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«Se la natura è rispettata, ti ripaga con mille soddisfazioni»

«Se la natura è rispettata, ti ripaga con mille soddisfazioni»

di Monica Rossi

27 Luglio 2021,10:06

Jacopo: «Recuperate antiche razze bovine.  Punto alla biodiversità»

«Il territorio restituisce sempre le attenzioni che riceve se rispettato e trattato secondo una logica di sostenibilità». È con questa premessa che Jacopo Ferrari svela il nuovo progetto della Rocca di Valle di Castrignano, di cui fa parte l’Azienda agricola Campelli, una «casa» del Parmigiano-Reggiano dal 1905.
 «Da inizio estate, alleviamo anche due razze autoctone - racconta -: la langhiranese e la pontremolese (o bardigiana), seguite dal veterinario Alessio Zanon e affidate alle cure di un giovane del posto, Luca Ollari».


La famiglia Campelli, ramo materno di Ferrari, le ha avute fino agli anni ‘50, «sostituendole poi con le frisone, più produttive». Mentre queste ultime, infatti, assicurano fino a 50 litri al giorno, le prime arrivano non oltre i 15». L’azienda è riuscita dunque a «riportare a casa» due pontremolesi e quattro langhiranesi, che ora vivono con tre brune e l’unica parmigiana (variante della reggiana) integrata nel progetto. 
«Da tempo volevo recuperarle in un’ottica di biodiversità: le ho trovate in Garfagnana. Allevarle facendole stare meglio  significa salvarle da estinzione certa: le poche rimaste in Toscana sono neglette, vivono sparpagliate allo stato brado e si nutrono di quel che trovano. Con pazienza, un’alimentazione bilanciata e la giusta selezione, pensiamo di farle prosperare, passando dai 3-5 litri di latte ai potenziali 15».


Che Ferrari assicura essere buonissimo. «Quando arriveremo a regime, lo destineremo alla produzione di caciotte». In Toscana, queste razze non vengono allevate come vacche da latte, ma «servono solo per i vitelli e poi le mandano al macello. Manca del tutto, insomma, una progettualità che tuteli da un lato le razze antiche, che fanno parte della nostra storia, e dall’altro la biodiversità». Che all’azienda Campelli fa rima con benessere animale: tutti i capi, infatti, vivono tra stalla e pascolo «dove trascorrono sei mesi l’anno, con ricovero e querce per l’ombra».


 Il progetto, comunque, va oltre la zootecnia. «Stiamo recuperando dei fabbricati storici: ristrutturandoli, facciamo sì che non escano dal circuito dell’agricoltura». Quella di tutelare le strutture antiche, d’altronde, è uno dei pregi dei titolari: la Rocca di Valle di Castrignano, infatti, che appartiene alla famiglia Campelli dai primi del ‘900 e fa parte del circuito dei Castelli del Ducato nell’area tutelata dei monti Bosso e Sporno, è un susseguirsi di caseggiati finemente conservati e tutelati ai sensi del Codice dei Beni Culturali. A partire dal 2019 sono anche luogo di accoglienza agrituristica (aderente a «Visit Emilia»). Ma questa… è un’altra storia e magari, un giorno, a raccontarcela ci penserà Elena Ravazzi Asada, guida ambientale laureata in lingue orientali, l’altra metà della Rocca e compagna di Jacopo. 


LA SCHEDA
Nome:   Jacopo Ferrari
Età:   41 anni
Segno zodiacale: Toro 
Hobby:   Fotografie di architettura (ha frequentato l'università di architettura), scultura e opere d’arte
Sogno nel cassetto:   «Che le mie attività contribuiscano alla salvaguardia del paesaggio e della biodiversità»
Azienda:   Rocca di Valle di Castrignano - Agricola Campelli (Valle di Castrignano - Langhirano)
Attività:   Allevamento bovine da latte

© Riproduzione riservata

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