×
×
☰ MENU

LA PAROLA ALL'ESPERTO

Leva, contributi figurativi e licenze per malattia

Inviate i vostri quesiti su previdenza, lavoro, fisco, casa a esperto@gazzettadiparma.it

Leva, contributi figurativi e licenze per malattia

di Paolo Zani

07 Dicembre 2021,14:25

Il mio convivente ha richiesto i contributi figurativi per il servizio militare svolto nell’ anno 94-95, ma non interamente. È stato messo in Lisaac per problemi di salute per una parte della leva e gli sono stati riconosciuti solo 5 mesi di contributi figurativi. Lui non ha potuto lavorare per il resto dei mesi, perché non aveva il congedo, arrivato alla fine dell’anno di leva. La licenza per motivi di salute faceva riferimento ad una circolare, ormai eliminata dagli archivi perché passato il tempo di conservazione dei documenti. Perché la base ha trasmesso solo 5 mesi di contributi all’ INPS, quando sono stati loro ad inviarlo in Lisaac per i restanti? A chi ci si può rivolgere per poter capire se gli possono essere riconosciuti tutti i mesi? Il Patronato sta aspettando da mesi una risposta dall’ INPS, che ci aveva già risposto che loro accreditano i contributi trasmessi dalla Base militare di riferimento e quest’ultima, che loro hanno evidenza solo di quei 5 mesi.
C.B.

Innanzitutto dobbiamo chiarire che cosa sia la L.I.S.A.A.C.: parlare e scrivere per acronimi è comodo ma spesso genera confusione. L’acronimo LISAAC sta per Licenza Illimitata Senza Assegni in Attesa di Congedo. Questa licenza illimitata veniva concessa per ben determinati motivi individuati nell’art. 9 comma 2 della legge n° 230 del 1998; legge ormai abrogata dal codice dell’ordinamento militare (D. Lgs 15 marzo 2010 n° 66) in quanto non più applicabile per effetto dell’abolizione del servizio obbligatorio di leva. L’INPS nelle sue disposizioni interne riguardo l’accredito figurativo dei periodi di servizio militare specifica chiaramente quali siano le licenze “accreditabili” e, precisamente: licenze speciali o straordinarie, in attesa di disposizioni, seguite a periodi di sbandamento; licenze illimitate o straordinarie in attesa di disposizioni concesse nel corso o al termine della guerra, anche per periodi successivi all'8 settembre 1943; licenze coloniali; licenze straordinarie in attesa di abbreviazione della ferma; licenze di convalescenza, anche se dovute ad infermità non dipendenti da cause di servizio; licenze illimitate in attesa di nomina a ufficiale di complemento; licenze straordinarie o speciali senza assegni e prestabilite (esempio 60 giorni, 80 giorni) anche se soggette a rinnovo. E, analogamente, tra i periodi non accreditabili indica , tra gli altri, i periodi di licenza illimitata senza assegni che a mio avviso sono equiparabili alla nostra LISAAC. Di fatto questa licenza illimitata in attesa di congedo rappresentava una sospensione illimitata del servizio militare in attesa di congedo quindi non si può sostenere che in questo determinato periodo si sia prestato servizio militare. E questa mi pare sia l’interpretazione dell’INPS. Per maggiore sicurezza bisognerebbe consultare il foglio matricolare che, un tempo, veniva rilasciato dal distretto militare e verificare cosa vi sia annotato a fianco del periodo di LISAAC. Ma da quello che mi pare di aver capito dalla sua lettera sul foglio matricolare compaiono solo ed esclusivamente i cinque mesi che precedono questa licenza illimitata. Si può fare qualcosa? Sinceramente la vedo dura.
A mio avviso l’unica possibilità, a fronte del mancato accredito dell’intero periodo di servizio militare, è quella di inoltrare ricorso al Comitato Amministratore del FPLD (Fondo pensioni lavoratori dipendenti). Il ricorso può essere presentato esclusivamente in modalità telematica, direttamente dal cittadino, attraverso il servizio online dedicato o tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi. Esaminate le eventuali questioni di ammissibilità e ricevibilità, il ricorso viene discusso e deciso con una deliberazione di reiezione o di accoglimento integrale o parziale. Il ricorrente riceve comunicazione dell’avvenuta deliberazione. Avverso la decisone negativa (respinta) da parte del Comitato Amministratore è possibile ricorrere alla Magistratura.
Paolo Zani
www.tuttoprevidenza.it

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI