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Affidi a Bibbiano, no al patteggiamento per un'indagata: 'Pena troppo bassa'

27 gennaio 2020, 19:29

Affidi a Bibbiano, no al patteggiamento per un'indagata: 'Pena troppo bassa'

Nonostante la condotta tenuta dopo le misure cautelari e la collaborazione fornita agli inquirenti, Cinzia Magnarelli, assistente sociale della Val d’Enza reggiana, non può ancora chiudere la sua personale vicenda giudiziaria. Il giudice di Reggio Emilia Andrea Rat ha infatti rigettato la richiesta di patteggiamento per la giovane donna, 32 anni, indagata nell’inchiesta 'Angeli e Demonì sugli affidi illeciti, la stessa che a giugno portò agli arresti anche il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e che è stata recentemente chiusa per altre 25 persone. 
Secondo il giudice, infatti, un anno e quattro mesi di reclusione, cioè la pena su cui era stato trovato un accordo tra la difesa e la Procura di Reggio Emilia, non è congrua e adeguata a fronte del caso concreto. Magnarelli è accusata di alcuni episodi di falsità ideologica in atto pubblico e di frode processuale, anche in concorso con Federica Anghinolfi, uno dei personaggi chiave della vicenda, in quanto ex dirigente del Servizio sociale che nei giorni scorsi è stata licenziata. 
Nell’ordinanza di rigetto del patteggiamento si ricorda che l'indagata ha attestato una pluralità di circostanze false, ad esempio in una relazione all’autorità giudiziaria minorile, considerata ingannevole: il «disvalore complessivo della condotta» di Magnarelli, per il giudice, assume «peso assai significativo» e l’intensità del dolo non può essere ritenuta minima «per il solo fatto che l’imputata fosse in qualche modo soggetta a una posizione di sudditanza nei confronti dei Anghinolfi, nemmeno a volere ritenere sussistente un effettivo nesso di condizionamento psichico». 
Il giudice sottolinea inoltre come i falsi ideologici e le frodi processuali siano tutte riunite «da un gravissimo disegno criminoso, strumentale al perseguimento di obiettivi ideologici non imparziali» capaci di indirizzare le scelte dei giudici minorili che dovevano decidere l’allontanamento o meno dei minori coinvolti. 
Ad esempio, in una delle imputazioni, Magnarelli è accusata, insieme ad Anghinolfi, di aver scritto falsità nel descrivere la casa di una famiglia, raccontando di muffa e degrado, di mobili malmessi e materassi in terra, quando in realtà la situazione era diversa.

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