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La parola all'esperto

Previdenza: gli ultimi aumenti per le pensioni di invalidità civile

Previdenza: Gli ultimi aumenti per le pensioni di invalidità civile

19 Settembre 2022,15:44

Inviate le vostre domande su fisco, lavoro, casa, previdenza a esperto@gazzettadiparma.it 

Sono un invalido civile di 64 anni riconosciuto, dalla Commissione di accertamento, invalido all’80%. Avendone i requisiti reddituali, percepisco l’assegno di invalidità nella misura di circa 300 euro al mese. Ho letto, da qualche parte, che l’importo potrebbe aumentare fino a 660 euro. È vero? Ho qualche speranza di poter vedere aumentare l’importo della mia misera pensione?
Lettera firmata

Risponde l'esperto Paolo Zani www.tuttoprevidenza.it 

Quello che ha letto è, in parte, vero ma, purtroppo, non si
applica al suo caso specifico e cerchiamo di capire il perché. L’aumento dell’importo delle pensioni di invalidità civile a 660,79 euro (per la precisione) è applicabile solo ed esclusivamente agli invalidi civili «totali» quindi riconosciuti in misura pari al 100% e con redditi personali non superiori a 8.590,27 euro se «single» o, se coniugati, non superiori a 14.675,70 euro tenendo conto anche del reddito del coniuge. Perché questa palese ingiustizia nei confronti degli invalidi parziali aventi diritto a pensione quelli che, per intenderci, si collocano tra il 74% e il 99% di grado riconosciuto?
Il tutto deriva dal fatto che questo riconoscimento non è conseguenza di un provvedimento legislativo autonomo, quindi di una precisa volontà politica, ma dell’applicazione della sentenza della Corte costituzionale, per la precisione la n° 152 del 2020 che a seguito ricorso della Corte di appello di Torino ha riconosciuto il diritto ad un inabile civile ad usufruire delle maggiorazioni previste dalla legge n° 448 del 2001, art. 38.

Ma l’inghippo dove sta? Bisogna fare qualche passo indietro: nel 2001 la legge finanziaria introdusse la possibilità di aumento delle pensioni previdenziali e sociali al cosiddetto «milione al mese» (ovviamente di lire!); questo provvedimento, per espressa volontà del legislatore o per dimenticanza, non si applicava alle pensioni/assegni di invalidità civile.
Un invalido civile totale di Torino ha fatto ricorso contro questa palese difformità di trattamento e la Corte di Appello ha fatto ricorso alla Corte costituzionale per chiedere se la norma impugnata fosse o meno nei dettami costituzionali.
Come detto l’inghippo sta, appunto, nel fatto che la Corte Costituzionale si è pronunciata correttamente sulla questione di legittimità costituzionale di una norma applicata ad un caso singolo, quello proposto dalla Corte di appello di Torino, come già detto di un inabile.

Fin qui direi che la procedura è ineccepibile: una sentenza di Corte costituzionale si applica al caso sottoposto al suo giudizio e per estensione ai casi analoghi.
A questo punto avrebbe dovuto intervenire «la politica» o, meglio, il Parlamento, estendendo a tutti gli invalidi civili titolari di assegno di invalidità, quindi anche agli invalidi parziali, questo aumento della pensione. Ma non si è fatto nulla di concreto!
Le promesse sono state tante, altrettanto tante saranno le promesse in questa fase elettorale ma ho paura che, almeno per il momento, non ci sia nulla da fare.
Per cui…, si metta il cuore in pace e attenda tempi migliori!

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • bonadj79

    21 Settembre 2022 - 22:18

    Ma la alzano in automatico a chi è invalido al 100 % o va richiesto? Grazie a chi mi sa rispondere

    Rispondi

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