IL DIRETTORE RISPONDE

Opinioni a confronto sui lupi

Michele Brambilla

Michele Brambilla

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Gentile direttore,
se me lo consente, vorrei prendere spunto dalle sue dichiarazioni per cercare di riabilitare l’immagine del lupo, troppo spesso messa in cattiva luce, e tentare di ristabilire un po’ di verità su questo animale e sulla sua presunta pericolosità. Troppe le fake news circolate su questo splendido predatore.
Da sempre il rapporto dell’uomo con il mondo degli animali risponde più all’interesse del primo che non a quello dei secondi, venendo così ignorata l’importanza che questi rivestono nel buon funzionamento dell’ecosistema, di quell’insieme cioè di organismi viventi, e non, che interagiscono in un determinato ambiente costituendo un sistema autosufficiente. Ed è così anche per il lupo, predatore all’apice della catena alimentare che, nell’interesse di tutti, dovrebbe essere salvaguardato dal momento che, spontaneamente per l’enorme disponibilità di prede, è tornato a ripopolare le nostre colline. E infatti non è mai esistito un progetto di reintroduzione di questa specie nel nostro Paese come deliberatamente si vuol far credere, ma il lupo è arrivato dalle nostre parti attraverso la fisiologica migrazione. E non corrisponde a verità neppure che i lupi sono in numero esagerato essendo stata calcolata la loro presenza in non più di duemila esemplari distribuiti in tutta Italia. Così come è falso che il loro numero aumenterà senza controllo dato che ogni territorio ha una capacità limitata per ogni specie animale e che nei branchi dei lupi, una sola volta all’anno, è la sola copia alfa che può accoppiarsi e dar luogo ad una sola cucciolata. Cosa accade invece? Al posto di apprezzare il contributo del lupo come regolatore della popolazione degli ungulati che sono troppi e che creano seri problemi all’uomo, lo si condanna adducendo motivazioni che non corrispondono alla realtà e che scaturiscono dalle scarse conoscenze etologiche dell’animale e dal ricordo di ciò che, involontariamente, si è assimilato nella fase educativa della vita attraverso le favole e le credenze popolari: un animale vorace, malvagio e pericoloso. Il lupo non attacca l’uomo ed è pericoloso tanto quanto un qualsiasi animale selvatico o domestico se lo si perseguita nel suo territorio, se si violano i suoi spazi o se lo si disturba mentre magari accudisce la propria cucciolata. Per i lupi gli uomini non sono prede ma semplicemente una minaccia da cui è bene tenersi alla larga e scappare a zampe levate!. Nei boschi, ahimè, i pericoli sono altri e vengono, come accade quasi sempre, direttamente dalla mano dell’uomo, soprattutto poi se questa è armata di fucile. L’uomo si considera padrone dell’universo e considera gli animali a sua completa disposizione, non avendo ancora compreso che andando sempre contro natura altro non si ottiene se non disastri a cui non sempre è poi facile porvi rimedio. Basti pensare a quanto accaduto nel Parco nazionale di Yellowstone dove i lupi furono cacciati e sterminati con ogni mezzo, determinando una vera e propria catastrofe ecologica che costrinse l’uomo a ritornare sui propri passi e a reinserirli repentinamente. E infine, signor direttore, ciò che stupisce veramente è leggere che i lupi sono un danno per le casse dello stato quando sappiamo che la Regione ha elargito denari per danni da lupi, cani e volpi in misura cinquanta volte inferiore rispetto a quanto elargito per cinghiali e caprioli, proprio per quegli animali cioè che i lupi, con le loro predazioni, cercano di contenerne il numero. Non le pare?
Giorgio Mezzatesta
Parma 20 gennaio

Caro Mezzatesta,
come vede, pubblico la sua lettera di risposta all'intervento - da noi ospitato su queste pagine - di Leopoldo Testi, presidente provinciale
di Federcaccia. La pubblico, a differenza delle altre, perché non contiene insulti e perché, sempre a differenza delle altre, non contiene la menzogna che attribuiva a Testi l'istigazione ai cittadini a «difendersi da soli sparando sui lupi»: eventualità che, al contrario, Testi stigmatizzava.
Nel merito di quel che lei dice, non saprei che cosa rispondere: come ho detto l'altra sera a Tv Parma, non sono competente in materia e mi limito, da giornalista, a ospitare interventi di diverso (sottolineo: di diverso) tenore su un argomento che è di attualità e interesse.
Due cose però mi permetto di osservare. La prima la prenda come una battuta: per quanto mi possa fidare di lei, un lupo preferirei non trovarmelo sull'uscio di casa. La seconda cosa, invece, una battuta non lo è: i lupi saranno anche non aggressivi con l'uomo, ma recentemente, dalle
nostri parti e non solo, hanno azzannato e ucciso dei cani. Credo che i proprietari di questi cani abbiano il diritto di pensarla diversamente da lei.

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  • atipofachiro

    22 Gennaio @ 12.31

    Caro direttore, se si lasciano gli animali domestici incustoditi si rischia che vengano rubati, aggrediti dai lupi o dalle faine o dalle volpi. Il fatto che un cane sia attaccato da un lupo è una non notizia, visto che il lupo caccia per istinto di sopravvivenza. E perché la volpe che uccide 2 tacchini o un gatto non fa lo stesso clamore. Cerchiamo di usare, anche su questo argomento, maggiore senso critico. Grazie a Mezzatesta per la lettera e per le informazioni nella speranza siano utili

    Rispondi

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