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Inflazione: +0,7% i prezzi a Parma in marzo "trainati" dai carburanti

I dati nazionali: aumento dello 0,3% mensile; +0,8% rispetto a marzo 2020 

15 aprile 2021, 10:30

Inflazione: +0,7% i prezzi a Parma in marzo "trainati" dai carburanti

Nel mese di marzo i prezzi a Parma sono aumentati dello 0,4% rispetto a febbraio. L’inflazione tendenziale, cioè rispetto a un anno prima (in questo caso, rispetto a marzo 2020), è +0,7% in città. Valori poco distanti dai tassi di inflazione nazionali: +0,3% su base mensile e +0,8% su base annua in Italia.

In base alle rilevazioni del Comune, in marzo i rincari maggiori si registrano nel settore Trasporti: +2,5% annuo (e rispetto a febbraio, +1,7%). Un dato che risente dell’andamento dei prezzi dei carburanti. I prezzi dei prodotti informatici sono cresciuti del 26,7%; +15,5% gli accessori, in un anno segnato da smart working e didattica a distanza

Spicca l’andamento dei prezzi medi di alcuni settori: Alimentare (-0,6% annuo; +0,2% mensile), Alcolici e tabacchi (-0,4% annuo e -0,2% mensile), Comunicazioni (-3,1% annuo; -0,5% mensile). In quest’ultima categoria i prezzi medi dei Servizi di telefonia fissa segnano un calo del 10,8% tendenziale, a fronte di un aumento del 2% delle tariffe per cellulari.

A Parma, i numeri registrano nel settore Abbigliamento e calzature prezzi fermi rispetto a febbraio. E non va dimenticato che da tempo questo comparto sconta le pesanti conseguenze delle restrizioni legate alla pandemia.

In confronto a marzo 2020 - il mese della prima ondata e dell’inizio del lockdown - a Parma ci sono poche differenze nei prezzi di Servizi sanitari e spese per la salute (+0,6%), Mobili e articoli per la casa (+0,5%), Ristorazione (+0,8%, come noto un altro dei settori più penalizzati dalle chiusure).

Fra le curiosità dei dati locali: fra gli "Altri beni e servizi", spicca un aumento del 13,1% annuo delle tariffe amministrative; +10,6% il settore Orologeria; i prezzi degli elettricisti calano di 1,2%.

I DATI NAZIONALI
A marzo l'Istat stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,3% su base mensile e dello 0,8% su base annua (da +0,6% di febbraio), confermando la stima preliminare. L'inflazione accelera così per il terzo mese consecutivo e, pur rimanendo al di sotto di un punto percentuale, torna ai livelli di maggio 2019.

La lieve crescita dell'inflazione si deve prevalentemente all'inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (che passano da -3,6% a +1,7%) e, in misura minore, all'accelerazione di quelli dei servizi relativi ai trasporti (da +1,0% a +2,2%). L'inflazione di "fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rallentano lievemente portandosi entrambe a +0,8%, da +0,9% di febbraio. L'inflazione acquisita per il 2021 è pari a +0,9% per l'indice generale e a +0,5% per la componente di fondo.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano un'inversione di tendenza da +0,2% a -0,1%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto accelerano da +0,1% a +0,7%.