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BOLOGNA

Ragazza uccisa: si indaga sul movente. Il telefono di Chiara era in casa dell'amico che ha confessato

Il 16enne ha riferito di essere "infastidito dalle avance" della ragazza. Regione: il cordoglio dell'assessore Barbara Lori 

29 giugno 2021, 17:01

Ragazza uccisa: si indaga sul movente. Il telefono di Chiara era in casa dell'amico che ha confessato

Continuano le indagini sull’omicidio di Chiara Gualzetti.  Il 16enne amico della ragazza, che ha confessato,  ha detto di aver sentito «una spinta superiore» nel compiere il delitto ma, ha riferito il capitano Riccardo Angeletti (comandante della Compagnia dei Carabinieri di Bologna Borgo Panigale), «le indagini sono ancora in corso per risalire al movente reale».

Nel corso dell’interrogatorio, il minorenne fermato ha fatto riferimento «a una presenza demoniaca che lo spingeva a compiere atti sempre più violenti verso le persone» ma ha detto anche «di essere infastidito dalle avances della ragazza».

Il telefono della vittima in casa dell'amico
Oltre al coltello usato per uccidere Chiara Gualzetti, inoltre, nella casa del sedicenne indagato sono stati trovati anche i suoi abiti sporchi di sangue e il cellulare della vittima, oggetti di cui il ragazzo voleva disfarsi.

Il giovanissimo, ha spiegato il capitano Angeletti, è stato rintracciato ieri nel capoluogo emiliano: i militari avevano avviato accertamenti su di lui in quanto ultimo contatto della ragazza, scomparsa da domenica, e hanno effettuato una perquisizione.

Il cordoglio dell’assessore regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori
«Un’adolescente. Un’altra donna, giovanissima, vittima di una violenza che lascia sgomenti. Desidero esprimere la mia profonda vicinanza, quella della Giunta e di tutta la comunità regionale alla famiglia di Chiara, a cui ci stringiamo in queste ore di profondissimo dolore. E un sentimento di partecipazione e altrettanta solidarietà a tutta la comunità di Valsamoggia. Purtroppo ho vissuto una tragedia analoga durante il mio mandato da sindaco e so cosa significhi per tutta la comunità».

«Ancora una volta la cronaca ci pone davanti a fatti inaccettabili. In questo caso con protagonisti dei minori. Ma ancora una volta la vittima è una donna, giovanissima, privata della sua vita. Istituzioni, cittadini, comunità, tutti dobbiamo porci l’obiettivo comune di mettere fine alla vera e propria emergenza costituita dai femminicidi, dalle violenze e dai soprusi, fisici e psicologici, sulle donne».