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Dario Fo e il rogo di Primavalle

Michele Brambilla

Michele Brambilla

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Egregio direttore,
io ho sempre apprezzato un aforisma di Konrad Adenauer che così recita: «Pare che certa gente abbia fatto la fila per tre volte quando il buon Dio ha distribuito la stupidità». (…) Detto questo, dò una scorsa per vedere se ci siano state ultimamente persone che abbiano detto stupidaggini. Mi è parso che vi siano stati alcuni che abbiano fatto errori rilevanti sia nell’elogiare troppo oppure criticare troppo Dario Fo. Ebbene nella Gazzetta dell’11 marzo 2001, per fortuna dei parmigiani, Maria Grazia Villa, sotto a un frontespizio dalla scritta “L’intervento del premio Nobel”, il titolo era «Fo: La natura? Continuiamo a seguire San Francesco». Nel testo veniva riportata la seguente frase di Fo: «I grandi poteri economici cercano di rapinarci tutto quello che la natura ci ha dato. Basta pensare all’acqua o all’aria: ce la rubano e ce la restituiscono inquinata, facendocela pure pagare cara. Solo per lo smog muoiono ogni giorno 55 persone. E’ una sorta di prima guerra mondiale, di cui sono responsabili anche i governi. (…) Abbiamo di fronte il grande bene della terra, ma non si presta più attenzione al suo significato e non lo so difende. La soluzione può venire da San Francesco che invitava a vivere la nostra vita come se fosse dentro l’universo». Sono parole sicuramente molto polemiche sui poteri economici in generale, però vi si trovano anche motivi di sprone nei confronti dei politici e dei Governi.
Mi pare centrata la conclusione che vi troviamo: “Non a caso, la motivazione con cui Fo è stato insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1997 è la seguente: «Protagonista del teatro politico europeo, ha fustigato i potenti e reso la dignità agli umili». Firmato Mariagrazia Villa. Ecco: tutto qui. Fermo restando che nessuno possa negare che anche Fo ne abbia fatti degli errori, forse alcuni piuttosto rilevanti. Ma ciò non ha inciso e non poteva incidere su quel riconoscimento. Aveva perfettamente ragione la giornalista Villa: è la motivazione che esprime puntualmente il concetto. Fo per rendere la dignità agli uomini ha fustigato i potenti. Ciascuno è libero di pensarla diversamente, ma è assurdo e forse c’è un po’ di stupidità andando a rivangare la sua vita familiare, tanto più dopo la sua morte.
Giuseppe Pigozzi
Parma, 29 ottobre

Caro Pigozzi,
mi ero ripromesso di non scrivere più di Dario Fo, avendolo già fatto due volte. Ma la sua lettera mi costringe a tornare sull’argomento.
Lei scrive che «c’è un po’ di stupidità andando a rivangare la sua vita familiare, tanto più dopo la sua morte». Non so a cosa si riferisca. Premesso che in ogni persona convivono miseria e grandezza, e quindi anche in Dario Fo, gli errori di cui s’è parlato – ammesso che si possano chiamare solo errori – non riguardano la vita familiare. O meglio, quelli che alcuni (il sottoscritto compreso) hanno ricordato nei giorni scorsi non c’entrano nulla con la sua vita privata, ma con quella pubblica.
Ho già scritto della sua militanza nella Repubblica Sociale, prima tenuta nascosta, poi negata e infine addirittura spacciata per attività di spionaggio a favore della Resistenza: un capolavoro di ipocrisia, smentito definitivamente dai giudici. E ho scritto pure dell’infame campagna contro il commissario Luigi Calabresi, ingiustamente accusato per la morte dell’anarchico Pinelli e ucciso, prima ancora che dalle pallottole di alcuni killer di Lotta Continua, dal clima di odio che si era venuto a creare.
Oggi le vorrei ricordare un altro episodio, finito chissà perché nel dimenticatoio. E cioè l’appoggio – non solo morale, ma anche economico – che la coppia Dario Fo-Franca Rame diede ad Achille Lollo, uno degli estremisti di Potere Operaio che la notte del 16 aprile 1973, nel quartiere popolare romano di Primavalle, appiccarono il fuoco all’appartamento di Mario Mattei, un netturbino simpatizzante del Msi. I due figli di Mattei – Virgilio di 22 anni e Stefano di 8 – morirono orribilmente nel rogo. Lollo fu condannato a 18 anni per quel crimine, ma scappò all’estero dove si è fatto una carriera e una famiglia, riuscendo non so come a dormire di notte. Con la benedizione del futuro Nobel e di sua moglie, i quali ebbero la faccia di sostenere che il rogo era stato appiccato dai fascisti per un regolamento di conti (per la cronaca, solo molti anni dopo, e a reato prescritto, Lollo ammise di essere uno degli attentatori, anche se sostiene che non aveva intenzione di uccidere).
Non è bello rivangare dopo la morte? Io credo che nei confronti dei morti ci sia un dovere, innanzitutto, di verità; e sono morti anche Luigi Calabresi, Virgilio e Stefano Mattei.

