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il direttore risponde

Un Paese incivile

Giuliano Molossi
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Gentile direttore,
mi autoaccuso subito di una cosa: il fatto che mi è successo è accaduto già da tempo e Le confesso che subito non ho trovato nemmeno la voglia di scriverLe tanto ormai è la delusione per questo Paese. Vengo ai fatti. Visto il mio passato nel settore delle autoscuole mi sono offerto di aiutare un amico ad effettuare la prenotazione della visita in commissione medica. Ci rechiamo in via Vasari per ritirare i moduli necessari per la prenotazione e ammetto che siamo arrivati 10 minuti dopo la chiusura (prevista per le h 12) dell’ufficio. A questo punto mi affaccio sulla porta e chiedo, Le assicuro nel modo più educato possibile, se possiamo solo ritirare il modulo e i versamenti indispensabili per eseguire questa pratica. A questo ci viene risposto, in modo che definire poco gentile è un eufemismo, che l’ufficio ha già chiuso da 10 minuti, che dopo meno di 2 ore dovevano tornare a lavorare e che avevano il diritto di mangiare ecc. ecc.
A questo punto non ho nemmeno risposto e veramente ma veramente tanto delusi ce ne siamo andati. A questo punto Le chiedo: trova normale che un ufficio (come tanti altri...) sia aperto dalle h 8,00 alle 12,00? Ma la pubblica amministrazione pensa che gli italiani abbiano tanto tempo libero e che nessuno lavori (anche se qui si potrebbe aprire una ferita...)?
Un Paese arretrato (e mi creda, il nostro è molto peggio...) magari mi avrebbe fatto trovare in portineria i moduli necessari senza dovermi prenotare e fare la fila. Un paese invece al passo coi tempi mi permetterebbe di fare prenotazione e pagamento online senza dover pagare bollettini in posta, fare code con inutile perdita di tempo ecc. ecc. e soprattutto un paese civile dovrebbe avere degli impiegati al servizio del pubblico che, anche se ti negano qualcosa (come nel mio caso magari anche giustamente...) lo fanno con un minimo di educazione e gentilezza.
Per non parlare poi dell’avventura con Parma Gestione Entrate che, nonostante avessi ceduto un’attività, mi continuava a chiedere il pagamento ( e per ritardato pagamento sanzione del 150%!!) di una tassa non dovuta e le mie lettere, dove precisavo ogni cosa, venivano ogni volta ignorate; oppure quando sono dovuto riccorrere, anche qui dopo svariate lettere inutilmente inviate, ad un avvocato per scrivere alla RAI che mi chiedeva continuamente il pagamento del canone (che per altro pago regolarmente...) ad un indirizzo dove risiedevo molti anni prima.
Temo sia un problema culturale e credo che i tanti «salvatori della Patria» (e ovviamente non solo loro...) visti ultimamente abbiano tanto ma tanto lavoro da fare prima di portare questa nazione ad un livello di civiltà anche solo accettabile.

 

Gentile lettore,
lei ha pienamente ragione. Matteo Renzi ha promesso di estirpare il cancro della burocrazia ma lo stesso impegno avevano preso i suoi predecessori, Berlusconi in primis, con gli esiti che conosciamo. E' un problema di tipo culturale, certamente sconosciuto nei paesi anglosassoni, ma non solo. C'è un esercito di persone che campano grazie ai migliaia e migliaia di «uffici complicazione affari semplici», come li chiamo io, disseminati nel nostro Paese a tutti i livelli dell'amministrazione pubblica. Un esercito di persone che sarebbero disoccupate se un certificato si potesse richiedere on line o con una telefonata, come avviene in larga parte del mondo. Un esercito di persone che si occupa a tempo pieno di scartoffie, che vive in mezzo a montagne di carta, di marche da bollo, di timbri. Da questa gente, che paghiamo con le nostre tasse, è lecito pretendere un minimo di educazione e gentilezza.

