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CORONAVIRUS

156 morti in 24 ore, ancora in calo gli attuali positivi

21 maggio 2020, 18:10

156 morti in 24 ore, ancora in calo gli attuali positivi

 Al 21 maggio il totale delle persone in Italia che hanno contratto il coronavirus che causa il Covid-19 e' di 228.006, con un incremento rispetto al 20 maggio di 642 nuovi casi. Lo rende noto la Protezione Civile. Il numero totale di attualmente positivi e' di 60.960, con una decrescita di 1.792 assistiti rispetto al 20 maggio. Tra gli attualmente positivi, 640 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 36 pazienti rispetto al 20 maggio. 9.269 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 355 pazienti rispetto al 20 maggio. 51.051 persone, pari all'84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto al 20 maggio i deceduti sono 156 e portano il totale a 32.486. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 134.560, con un incremento di 2.278 persone rispetto al 20 maggio. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 26.715 in Lombardia, 8.710 in Piemonte, 4.926 in Emilia-Romagna, 3.286 in Veneto, 1.877 in Toscana, 2.075 in Liguria, 3.637 nel Lazio, 1.832 nelle Marche, 1.373 in Campania, 1.839 in Puglia, 66 nella Provincia autonoma di Trento, 1.522 in Sicilia, 578 in Friuli Venezia Giulia, 1.272 in Abruzzo, 250 nella Provincia autonoma di Bolzano, 61 in Umbria, 318 in Sardegna, 43 in Valle d'Aosta, 326 in Calabria, 194 in Molise e 60 in Basilicata.

Da lunedì prossimo partirà la campagna nazionale dei test sierologici su un campione di 150mila cittadini e nei prossimi giorni sarà avviata anche la sperimentazione della app 'Immuni' per il tracciamento dei contatti la cui norma ha ricevuto il via libera della Conferenza Stato-Regioni. Mentre continua ad aumentare il numero dei tamponi effettuati per identificare i malati e per i quali l'Italia è prima in rapporto al numero di abitanti. Il premier Giuseppe Conte, nell’informativa in Aula alla Camera sulla fase 2, sottolinea come il lockdown abbia prodotto gli effetti sperati e stringe i tempi per l’avvio delle misure annunciate, a partire dai test ematici che serviranno a 'fotografarè la diffusione del nuovo coronavirus sul territorio. 
A tre mesi esatti dal primo caso identificato di Covid, a Codogno lo scorso 21 febbraio, Conte sottolinea come «in questa fase più che mai resta fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza e ove necessario l’uso delle mascherine». Parola d’obbligo rimane dunque la prudenza anche se, spiega, l’aumento ora della curva dei contagi è un rischio previsto: «Il piano di monitoraggio ci consente di disporre di un quadro dettagliato della curva epidemiologica che ci permetterà di intervenire con misure restrittive se in alcuni luoghi specifici ci saranno nuovi focolai, il rischio - chiarisce il premier - è calcolato, dobbiamo accettarlo, non possiamo fermarci in attesa del vaccino».  Intanto, dal 25 maggio la Crode Rossa italiana (Cri) inizierà a contattare tramite telefonate i cittadini a campione che parteciperanno alla campagna dei test sierologici. I test, precisa Conte, saranno gratuiti per 150mila cittadini per esclusiva finalità di ricerca scientifica. Per farli «occorrerà uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio» e ci sarà «una struttura nazionale di coordinamento». Proprio sui test sierologici ematici permangono però alcune perplessità dei presidenti di Regione, come nel caso del governatore del Piemonte Alberto Cirio. Il test sierologico, afferma, «è un tema delicato e importante su cui auspichiamo ci sia una voce chiara da parte del ministero della Salute e del'Iss, perchè ormai è chiaro che sono importanti sotto il profilo di analisi epidemiologica ma nello stesso tempo le persone devono sapere che non hanno valore diagnostico, poichè danno una prima indicazione a cui deve seguire un tampone». Altro nodo è appunto quello dei tamponi, per i quali si era registrata nelle scorse settimane una quantità insufficiente di reagenti. Su questo aspetto il premier ha però rassicurato: «Arriveranno 5 mln di kit con reagenti e l’Italia è al primo posto per numero di tamponi per abitanti», che sono stati pari «fino a oggi a 3,17 milioni». E pensa ad inserire i tamponi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) il governatore del Veneto Luca Zaia, secondo il quale «se verranno inseriti nei Lea abbiamo un aiuto, ma ai cittadini dobbiamo spiegare che il tampone si fa a seconda delle indicazioni». Quanto alla app per il tracciamento dei contatti, il ministero della Salute sta preparando il 'documento di valutazione di impatto per la protezione dei dati personalì che sarà trasmesso a breve al garante della privacy. Dunque, «nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza nazionale, nei prossimi giorni - ha annunciato il presidente del Consiglio - partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione, i dati verranno usati solo per la tracciabilità del virus». Ma anche sul fronte app non mancano le obiezioni: «l'app nazionale è oggetto dell’incontro tra i presidenti di Regione per capire gli aspetti sperimentali da mandare avanti, purtroppo è partita male come consenso pubblico», ha rilevato il presidente del Veneto Luca Zaia. Il punto è che «si è atteso troppo e si è lasciato troppo andare la discussione sulle giuste preoccupazioni di privacy e gestione dati. Se non si recupera - ha concluso - avrà grosse difficoltà a decollare». La App - ha tuttavia assicurato anche la ministra - è in fase conclusiva.