quindi necessario rispettare tutti le regole di sicurezza, così come le nuove misure introdotte dal Governo, per non vanificare il grande sforzo che la sanità dell’Emilia-Romagna e di chi vi lavora ogni giorno- chiude l’assessore-: è responsabilità di tutti, proteggere noi stessi per proteggere gli altri”.