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LETTERA AL DIRETTORE

Le chiacchiere in giardino

lettera al direttore

di Pierpaolo Vezzani

08 Agosto 2022,15:33

Egregio direttore,
che bel rito era quello del far filosso in giardino, le sere d'estate, traduco: favellar del più e del meno serenamente in un piccolo paradiso. Anche qui da noi, era una cara tradizione ritrovarsi con gli amici desiderati, a invocar la frescura, come ha scritto il Torelli sulla Gazzetta di Parma.
Una sera degli anni Ottanta la mia mamma augurò col solito garbo benvenuti e fece accomodare gli ospiti sulle seggiole e al tavolone, e disse che avrebbe subito servito la cena. Le signore presenti misero in tavola i loro doni, e io e mio fratello, allora ragazzini, andammo a prender il pane, lo gnocco, gli affettati, l'insalata di riso, i formaggi, la frutta, il melone e la crostata di ciliegie brusche.
Papa tirò fuori il lambrusco secco dalla cantina e un bel cocomero dal pozzo. La mamma se ne intendeva per davvero di cose buone! E che cena squisita ci preparò quella volta! Gli ospiti, cinque coppie coi figli, tutti allegri e felici, si misero a dialogare e mangiare. Si parlava di tutto, e le tante risa alleggerivan i pesi che ci gravavano. Cene come quelle ci mantenevan lieti e uniti.
Uno degli ospiti, animatore della compagnia e rappresentante commerciale, raccontò le peripezie di un viaggio in Africa durante il quale, per ricever un ordine da un cliente, aveva assaggiato, sotto una tenda, il cervello di scimmia. «Lasciate stare, la cosa migliore di tutte è la crostata della signora di casa! Preparata con tanta grazia e amore. Mangiatela, è squisita!»ribattè assai vivacemente un imprenditore coi baffi.
La mamma e il papà scoppiaron a ridere forte. Con la loro simpatia, come sempre, il grande viaggiatore e gli altri amici riusciron a render magica la serata. Adoro questo ricordo. Mai dimenticherò una gemma pregiata, una sera perduta cui la luna, le stelle e le lanterne regalaron tanto splendore.

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • maribett

    08 Agosto 2022 - 16:53

    Forse perchè la memoria a volte fa dei brutti scherzi, ma a me sembra di ricordare che fossimo, chi più, chi meno, tutti così. L'empatia, la condivisione, il rispetto a tutti i costi: tutti valori che sembrano irrimediabilmente perduti da una società che pone come obiettivi principali l'individualismo e il tornaconto personale. Grazie Pierpaolo per avercelo ricordato. Noi almeno abbiamo avuto la fortuna di averle vissuto quelle esperienze, ma i nostri figli e nipoti? Glielo auguriamo!

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