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Incredibile processare il Parma per una banalità

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Signor direttore,
sono un tifoso gialloblù e vorrei esprimere il mio commento in merito alla vicenda sms. Quello che si sta compiendo è un vero e proprio scempio, alla faccia del calcio etico e moralizzato e del fair-play finanziario. Come si fa a mandare a processo una società per una banalità, per una sciocchezza del genere? Certo, il signor Emanuele Calaiò ha commesso una grave ingenuità, che ha causato gravissimi danni, economici e di immagine, alla società, e questo basterebbe – secondo il mio modesto parere - per chiedergliene conto (io gli regalerei un titolo di viaggio di sola andata, con partenza da Parma e con la speranza di non rivederlo più dalle nostre parti), ma da qui a punire squadra, società e tifosi passa un abisso.
E' triste vedersi togliere una meritatissima serie A conquistata sul campo per vicende insussistenti come quelle in oggetto, ma quello che mi fa più rabbia è vedere in Lega certi personaggi che, con un eufemismo, definirei squallidi. Mi riferisco, nello specifico, a Zamparini, Lotito e Preziosi. Zamparini è indagato per falso in bilancio, frode fiscale e riciclaggio e ora vorrebbe fare lo sciacallo e approfittare dei guai del Parma (ricordo che a inizio della stagione appena trascorsa doveva portare i libri in tribunale). Apprendo proprio ora dalla Gazzetta di Parma che il tribunale sta discutendo sul dissequesto del Palermo! Preziosi, a suo tempo, era stato «pescato» con una valigetta contenente 250 milioni delle vecchie lire: lui si era giustificato dicendo che «stava andando a comprare un giocatore» ed era stato in seguito inibito, vale a dire non dovrebbe neanche mettere piede in uno stadio. Lotito, con la sua Lazio, rischiava il fallimento, che gli fu evitato rateizzandogli la massa debitoria in 30 anni. Nei giorni scorsi ho letto su un giornale economico che il debito di Lotito era ben superiore a quello che ha portato al fallimento del Parma di Ghirardi, anche se ritengo che tale fallimento sia stato un bene per tutti, un bagno di umiltà che ci ha riportato coi piedi per terra e ci ha consentito di ripartire da basi più solide. Certo, in altre realtà, se la squadra di calcio subisce un «torto», vi sono persone pronte a mettere a ferro e fuoco la città: forse a Parma i tifosi e i cittadini in genere hanno il torto di essere non solo realisti, ma anche persone civili e con argomenti più seri da proporre. Questo bacino di utenza diventa il nostro biglietto da visita.
Io penso che le istituzioni del calcio siano asservite ai cosiddetti poteri forti. Sempre leggendo i giornali economici, ho avuto conferma che più della metà delle società di serie A e B ha gravissimi problemi economici e finanziari e che solo pochissime società sono in regola con i parametri di bilancio richiesti dalla legge (il Parma, per inciso, è una di queste). In molti ricorrono a espedienti come le cosiddette plusvalenze fittizie, altri navigano a vista, aspettando il salvagente. Come non andare con la mente ai recenti fallimenti di Bari e Cesena? Per non parlare delle categorie inferiori, dove molte società cambiano proprietà oppure si iscrivono all'ultimo momento, oppure addirittura non si iscrivono nemmeno, preferendo ripartire da categorie inferiori. Diventa sicuramente pià facile togliere di mezzo il Parma che non altre realtà «consolidate». Quello che non mi spiego e la ragione per cui il Parma dia così tanto fastidio nelle «alte sfere», cui forse non piace il biglietto da visita di cui parlavo poc'anzi.
Io credo che la proprietà abbia i piedi per terra e sappia bene come muoversi, tuttavia la lotta per la salvezza (o forse sarebbe più esatto dire per la sopravvivenza) non andrà combattuta solo sul campo, ma anche contro quei poteri forti, contro quelli che sono dei veri e propri mulini a vento, capaci solo di essere forti con i deboli e deboli con i forti. La squadra di calcio diventa un valore aggiunto per la città solo quando (come a Parma) è gestita in maniera seria ed equilibrata.
Questa vicenda mi ha provocato un forte disgusto e una grande amarezza: comunque vada a concludersi, mi verrebbe voglia di bruciare poster, bandiere e quant'altro, di non entrare più in uno stadio e di non guardare più una partita in tv, ma la passione per il calcio e l'amore per il Parma è troppo forte e penso che continuerò a urlare: «Forza Parma!».

Ettore Zinelli

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