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  • Indiana

    01 Novembre @ 09.28

    Indiana

    Bravo direttore! Mi fa piacere che abbia ricordato la tragedia dei fratelli Mattei,come scrissi già io qui in occasione di un suo precedente articolo su Fo. Testimoni riportano di un suo brindisi con la moglie e altri kompagni in una villa alla notizia dei due ragazzi morti. Non dimentichiamo nemmeno il povero Sergio Ramelli,massacrato a sprangate dai soliti rossi che poi non fecero nemmeno un giorno di galera! Per Vercingetorige:la violenza a Franca Rame pare sia solo una voce,mentre quella a Norma Cossetto e a tante altre da parte di partigiani comunisti sono una tragica realtà (Norma Cossetto dopo essere stata torturata e violentata venne gettata nelle Foibe). Servirebbero editoriali anche per queste morti innocenti

    Rispondi

  • Massimiliano

    01 Novembre @ 09.14

    Vercingetorige, beh, se un uomo che aiuta a fuggire un delinquente assassino di innocenti è un eroe, allora lasciamo perdere. Per quanto riguarda quell'altro delinquente di Zorzi, valgono le stesse parole che ho espresso per Fo. Almeno Zorzi ha avuto il buon gusto di fuggire dall'Italia senza farvi più ritorno. Per quanto riguarda lo stupro della signora Rame... Non so cosa dirle, ma a quanto ne so, anche li è tutto molto "nebbioso" per non parlare poi del fantomatico brindisi di cui lei accenna.

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  • Massimiliano

    31 Ottobre @ 12.32

    Gentile Direttore, leggo, con immenso stupore e con grande piacere, la sua risposta alla lettera di cui sopra. Finalmente una voce importante fuori dal coro, che sbugiarda un uomo da sempre ipocrita, fascista repubblichino per convenienza, comunista convinto dopo la disfatta della RSI, in ultimo militante del Movimento Cinque Stelle, salutato al funerale con pugni chiusi e dalle note di "bella ciao". Una vita, quella di Fo, coltellata di voltafaccia, stendendo un pietosissimo velo sulla signora Rame. Per quanto riguarda Primavalle, tutta la destra italiana si è sempre posta la domanda del perché, il Fo, mai è stato indagato neppure per favoreggiamento, pur avendo favorito la fuga di un assassino. Lei, Direttore, tra le righe, ha dato finalmente la risposta. Grazie. Stamperò la sua risposta e la metterò in cornice.

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    • Vercingetorige

      31 Ottobre @ 19.19

      Dario Fo è stato un artista , non un Politico. Un artista conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo . L' Accademia di Svezia , che gli ha attribuito il Premio Nobel , è estranea alle beghe interne della Politica italiana. Il metro di giudizio che si applica ad un artista è il criterio estetico , che prescinde dalla faziosità di partito. Chi mischia l' uno e l' altro , al solo scopo di denigrare , è in aperta mala fede. Il "Soccorso Rosso" che ha fatto fuggire Lollo non è più esecrabile del "Soccorso Nero" che ha fatto fuggire Zorzi . Se , poi , sui trascorsi politici di Dario Fo , possono esserci perplessità, Franca Rame è stata un esempio ammirevole di Politica onesta. Quand' era Senatrice di Rifondazione Comunista ha salvato , per pura onestà , un Ministro democristiano da un vile tranello che gli era stato preparato . Quando fu violentata da tre fascisti , si dice che alcuni intrepidi Ufficiali delle Forze Armate , a Milano , abbiano festeggiato con lo champagne.

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  • Vercingetorige

    31 Ottobre @ 11.44

    Poi ci mettiamo che , in piazza Fontana ed in piazza della Loggia ci furono più vittime che a Primavalle , con la differenza che , a Primavalle , si trattò di morti non volute , conseguenza di un incendio doloso , mentre piazza Fontana e piazza della Loggia furono stragi volontarie.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    31 Ottobre @ 11.39

    E poi ci mettiamo che gli "anni di piombo" , che hanno insanguinato l' Italia per decenni sono iniziati con la strage neofascista di piazza Fontana , con cui l' anarchico Pinelli , "caduto" da una finestra della Questura di Milano , non c' entrava nulla. Poi ci mettiamo che uno degli accusati di coinvolgimento in quella strage , il neofascista Zorzi , è stato fatto fuggire in Giappone dal "Soccorso Nero" , come Lollo è stato fatto fuggire dal "Soccorso Rosso" , ha preso la cittadinanza giapponese , che la richiesta di estradizione della nostra Magistratura è stata respinta dal Giappone perché , secondo la Legge nipponica , il Giappone non può concedere l' estradizione di un proprio cittadino. Poi ci mettiamo che Dario Fo , uno degli autori teatrali italiani più rappresentati nel mondo , ha meritatamente ricevuto il Premio Nobel per il suo valore artistico , non per la sua carriera politica, della quale , all' Accademia di Svezia , non importa un fico.

    Rispondi

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