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SALUTE

Il presunto paziente zero non ha mai avuto il virus. Due nuovi casi di positività all'ospedale di Piacenza. Un caso a Milano - Aggiornamenti in tempo reale

22 febbraio 2020, 08:23

Il presunto paziente zero non ha mai avuto il virus. Due nuovi casi di positività all'ospedale di Piacenza. Un caso a Milano - Aggiornamenti in tempo reale

C'è una seconda persona positiva al coronavirus nel milanese. Si tratta di un abitante di Mediglia, a Sud del capoluogo, che era ricoverato all’ospedale di Melegnano e che ora sarebbe stato trasferito al Sacco. Già ieri il sindaco di Mediglia aveva disposto l’annullamento degli eventi aggregativi.

IL PRESUNTO PAZIENTE ZERO NON HA MAI AVUTO IL VIRUS

Non ha mai avuto il coronavirus il presunto 'paziente zero', l’amico del 38enne di Codogno che era stato a cena con lui dopo esser tornato dalla Cina. Lo ha detto ai cronisti il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. «Dai test effettuati - ha detto - è emerso che non ha sviluppato gli anticorpi». L’uomo era già risultato negativo al primo test per il coronavirus. Dunque, non è partita da lui la diffusione del virus nel lodigiano. 

ATRI DUE POSITIVI A PIACENZA

Due nuovi casi di positività all'ospedale di Piacenza. Salgono complessivamente a tre, tutti contagiati dal focolaio lombardo. Al momento nessuna trasmissione in Emilia-Romagna. Si tratta di un cittadino lombardo di Maleo, in provincia di Lodi, e dell'infermiere addetto al triage all'ospedale di Codogno che si prese cura del paziente 1. Piacentino, si era messo in isolamento volontario in casa, dove vive da solo. Ambedue erano già ricoverati presso il nosocomio e sono in buone condizioni. Ambedue si trovano in isolamento nel reparto Malattie infettive, non sono in condizioni critiche, e stanno ricevendo tutte le cure del caso. Si conferma quindi, al momento, la positività di persone a causa del focolaio lombardo, mentre non si registrano al momento trasmissioni del virus in Emilia-Romagna.

TAMPONE PER I MALATI DI POLMONITE IN EMILIA ROMAGNA

Tutti i pazienti affetti da polmonite ricoverati negli ospedali dell’Emilia-Romagna saranno sottoposti al test tampone per il coronavirus. Lo ha deciso la cabina di coordinamento regionale, riunita nel pomeriggio in Regione dal presidente Stefano Bonaccini, con l’obiettivo di intensificare i controlli nonostante al momento non esista alcun focolaio del virus nel territorio regionale. 
Al test per il coronavirus saranno sottoposti tutte le persone con polmonite ricoverate in terapia intensiva negli ospedali emiliano-romagnoli: il kit diagnostico della polmonite viene inserito nel test coronavirus. 
Da lunedì sarà attivo un numero verde regionale che si aggiungerà al 1500 nazionale e al 0523 317979 relativo al territorio di Piacenza. Viene inoltre potenziata la dotazione tecnologica diagnostica per effettuare i test tampone.

TERZO CASO NEL CREMONESE

Terzo caso accertato di Coronavirus in provincia di Cremona: si tratta di un anziano residente a Soresina, ricoverato da alcuni giorni all’ospedale di Crema. 
Sono ancora ignote le modalità di contagio. Sono state già attivate le procedure di identificazione dei contatti diretti. 
E’ il 40/o paziente positivo al coronavirus in Lombardia.

PIEMONTE: UN CASO CONFERMATO E 15 IN FASE DI ACCERTAMENTO

Oltre al caso confermato, ce ne sono altri quindici in fase di accertamento sparsi per tutto il Piemonte su cui si saprà di più entro le prossime sei ore. Per questo la Regione ha convocato un’unità di crisi operativa 24 ore su 24 a partire da oggi, fino a quando non rientrerà l'emergenza. "Abbiamo preso questa decisione in accordo con il Prefetto non per creare allarmismo, ma per essere preparati ad affrontare il fenomeno", spiega il presidente della Regione Alberto Cirio, che poi aggiunge: "Oggi emergenze non ce ne sono. Purtroppo abbiamo un caso accertato: quello che stiamo facendo con il servizio di igiene pubblica è isolare i rapporti familiari, lavorativi e di svago del soggetto, in modo da restringere il cerchio ed essere certi che la situazione sia sotto controllo". Durante l’incontro nella sala Operativa Regionale della Protezione Civile, il prefetto Claudio Palomba ha chiesto attenzione nei confronti delle fobie legate al virus: "Lancio un appello di sensibilizzazione rispetto ai casi di violenza che si sono susseguiti negli ultimi giorni: è una situazione insostenibile". 

