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LA PAROLA ALL'ESPERTO

Versamento dell'Imu: termini di notifica e di pagamento

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Tasse casa - Versamento Imu: termini di notifica e di pagamento

di Antonio Russo

25 Maggio 2022,12:10

Ho ricevuto in data 30 marzo 2022 una raccomandata contenente un Avviso di accertamento relativo all’IMU dovuta per l’anno 2016. Veniva contestato un minor versamento dell’imposta rispetto a quanto liquidato dall’Ufficio. L’importo addebitato non era molto alto, quindi ho deciso di effettuare il pagamento senza entrare nel merito. Tuttavia mi è sorto un dubbio: la notifica dell’Avviso è avvenuta nei termini? Entro quanti anni l’Ufficio può contestare un omesso o insufficiente versamento?
Lettera firmata


Risponde l'esperto Antonio Russo
Consulente tributario Confedilizia

Le norme attualmente in vigore in materia di IMU (Imposta Unica Comunale) sono contenute nella Legge 27/12/2019, n 160, art 1, commi da 738 a 783 (Legge di Bilancio anno 2020).
Il comma 776 dispone che “per tutto quanto non previsto dalle disposizioni di cui ai commi da 738 a 775, si applicano i commi da 161 a 169 della legge 27 dicembre 2006, n 269”.
Chiedo scusa per l’inizio eccessivamente “tecnico” (non si sottolinea mai a sufficienza il pessimo stile legislativo, ormai consolidato soprattutto in materia tributaria), ma l’intenzione era quella di “dimostrare” che, per quanto riguarda il tema dell’accertamento e notifica degli atti inerenti l’IMU, la norma fondamentale di riferimento è appunto il comma 161 dell’art 1 Legge 27/12/2006, n 269 (Legge Finanziaria 2007).

Allora: “Gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica … dei parziali o ritardati versamenti,…, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato”.
“Gli avvisi… devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo” a quello in cui il versamento doveva essere effettuato.
Quindi, per i versamenti dovuti nell’anno 2016, il termine di decadenza è posto al 31 dicembre 2021.
Nel periodo di “emergenza sanitaria” è stato approvato il DL 17/03/2020, n 18 (convertito poi nella Legge 27/2020). L’art 67 del Decreto ha disposto la sospensione dei termini per le attività di liquidazione, controllo, accertamento da parte degli Uffici per il periodo dal 8 marzo al 31 maggio 2020. Ne è conseguito uno slittamento dei termini “ordinari” di decadenza in materia di IMU: per il periodo di imposta 2015 il termine è slittato dal 31 dicembre 2020 al 26 marzo 2021 (in forza degli 84 giorni di “sospensione”). Per l’anno 2016 quindi, l’”ordinario” termine di decadenza è slittato al 26 marzo 2022.

L’individuazione del “nuovo” termine di decadenza dell’accertamento è recepito anche con una Nota IFEL (Istituto per la finanza e l’economia locale, Fondazione ANCI) del 2 novembre 2021, contenente tra l’altro una tabella con indicazione degli anni d’imposta ancora accertabili e i relativi termini di decadenza.
Sembra quindi pacifico che l’Avviso di accertamento IMU per l’anno 2016 doveva essere notificato entro il 26 marzo 2022, pena l’inefficacia dell’atto.
Problema. In quale momento si perfeziona la notifica dell’Avviso di accertamento?

Ora, per il principio della cd “scissione del momento di perfezionamento della notificazione” (dopo un intervento della Corte costituzionale del 26/11/2002) vengono individuate, nel caso di notifica a mezzo servizio postale, due date rilevanti:
-per il notificante (l’Ente impositore), la data della consegna del plico all’ufficio postale;
- per il contribuente (destinatario), la data della effettiva ricezione dell’atto, come rilevabile dallo stesso avviso di ricevimento della raccomandata.

Quindi, sempre con riferimento all’accertamento per l’anno 2016:
- l’Ente consegna il plico all’ufficio postale il 24 marzo e il contribuente riceve la raccomandata il 30 marzo: la notifica si intende perfezionata nei termini e i sessanta giorni per un eventuale ricorso da parte del contribuente decorrono dal 30 marzo;
- l’Ente consegna il plico all’ufficio postale il 28 marzo e il contribuente riceve la raccomandata il 30 marzo: la notifica non si può considerare perfezionata nei termini quindi l’accertamento può considerarsi inefficace e l’imposta “accertata” non è dovuta, proprio per la decadenza dei termini previsti dalle norme “a carico” dell’Ente impositore.

Per inciso, in conseguenza della sospensione dei termini citata sopra, per l’anno 2017 il termine di decadenza è fissato al 26 marzo 2023, per il 2018 al 26 marzo 2024, per il 2019 al 26 marzo 2025. Infine, per il 2020 il termine torna ad essere quello ordinario del 31 dicembre 2025 (e così via per gli anni successivi).

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