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Visioni d'artista

Gianna Zanafredi, emozionanti sinfonie astratte cariche di materia

La lezione "informale" dell'artista parmigiana

Gianna Zanafredi, emozionanti sinfonie astratte cariche di materia

02 Febbraio 2026, 15:15

E' dolce sprofondare nell'universo di sfumature che Gianna Zanafredi offre. C'è astratto e astratto, informale e informale. Anche in quei modi che sono ormai sedimentati si possono creare variazioni attualissime, mai viste prima. Cariche di potenza emozionale, anche grazie all'utilizzo sapiente della materia. Gianna Zanafredi intende l'arte come qualcosa di urgente che va comunicato, espresso, condiviso. Così escono immagini che evocano sentimenti e emozioni primarie, profonde, individuabili da chiunque abbia voglia di fermarsi a guardare.

Così le tele si fanno specchio di interiorità, affondo in dissolvenze cromatiche che, come la musica, aprono le porte dell'anima. Sinfonie di colori, variazioni sul tema.


Artista schiva e riservata, colta e sensibile, silenziosa e rispettosa, originaria di Casalmaggiore, Zanafredi vive a Parma e lavora nello studio di borgo Parmigianino, il luogo dove ama trascorrere la gran parte del suo tempo («Sto bene qui, dove posso dipingere. Non mi piacciono gli appuntamenti mondani e affollati, né le inaugurazioni»).


Laureata a Trento in Sociologia nel 1973, si diploma all'Istituto d'arte Paolo Toschi nel 2001. Ha sempre avuto la passione per la pittura, ma solo «da grande» ha potuto frequentare la scuola d'arte per affinare il metodo e assecondare il desiderio di esprimersi attraverso i colori: «Ho trovato professori comprensivi che mi lasciavano libera di fare secondo il mio istinto. Apprezzavano il mio lavoro. Non mi interessava dipingere figure, ho sempre preferito l'astrazione convinta che ognuno deve restare libero di vedere quello che preferisce dentro una mia tela. Anche per questo raramente scelgo un titolo che potrebbe indirizzare nell'interpretazione».


Raffinata la sua arte, raffinati i suoi numerosi collezionisti che la seguono da sempre. E ne apprezzano le mutevoli interpretazioni. Una selezione di opere («Train de vie») sono esposte in questi giorni di festa al Grand Hotel de la Ville accanto a quelle dell'amico Giorgio Tentolini. Un assaggio parco ma intenso nel mondo di due artisti di rara raffinatezza.
Katia Golini

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