SECONDA VITTIMA

Seconda vittima italiana del Coronavirus. E’ una donna ultrasettantenne, residente a Casalpusterlengo. Ieri sera è deceduto il veneto Adriano Trevisan, di 78 anni. 'Sono arrivati a sette i casi di persone risultate positive ai test sul coronavirus in Veneto', ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia. Sono tutti di Vò Euganeo, tra di loro due familiari del deceduto. Chiuse all’interno dell’ospedale Schiavonia 450 persone. Due medici contagiati nel Pavese, altri casi di contagio riguardano un uomo ricoverato a Cremona, e un 67enne di Mira, ricoverato a Padova. Stabili le condizioni del 'paziente 1', il 38enne ricoverato a Codogno. L’uomo cinese, ricoverato assieme alla moglie allo Spallanzani a Roma, si è invece negativizzato ed è in buone condizioni di salute. Il ricercatore italiano allo Spallanzani sarà dimesso in giornata. Conte, valutiamo misure straordinarie. Atterrato a Pratica di Mare l'aereo con i 19 italiani provenienti dal Giappone. 

 Un caso di Coronavirus è stato registrato in Piemonte. I test, che hanno dato esito positivo, sono stati svolti a Torino dagli specialisti dell’ospedale Amedeo di Savoia. E’ il primo caso di positività al Coronavirus in Piemonte.

46 CASI ACCERTATI IN LOMBARDIA

 Sale a 46 il numero dei contagiati in Lombardia, uno di loro, residente a Sesto San Giovanni, è ricoverato al San Raffaele di Milano. Lo ha spiegato in una nota il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che sta presiedendo l’unità di crisi con l’assessore al Welfare Giulio Gallera. «Dei 7 nuovi casi appena confermati rispetto ai 39 già comunicati questa mattina (due dei quali in provincia di Pavia e altrettanti in provincia di Cremona) - spiega una nota della Regione -, uno è residente a Sesto San Giovanni (MI) ed è attualmente ricoverato all’Ospedale San Raffaele. Gli altri 6 provengono dalle zone già interessate dall’infezione. Areu ha inoltre attivato un numero verde riservato agli abitanti dei 10 comuni ricompresi nell’ordinanza firmata ieri dal presidente Fontana e dal ministro Speranza. Il numero è 800894545.

12 I CASI IN VENETO, UNO E' MORTO

Sono 12 i casi di Coronavirus registrati finora in Veneto; uno di essi era il 78enne deceduto ieri a Schiavonia. Lo si apprende dalla Regione. Degli altri 11 contagiati, solo uno è al di fuori del comune di Vò Euganeo: il 67enne di Mira (Venezia) portato la notte scorsa dall’ospedale di Dolo a Padova, in rianimazione. I restanti 9, tra cui «altri sette casi registrati oggi» ha spiegato il governatore Luca Zaia, fanno riferimento tutti a residenti del comune di Vò. 

A PIACENZA SCUOLE E IMPIANTI SPORTIVI CHIUSI FINO A MARTEDI'

Scuole chiuse, così come gli impianti sportivi pubblici e privati, fino a martedì 25 febbraio compreso. E un invito ad evitare, se proprio non è indispensabile, i luoghi molto affollati.

Sono le decisioni, valide per tutto il piacentino, emerse dal primo incontro della giornata del Comitato allargato di Piacenza per affrontare i problemi legati al Coronavirus, convocato dal prefetto Maurizio Falco.

Si tratta di provvedimenti assunti a solo titolo esclusivamente precauzionale, perché, come è stato ribadito, non si è verificato al momento alcun contagio nel piacentino e in Emilia-Romagna, visto che la signora 82enne riscontrata positiva è una cittadina di Codogno, in Lombardia, recatasi all'ospedale di Piacenza per ricevere assistenza.

Il Comitato si riunisce due volte al giorno per aggiornamenti continui. La misura potrà essere revocata in qualsiasi momento a seconda dell'evolversi della situazione. Presenti oggi le autorità civili e militari, quelle sanitarie, e i sindaci del territorio, a partire da Patrizia Barbieri, prima cittadina di Piacenza. Presente il direttore generale della Asl di Piacenza, Luca Baldino, il futuro assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, vista una lieve indisposizione dell'assessore Sergio Venturi, l'assessore Paola Gazzolo (Protezione civile), la direttrice generale dell’assessorato alla Sanità, Licia Petrapoulacos, e Rita Nicolini, direttrice dell’agenzia regionale di Protezione civile.

Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza dei contenuti dell’Ordinanza emessa ieri dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, proprio per mettere in campo ogni accorgimento utile per prevenire la diffusione del virus.

