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choc a scuola

Piacenza, foto e biglietti con un feto sulla porta della classe per una ragazza che ha abortito

25 marzo 2021, 20:31

Piacenza,  foto e biglietti con un feto sulla porta della classe per una ragazza che ha abortito

Fogli con immagini di un feto e frasi allusive. Li ha trovati appesi alla porta della sua classe in un istituto superiore di Piacenza una studentessa che recentemente aveva scelto di interrompere volontariamente la propria gravidanza. Un gesto per il quale la dirigente della scuola ha subito annunciato di aver avviato un’indagine interna, promettendo la massima severità nei confronti dell’autore o degli autori. L’episodio, che risale a giorni fa, è rimbalzato sui social anche grazie al post di una compagna di classe della giovane. E’ stato condiviso da decine di utenti e ha suscitato la reazione sdegnata di centinaia di altre persone. 
«Una mia compagna ha abortito.. questo è quello che abbiamo trovato sulla porta della nostra e su quella del nostro piano. Mi viene da vomitare e vorrei prendere a ceffoni tutti quegli sfigati che hanno fatto 'sta cosa. Fanno veramente venire il vomito», ha scritto l’amica. E ancora: «Succede in una scuola italiana, con gente giovane che speravo fosse diversa dalle vecchie generazioni. E’ questo che più mi inquieta: che ciò che dovrebbe rappresentare il futuro e il cambiamento sia ancora così maledettamente indietro». 
Sulla vicenda è intervenuta Annamaria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia: «Mettere alla gogna in un ambiente scolastico una ragazza per aver scelto di abortire è un attacco inqualificabile ai diritti delle donne. Per questo va fatta piena luce su quanto avvenuto nella scuola di Piacenza: le istituzioni a tutti i livelli hanno il dovere di tutelare la privacy e la dignità delle donne costrette a compiere, spesso in solitudine, una scelta così difficile. Diritti che sono stati invece calpestati in modo ignobile criminalizzando una legge dello Stato e soprattutto una studentessa a cui sarebbero dovute solidarietà e comprensione, non certo il cordone di ostilità che le è stato costruito intorno». 
L’avvocato e attivista Lgbt di Bologna Cathy La Torre ha invece annunciato un esposto alla Procura per chiedere che vengano accertati eventuali reati: «La ragazza è chiaramente totalmente turbata dall’accaduto», ha detto. 
 

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