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LA PAROLA ALL'ESPERTO

Bonus edilizi: cosa cambia dopo il Decreto antifrode

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ristrutturazione casa

di Dr Antonio Russo (Consulente Confedilizia)

15 Dicembre 2021,11:23

IL QUESITO
Ho commissionato lavori relativi alla facciata del mio edificio, con l’intenzione di usufruire del «bonus facciate» che consente la detrazione Irpef pari al 90% della spesa, con possibilità di cessione del credito. I lavori sono terminati a settembre, ho ricevuto e pagato la fattura dell’impresa il 31 ottobre. Ho poi contattato un istituto bancario per accordarmi sulla cessione del credito. L’istituto ha proceduto ad una istruttoria, commissionata ad uno studio esterno, conclusa con esito positivo il 10 novembre. A tutt’oggi tuttavia la banca non ha ancora perfezionato il contratto. Alla luce del recente Decreto «antifrode», come devo comportarmi?
Lettera firmata

Il «bonus facciate» è stato introdotto con Legge 27/12/2019, n 160 (Legge di Bilancio 2020), all’art. 1, commi da 219 a 223. Consiste nella possibilità di detrarre dall’imposta lorda (Irpef o Ires) una somma pari al 90% della spesa effettivamente sostenuta per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici «esistenti» ubicati in zona A o B del comune di appartenenza (in pratica, in centro o nell’immediata periferia). La detrazione d’imposta è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Il beneficio è per ora previsto, nella misura del 90%, solo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021. Lo schema della Legge di Bilancio 2022 prevede la proroga fino al 31 dicembre 2022, però con la riduzione della detrazione al 60%.


L’art. 121 del DL 19/5/2020, n 34 consente per vari «bonus», compreso il «bonus facciate», di optare, in alternativa dell’utilizzo diretto della detrazione, per la cessione del credito:
- ad altri soggetti, compresi istituti di credito;
- allo stesso fornitore dei servizi, mediante lo strumento dello «sconto in fattura».
Anche per la «cessione del credito», allo stato attuale della normativa, vale il termine del 31 dicembre 2021 (tuttavia è prevista, nello schema della Legge di bilancio 2022 una proroga quanto meno per tutto l’anno 2022).

Proprio in tema di cessione del credito, relativamente a diversi «bonus» edilizi (diversi dal «Superbonus 110%») quali quelli inerenti il recupero edilizio, il miglioramento dell’efficienza energetica, adozione di misure antisismiche, ecc. è improvvisamente apparso nel panorama normativo fiscale il DL 11 novembre 2021, n 157 (cd «Decreto antifrode») concepito proprio per impedire utilizzi fraudolenti dei benefici fiscali, soprattutto in occasione della cessione dei crediti. Si pensi, ad esempio a quanto possa essere interessante, non solo per il contribuente ma anche per il fornitore che acquista un credito pari al 90% del prezzo dei lavori effettuati senza un controllo sulla congruità dei costi relativi, per poi monetizzarlo attraverso la successiva cessione ad un Istituto di credito…


Ora, con effetto dal 12 novembre 2021 (data di entrata in vigore del DL 157/2021):
a) in caso di cessione del credito, il contribuente deve richiedere in via preliminare il «visto di conformità», rilasciato da soggetti abilitati, attestante la sussistenza dei presupposti che legittimano la detrazione di imposta;
b) occorre anche una asseverazione, rilasciata da tecnici abilitati, circa la congruità delle spese sostenute.
In pratica, mentre fino all’11 novembre 2021 la cessione del credito «bonus facciate» poteva essere effettuata senza particolari modalità o vincoli, dal 12 novembre invece viene estesa anche ai vari «bonus edilizi» la normativa già prevista per la cessione del Superbonus 110%.
Il problema posto nel quesito è il seguente: il contribuente che alla data del 12 novembre ha già effettuato il pagamento della fattura ma non ha ancora proceduto alla comunicazione della cessione del credito (magari per tempi relativamente lunghi imposti dalla banca cessionaria) a quali regole è sottoposto?
Bene: la Circolare Agenzia Entrate 29 novembre 2021, n 16/E (paragrafo1.2.3) chiarisce che i contribuenti che in relazione ad una fattura di un fornitore abbiano effettuato il relativo pagamento (rigoroso «criterio di cassa») ed esercitato l’opzione per la cessione, attraverso la stipula di un accordo tra cedente e cessionario, prima del 12 novembre, sono esonerati dai nuovi obblighi (visto e asseverazione costi) anche se a quella data non hanno ancora provveduto alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate.


Sembra tutto chiaro, anche se rimane un’ombra di dubbio circa l’individuazione del momento esatto in cui si considera «perfezionato», nel caso specifico, l’accordo di cessione del credito. Visto che la procedura finalizzata all’accordo è articolata in varie fasi, sarebbe opportuna una precisazione da parte dell’Agenzia Entrate.

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