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  • legione

    17 Aprile @ 14.14

    non credo perderei a scommettere che i soggetti responsabili di cosi piccata e sdegnata risposta sul "diritto a pranzare" siano state donne...oggi osteggiare il femminismo dilagante può non essere politicamente corretto, ma a conti fatti loro non sono meglio degli uomini sul posto di lavoro, e mi verrebbe da dire "anzi"! (chiedere a donne che lavorano con altre donne se è vero o meno, sono loro le prime a preferire di lavorare con uomini)

    Rispondi

  • marmaluot

    05 Marzo @ 14.04

    gente inutile...la ringrazio Stefano, vedo che i maleducati non sono solo nella pubblica amministrazione.

    Rispondi

  • Stefano

    04 Marzo @ 22.54

    reinard.alfa@gmail.com

    Direi che il direttore ha detto una cosa che a mio parere è vera, e da quello che mi risulta è parere di tutti. Ovviamente non è parere di quelli che lavorano nella pubblica amministrazione. I privilegiati che ci lavorano ( e non so se sono i primi a pagare le tasse ma sicuramente non ci sono solo loro ) sono tanti, il doppio degli stati uniti. Grazie alla politica dissennata dalla proclamazione della repubblica stiamo mantenendo un esercito di gente inutile. Le sembra possibile perdere giorni e giorni per un documento o una certificazione considerato il numero di dipendenti pubblici? o che Roma abbia gli stessi dipendenti pubblici di tutti gli stati uniti? O che uno vada in posta e non ci sia nessuno agli sportelli perchè le impiegate sono a prendere il caffè e nessuno possa dire niente? Bisognerebbe semplificare la burocrazia in maniera drastica e licenziare le persone inutili. Dispiace sempre quando uno perde il lavoro, ma dispiace di più sapere che con parte dei nostri miseri stipendi manteniamo centinaia di migliaia di persone inutili e a volte maleducate.

    Rispondi

  • marmaluot

    04 Marzo @ 14.39

    Leggo casualmente questo intervento e il commento del Direttore..mi sarei aspettato, almeno dal Direttore, un accenno al fatto che "non si può fare d'ogni erba un fascio"..sicuramente esistono persone maleducate, in tutti i settori e in tutti gli ambienti, sicuramente esistono molti "uffici complicazioni affari semplici" in tanti settori e non solo nella pubblica amministrazione..è ora di finirla di alimentare questa favola metropolitana in cui il dipendente della pubblica amministrazione - attenzione - per il fatto stesso di esserlo, è svogliato, assenteista, inadempiente ed è mantenuto dai soldi dei contribuenti..forse non è egli stesso il primo contribuente?? forse che le complicazioni degli affari semplici sono imposte da normative che il dipendente deve subire e alle quali si deve attenere, pur reputandole magari illogiche e prive del più elementare buon senso? Direttore, non faccia passare TUTTI i dipendenti della pubblica amministrazione come parassiti di questa società, ché cmq tali dipendenti, diversamente da altri lavoratori, sono i primi che pagano le tasse e proprio tutte! E Le segnalo che il numero dei pubblici dipendenti, falcidiato dai pensionamenti degli ultimi anni e dalle mancate nuove assunzioni, bloccate dai tagli alla spesa pubblica di questo periodo di crisi..o malgoverno?, non è più tanto un "esercito", né sarebbe disoccupato, perché sarebbe occupato a dare informazioni telefoniche sui servizi on-line (che in molti ambiti della pubblica amministrazione sono comunque già attivi), sarebbe ben felice di essere alle prese con pubblicazioni di avvisi on-line, con la manutenzione e la gestione delle pagine web, di collaborare allo studio della ottimizzazione dei servizi on-line da offrire agli utenti, anziché trovarsi fra montagne di carta, marche da bollo e timbri...non siamo più nell' 800...ma tanta gente, sa, vuole il foglio di carta perché, dice, che non ha il computer o che a casa sua internet non va...è una questione culturale...ma evitiamo i luoghi comuni....se uno è un maleducato, gli si dice, che è maleducato!...a chiare lettere..qualsiasi lavoro svolga..ma lasciamo stare i dipendenti della pubblica amministrazione, i quali non hanno alcun potere decisionale e non sono certo la causa di quel che in Italia non va.

    Rispondi

  • Biffo

    02 Marzo @ 15.40

    Parecchi uffici, qui da noi, come nel famoso sketch di Cinzia Leone, sono regolarmente aperti al pubblico solo dalle 8 alle 8.

    Rispondi

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