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Lettere al direttore

Il comitato risponde a Zorandi

lettera al direttore

di Fabio Moroni *

16 Giugno 2022,10:38

Gentile direttore,
le chiediamo ospitalità per rispondere alla lettera del consigliere comunale Andrea Zorandi.
Quello che il dottor Zorandi e l’Amministrazione Comunale dovrebbero anzitutto riconoscere è che senza la spontanea, forte e decisa mobilitazione dell’opinione pubblica di Fontevivo, senza alcun supporto politico o partitico, della volontà di costruire un mega polo logistico a pochi passi dal centro abitato di Case Rosi, alcuno sarebbe mai venuto a conoscenza.
Di questo tutta l’Amministrazione dovrebbe assumersi la responsabilità e scusarsi con la cittadinanza che, proprio per questa mobilitazione, mai vista con questa forza a Fontevivo, è stata dileggiata e sbeffeggiata in più occasioni. Non ultima proprio con la lettera firmata da Zorandi.
Abbiamo fatto fronte ai silenzi e alle reticenze del Comune nel fornire risposte e informazioni, documentandoci con gli strumenti in nostro possesso, grazie al supporto di alcuni consiglieri comunali e di tecnici e professionisti che, spontaneamente, hanno deciso di impegnarsi per difendere il territorio in cui viviamo e che già oggi soffre di problematiche legate al traffico, all’inquinamento e alla forte antropizzazione.
Il PSC di Fontevivo è stato approvato nel 2012. Sono trascorsi dieci anni, sette dei quali il partito di Zorandi ha amministrato il Comune di Fontevivo. E‘ evidente, quindi, che se l'attuale Amministrazione avessero voluto, avrebbe potuto, per tempo e a proprio piacimento, cambiare o modificare ogni previsione urbanistica. Ed anzi, ancora più semplicemente, avrebbe potuto far automaticamente decadere ogni facoltà edificatoria nell’area di Case Rosi, se non fosse stata così prodiga nell’approvare una contestatissima delibera tra Natale e Capodanno 2021 proprio per consentire al «polo logistico» di proseguire il suo inter autorizzativo.
Ma è bene ricordare che il piano urbanistico approvato nel 2012 prevedeva, in quell’area, la realizzazione di una fattoria didattica, di impianti ludico-sportivi e di servizi di vicinato per il quartiere (che oggi ne è completamente sprovvisto) mentre quello che il sindaco Fiazza vuol far «digerire» alla popolazione è un enorme capannone con finalità logistiche (una sorta di CePIM 2!) e camion in transito a tutte le ore del giorno e della notte (fino a 90 contemporaneamente!). Una bella differenza!
Come è facilmente riscontrabile in ogni nostra iniziativa o intervento, mai abbiamo posto il tema delle proprietà dei terreni coinvolti. Di chi siano, benché noto, non è affar nostro e non rappresenta l’oggetto della nostra mobilitazione.
Stupisce tuttavia, ma forse nemmeno tanto, che dopo oltre nove mesi di silenzi su questo progetto il sindaco Fiazza e il consigliere Zorandi esprimano un’opinione in merito, purtroppo contraria a quella di larga parte della popolazione, solo per prendere le parti di un compagno di partito della Lega.
 
* per il Comitato Fontevivo per l'ambiente
Fontevivo, 12 giugno

© Riproduzione riservata

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