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«Territorio ferito? Gli ambientalisti sono solo presuntuosi»

«Territorio ferito? Gli ambientalisti sono solo presuntuosi»

di Monica Rossi

29 Ottobre 2021,09:41

Federazione Motociclistica, parla il presidente regionale. Continua la polemica dopo le proteste per la gara di enduro

Domenica, sulle colline di Langhirano è calato il sipario sul tricolore 2021 Under 23/Senior: su un tracciato autorizzato di 45 km, si sono cimentati 249 piloti enduro. A non calare, però, quello della polemica: alcuni residenti con Cai e Italia Nostra hanno puntato il dito contro l’evento, reo a loro dire di aver «ferito il territorio». Contattato in merito, dopo i vari no comment di organizzatori ed enti, risponde finalmente il presidente per l'Emilia Romagna della Federazione Motociclistica Italiana Luigi Battoglia. 

Nei giorni scorsi, la «Gazzetta», raccogliendo le lamentele di residenti e associazioni, aveva offerto diritto di replica agli organizzatori ma senza successo. Cosa è cambiato, oggi?
«Faccio una doverosa premessa: visto che c’è stato un esposto ai Carabinieri forestali, ritengo spetti alle autorità competenti pronunciarsi e al Motoclub poi rispondere ai media quando ne avranno la possibilità. Io non vorrei però parlare della gara, salvo ribadire che al termine di ogni competizione ci sono dei tempi tecnici nei quali chi organizza, doverosamente supervisiona il percorso e procede con i ripristini ambientali. Detto ciò, nei giorni scorsi è stato enfatizzato un solo punto di vista».


Si riferisce alle critiche delle associazioni ambientaliste? Per loro sono state fatte scelte pericolose per il patrimonio ambientale.
 «Lo affermano con quali competenze tecniche? Il loro è un approccio presuntuoso e snob, che parte dal presupposto che dall’altra parte ci sia un’organizzazione irrispettosa delle normative. Hanno sollevato un polverone in merito a una gara per la quale i responsabili degli uffici pubblici competenti hanno rilasciato le autorizzazioni del caso. Credono di avere a che fare con una loggia massonica che ha il potere di cambiare le leggi e influenzare chi concede i permessi? Se ci sono state irregolarità, verranno sanzionate e sanate. Solo chi non fa, non sbaglia. In difetto, semmai, ci sono loro che cercano di escludere dalla fruizione del territorio chiunque non vada a piedi. Ma si sono mai soffermati sulla ricaduta economica generata da una manifestazione di respiro nazionale? Anziché dare voce a quattro residenti infastiditi dal rumore, mi sarebbe piaciuto si fossero sentiti anche i gestori di alberghi e trattorie che per due giorni sono stati “full” e non solo chi è sempre “contro”». 


Torna l’annosa querelle turismo pedestre contro quello motociclistico? 
«Da parte nostra, no! Non abbiamo interessi economici ad avere alcuna esclusiva. L’Appennino ha bisogno di tutti. Mab Unesco “Uomo e biosfera” presuppone il trovare una soluzione per la convivenza ecosostenibile di tutti, indifferentemente dal tipo di sport che si pratica. Ha proprio ragione Mauro Corona: “Noi montanari dobbiamo unirci per difendere la montagna dai difensori della montagna”».


 Chi sarebbero i «difensori»?
«Chi concepisce solo il turismo che va a piedi. Ce l’hanno con tutti, persino con le bici elettriche! Temo che non si sia voluto colpire la gara in sé. Temo anzi che si voglia fare pressioni sulla politica regionale, affinché rimetta mano alle normative che regolano l’escursionismo. Nel farlo, però, dimenticano che le zone come le nostre, che non vantano una vocazione turistica specifica, hanno bisogno di ogni forma possibile di turismo. Lo sanno che la mia moto emette meno CO2 del suv di chi si sposta dalla città per andare a passeggiare nei monti? E che l’enduro, che è tanto inviso a Cai e compagnia bella, in questo 2021 ha visto l’Italia campione del mondo nel settore giovanile e adulto?». 
 
 

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