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Il killer della barista a Reggio si è costituito: "Infatuato, non corrisposto"

Arrestato era infatuato della vittima, amore non corrisposto 

19 agosto 2019, 17:28

Il killer della barista a Reggio si è costituito:

«Sono Hicham Boukssid, quello che state cercando». Si è presentato così alla caserma dei carabinieri il 34enne di nazionalità marocchina, dopo una fuga di dieci giorni: è ritenuto il responsabile dell’omicidio di Hui Zhou, la barista cinese di 24 anni, i cui funerali si terranno domani - assassinata con diverse coltellate dietro al bancone del Moulin Rouge, nella prima periferia di Reggio Emilia. 
Sul movente dell’omicidio, il sostituto procuratore Marco Marano ha pochi dubbi: «La pista passionale è quella che riteniamo più accreditata. Si era infatuato di lei. Ma molto probabilmente era un amore unilaterale, non corrisposto. Stiamo comunque esaminando il telefonino della vittima per accertare tutto». Lo stesso magrebino, come ha spiegato il tenente colonnello e comandante del reparto operativo dell’Arma reggiana, Alessandro Dimichino che ha preso in consegna il presunto killer quando si è costituito, avrebbe confermato l'ipotesi.


L'indagato nascosto 10 giorni nei boschi. Ha indicato dove aveva nascosto il coltello del delitto 

E’ stato in fuga dieci giorni, in un’area boschiva attorno al torrente Crostolo, pieno di canali e passaggi nascosti, nella zona nord di Reggio Emilia che si estende fino al casello autostradale e alla ferrovia, prima di costituirsi. E nello stesso luogo impervio e fitto di alberi ha condotto gli stessi carabinieri per indicare loro un giaciglio coperto da arbusti, dove aveva nascosto l’arma del delitto, un coltello professionale da cucina con una lama lunga 19 centimetri. Luoghi che il presunto killer conosceva bene. 
«Abbiamo accertato che proprio in questa zona si dedicasse all’attività di spaccio di hashisc, come ci ha confermato il telefonino sequestrato e che aveva abbandonato. Aveva due schede sim intestate a persone fittizie», ha detto Guglielmo Battisti, dirigente della squadra mobile della polizia che ha coordinato le ricerche. 

Si indaga su eventuali complici

 «Siamo di fronte a un uomo che ha abilità e capacità fisiche oltre la media. Ha resistito dieci giorni in un bosco. Stiamo cercando di capire se sia stato aiutato da solo o abbia agito da solo. Quello di cui siamo certi è che si è sentito braccato grazie alle nostre ricerche. Gli abbiamo fatto terra bruciata attorno e non gli è rimasto altro che costituirsi». Lo ha detto il pm di Reggio Emilia Marco Marano. Il magrebino si è presentato nella notte in caserma dei carabinieri a piedi nudi e con gli stessi vestiti macchiati di sangue che presumibilmente indossava il giorno dell’omicidio. «Era in buone condizioni. Non ci ha chiesto nulla, ma ha accettato l’acqua che gli abbiamo offerto», ha spiegato il tenente colonnello dell’Arma Alessandro Dimichino.

Il questore ha ricevuto i familiari di Hui Zhou per organizzare il funerale

Il questore di Reggio Emilia Antonio Sbordone ha ricevuto i familiari di Hui Zhou. Durante l’incontro si è parlato della celebrazione funebre, prevista per domani, martedì 20 agosto, alle 11. 
Le delegazioni della comunità cinese cristiano-evangelica di tutto il Nord Italia, informa la Questura, parteciperanno alle esequie e, pertanto, «si sono analizzati, brevemente, i dettagli dell’intera cerimonia al fine di disciplinare le varie fasi e assicurarne la regolarità e la compostezza». I familiari hanno inoltre «attestato la loro gratitudine per l’operato della Polizia di Stato reggiana teso alla cattura del pericoloso omicida», il latitante marocchino Hicham Boukssid che nella notte si è costituito. 
Il questore «ha sottolineato il proprio dolore per l’evento ed espresso quello di tutto il personale della Questura che, in ogni ora del giorno e della notte, incessantemente, si è prodigato nelle ricerche e nelle attività investigative». Il questore ha detto che il dolore della Polizia «riflette quello dell’intera Comunità di Reggio Emilia».