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Mantova, arrestato il capo di una cosca mafiosa

15 gennaio 2020, 09:21

Mantova, arrestato il capo di una cosca mafiosa

Due fermi e due arresti sono stati eseguiti nell’ambito di un’operazione dei carabinieri contro il clan mafioso di Belmonte Mezzagno, nel palermitano. Tra i fermati c'è anche il presunto nuovo capo della famiglia mafiosa. La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha emesso un fermo di indiziato di delitto nei confronti di due persone ritenute responsabili di associazione mafiosa, che i carabinieri del Comando provinciale di Palermo hanno arrestato nel corso della notte. In manette sono finiti Salvatore Francesco Tumminia e l'imprenditore Giuseppe Benigno. Tumminia, da poco tornato in libertà dopo essere stato condannato per associazione mafiosa a seguito dell’operazione Perseo del 16 dicembre 2008, indicato dagli investigatori come il nuovo capo del mandamento, avrebbe preso il posto di Salvatore Sciarabba e Filippo Bisconti, entrambi arrestati nel dicembre 2018. Secondo gli inquirenti, Tumminia avrebbe assunto il controllo della cosca, gestendo il settore delle estorsioni. 
Raggiunto da provvedimento di fermo anche Giuseppe Benigno, sfuggito ad un agguato il 2 dicembre scorso. L’imprenditore, nei giorni successivi al plateale tentativo di omicidio ai sui danni, si era dato alla fuga trovando rifugio presso alcuni parenti a Piubega, comune in provincia di Mantova, dove è stato rintracciato dai militari e tratto in arresto. Le indagini hanno documentato come Benigno fosse vicino alla famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno che operava in contatto con i vertici del mandamento e della famiglia mafiosa facente capo a Salvatore Francesco Timminia e, prima dell’operazione Cupola 2.0, con Filippo Bisconti. Contemporaneamente ai due provvedimenti di fermo i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Palermo, nei confronti di altre due persone, già sottoposte agli arresti domiciliari, ritenute responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di Stefano Casella e Antonino Tumminia.