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MONTECCHIO EMILIA

Vendono PlayStation online ma è un truffa: denunciati

Carabinieri di Campagnola risalgono a inserzionista e cassiere

25 giugno 2020, 09:44

Vendono PlayStation online ma è un truffa: denunciati

Lui curava la pubblicazione degli annunci esca su noti siti internet specializzati portando avanti via whatsapp la trattativa mentre la compagna “cassiera”, intestataria del conto dove finivano i soldi, incassava il denaro delle “vendite fantasma” di consolle playstation. In questo modo la coppia di filibustieri dalla provincia di Catania hanno raggirato anche un reggiano che ha risposto all'annuncio concernente la vendita di una playstation, che ha pagato 110 euro senza vedersi consegnare la console in quanto i due  truffatori incassato il denaro hanno bidonato l'acquirente non consegnando quanto acquistato e sparendo nel nulla. Per questo motivo i carabinieri della stazione di Montecchio Emilia, a cui l'operaio 30enne reggiano ha sporto denuncia, a conclusione di mirate indagini telematiche, hanno denunciato per concorso in truffa alla Procura reggiana un 43enne e una 42enne residenti nel Catanese. L'uomo è risultato l'autore dell’inserzione e colui che ha portato avanti la trattativa la compagna  l’intestataria della carta prepagata dove sono finiti i soldi. Le indagini sono partite a seguito della denuncia presentata da un 30enne reggiano che aveva acquistato su un noto sito internet di annunci una playstation. Dopo aver intavolato via whatsApp la trattativa riusciva a concludere l’acquisto della console per un importo di 110 euro che versava secondo quanto pattuito sulla carta ricaricabile indicatagli dal venditore. All'accredito dell'importo non è però corrisposta la consegna della playstation in quanto il venditore spariva nel nulla bidonando il malcapitato reggiano. Dopo aver realizzarto di essere rimasto vittima di una truffa l'uomo si presentava ai carabinieri di Montecchio  Emilia formalizzando la denuncia per truffa. Dopo una serie di riscontri tra l’utenza telefonica dove veniva intavolata la trattativa e il conto dove erano stati versati i soldi i carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sugli odierni indagati nei cui confronti venivano acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al reato di truffa in concorso per la cui ipotesi di reato venivano denunciati.