GUARITO IL CINESE CHE FECE TAPPA A PARMA CON LA MOGLIE

Sono passati 24 giorni da quando furono soccorsi nell’albergo dove alloggiavano al centro di Roma da un’ambulanza con personale con tute bianche e mascherine per essere trasportati allo Spallanzani. Ora i coniugi cinesi - primi due casi confermati di coronavirus in Italia - si avviano velocemente alla guarigione. Dopo aver attraversato un momento critico le loro condizioni sono migliorate di giorno in giorno. E oggi, durante una conferenza stampa nell’istituto per le Malattie infettive della Capitale, è arrivato l’annuncio: l’uomo «si è negativizzato». 
E’ uscito da qualche giorno dalla terapia intensiva e si trova in reparto. «Non necessita di terapia con ossigeno - hanno sottolineato i medici nel bollettino - si alimenta autonomamente e sta iniziando la riabilitazione motoria». Anche la moglie è in miglioramento: è ancora ricoverata in terapia intensiva, ma respira spontaneamente. «E' vigile, contattabile e risponde alle nostre domande», è stato evidenziato. 
Dimesso in giornata dallo stesso ospedale il giovane ricercatore italiano contagiato da coronavirus e trasferito nelle scorse settimane dalla cittadella militare della Cecchignola, dove era in quarantena con gli altri italiani rientrati da Wuhan. «Due buone notizie in un quadro serio. La rete sta reagendo positivamente», ha affermato l’assessore regionale alla Salute Alessio D’Amato, durante la conferenza stampa. «La rete infettivologica regionale sta funzionando a pieno regime». 
Presto anche Niccolò, il 17enne di Grado bloccato per due volte in Cina a causa della febbre ma risultato negativo ai test, potrà tornare a casa. «Sta benissimo e uscirà al termine della quarantena», hanno detto i medici. 
 

 La Direttiva del ministro Speranza

Chi torna dalla Cina oppure chi è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia deve restare a casa. Lo prevede l’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede la «permanenza domiciliare» e prima ancora l'obbligo (e se non lo fa è sanzionabile) di riferire al Servizio di Sanità pubblica della propria azienda sanitaria di aver di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni.

In particolare, chi ha la possibilità di sostenere la quarantena a casa, avendo a disposizione una camera e un bagno personale, dovrà evitare contatti con altri famigliari e altre persone consumando i pasti nella propria camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone.  chi non fosse in grado di attuare tali misure la Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.

In entrambe le situazioni il Servizio di Sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante -due volte al giorno- delle condizioni di salute (febbre e altri sintomi) per tutta la durata dei 14 giorni di “quarantena” domiciliare.

Qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive.

Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti a rischio non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi.

La raccomandazione rimane quella che, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di famiglia, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118. Per i cittadini piacentini è attivo il numero dedicato 0523 317979.

Prevenzione, le regole da osservare

L’Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, gli ordini professionali e le società scientifiche hanno definito un decalogo comportamentale per affrontare il rischio di contagio da coronavirus.

Poche semplici misure che ogni cittadino è tenuto a rispettare per contribuire a salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri cittadini.

Oltre ad indicare i principali sintomi della malattia (da non confondersi con un banale influenza) nel decalogo si va dalle raccomandazioni basilari di igiene come lavarsi spesso le mani, non toccarsi occhi e mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, fino alla pulizia delle superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Altre indicazioni di tipo sanitario riguardano la raccomandazione a non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse per chi rientra da zone a rischio da meno di 14 giorni. E ancora: utilizzo della mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistono persone malate. Infine, occorre ricordare che i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi e gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

 

 

 «In accordo con la Prefettura di Cremona, in via cautelativa e preventiva rispetto alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, oggi le scuole di ogni ordine e grado della nostra città rimarranno chiuse": lo ha annunciato il Comune di Cremona su Facebook. Con una successiva comunicazione è stata prorogata al chiusura delle scuole fino a revoca dell'ordinanza. «Stiamo valutando anche la sospensione degli eventi sportivi e delle manifestazioni legate al Carnevale. Siamo in stretto contatto con le autorità sanitarie e ci adoperiamo al massimo per tutelare la salute dei cittadini», prosegue il comunicato.

 

Intanto il manager tornato dalla Cina e indicato come possibile causa del contagio si difende. «Dicono che sono il paziente zero, ma non mi trovano niente - ha affermato -. Non è detto che, perchè sono stato in Cina, devo aver preso io il coronavirus. Sono sempre stato bene, solo un accenno di raffreddore che non è sfociato in influenza».

L’uomo di 38 anni contagiato da coronavirus che è stato ricoverato per primo nell’ospedale di Codogno (Lodi) «è in terapia intensiva, sta meglio di ieri sera, sta leggermente migliorando». Lo ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. 
 


«Il governo è pronto a mettere in campo nuove misure, qualora ce ne ne fosse bisogno». Sono state le parole del premier Giuseppe Conte al termine della riunione di emergenza di ieri sera alla Protezione Civile dopo la notizia della prima vittima italiana del coronavirus. «Siamo convinti che il servizio sanitario nazionale sia all’altezza di questa sfida», ha rassicurato il ministro della Salute, Roberto Speranza. 
Il bilancio delle vittime in Cina a causa del coronavirus è salito di 109 morti (ieri erano stati 118), secondo i nuovi dati diffusi dalla Commissione Sanitaria Nazionale, portando così a 2.345 il numero delle vittime. I nuovi contagiati sono 397, molto al di sotto dei 900 registrati ieri. In Corea del Sud sono stati registrati 142 nuovi casi di positività. Al momento, in tutto il mondo, i morti per il virus sono 2.252, con oltre 76 mila contagiati.

 

 

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