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IL DIRETTORE RISPONDE

Dario Fo, luci e ombre di un artista

E' morto Dario Fo

Dario Fo

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Egregio direttore,
si sa, quando muore qualcuno di importante era buono, bravo e bello. Poi quando, veste anticlericale, laico, rivoluzionario e irriverente, è santo subito! È morto Dario Fo e, come da copione, i media hanno tout court avviato il processo di beatificazione. Qualcuno si sarebbe aspettato che gli organi di informazione più accaniti ad accelerare l'entrata di Dario nell'Olimpo dei grandi della storia, fossero giornali laici come Repubblica o il Corriere (cosa che effettivamente è stata); invece, a sorpresa, gli organi di informazione più entusiasti a parlar bene di un uomo che ha speso la sua esistenza a sbeffeggiare la Chiesa cattolica e lo stesso Gesù Cristo sono stati Avvenire, Famiglia Cristiana e L'Osservatore Romano. Effetto misericordia o effetto smarrimento fede, bussola e ragione?

Gianni Toffali

Caro Toffali
(che so essere instancabile lettore di quotidiani locali anche al di fuori della sua provincia) non ho letto i giornali cattolici che lei cita, e quindi non saprei dire: tuttavia, se le cose stessero come lei sostiene non mi stupirei, perché nel mondo cattolico, o meglio clericale, la sindrome di Stoccolma sembra essere una malattia ormai, e da tempo, molto diffusa.
Debbo però contraddirla per quanto riguarda Repubblica. Il solo, fra i grandi giornali, ad aver avuto il coraggio di riportare una vecchia vicenda della quale mi ero occupato tempo fa, e sulla quale era calato il silenzio tombale di tutta l’informazione perbene.
Sto parlando della militanza di Dario Fo nella Repubblica Sociale. Sia chiaro: il problema non è l’aver vestito, a 19 anni, la camicia nera repubblichina. Il problema è l’averlo taciuto, nascosto, occultato. Quando un senatore missino, Giorgio Pisanò, gli ricordò il suo passato, Dario Fo negò con decisione. Furono allora tirate fuori le inconfutabili prove: foto di lui in divisa dei parà di Salò, documenti eccetera. Dario Fo allora ammise, ma precisò: nella Rsi ero entrato come infiltrato dei partigiani, in realtà lavoravo per la Resistenza.
Ma le bugie hanno le gambe corte e un settimanale del Verbano disse che Dario Fo non era affatto un infiltrato. Il futuro premio Nobel (siamo alla fine degli anni Settanta) fece allora querela. Ma al processo venne a testimoniare il vecchio capo partigiano della Val d’Ossola che smentì la storia di un Fo infiltrato. Morale: il processo finì con una sentenza in cui è scritto: «È legittimo dunque per Dario Fo non solo la definizione di repubblichino, ma anche quella di rastrellatore». Eppure, circa venticinque anni dopo, quando si scoprì che Gunter Grass aveva un passato nelle SS, Dario Fo ebbe la faccia di dire, in un’intervista al Corriere, che lui non aveva mai nascosto il suo passato nella Rsi.
Per carità: siamo tutti peccatori. Il problema però, come dice lei, è far finta che una persona appena passata a miglior vita non lo sia. Dario Fo è stato un grande artista, e anche come uomo avrà sicuramente fatto del bene. Ha però anche fatto del male, e molto, come quando aderì al Soccorso Rosso, l’associazione di avvocati e intellettuali che dava sostegno ai terroristi di estrema sinistra; e come quando mise in scena «Morte accidentale di un anarchico», una vergognosa commedia teatrale zeppa di menzogne, nella quale si accusava il commissario Luigi Calabresi di aver buttato giù dalla finestra della Questura l’anarchico Giuseppe Pinelli. Quella commedia contribuì in modo determinante ad alimentare l’odio contro Calabresi, che fu poi ucciso da estremisti di Lotta Continua.
Tutto questo per dire che la vita è fatta di luci e di ombre per ciascun essere umano. Anche per Dario Fo.

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  • parmigianoreggiano

    17 Ottobre @ 08.37

    parmigianoreggiano

    Complimenti Direttore per il bellissimo articolo.

    Rispondi

  • federicot

    15 Ottobre @ 22.24

    federicot

    Beh vergognosa commedia teatrale lo dice lei...

    Rispondi

  • Ivo

    15 Ottobre @ 20.22

    Ma guarda , ci sarebbe da parlare dei vari De Luca , Verdini, Boschi padre , Gasparri , Napolitano, I 54 milioni di euro del sito web , benvenuti in italia spesi da Rutelli mai funzionato , e Mastella , e tanti altri , e si giudica Fo !! Un po' di dignità !!

    Rispondi

    • 15 Ottobre @ 23.38

      (Dalla redazione) Decide lei di quello di cui si può parlare?

      Rispondi

  • Oldsailor

    15 Ottobre @ 19.03

    Concordo co n lei egregio Direttore. A Parma ce un detto che recita; fels cmè il lapidi"! Falsi come le lapidi mortuarie. Ora che il Dario è morto, tutti a beatificarlo; ma per me come uomo era molto piccolo. Non ha avuto nemmeno il coraggio delle proprie azioni. Mentre Vianello, Albertazzi, Gassman, Walter Chiari, Tognazzi ecc. Pur non vantandosene mai; mai hanno rinnegato il loro passato. Lui arrivato a Coltano; dopo i primi due sberloni, si è convertito immediatamente ai Kompagni! Infatti, pare che avesse una camicia double face. Nera con i fasci Littori esternamente, e rossa con le falci e martello all'interno! La sua vita politica a mio avviso e stata quanto meno "discutibile"; ma sul fatto del "grande artista", anche qui ne sono molto dubbioso! Io non sarò certo un "Intellettuale"; categoria che pare sia appannaggio della sinistra; ma la sua arte e comicità mi hanno sempre fatto un effetto lassativo peggio dell'olio di ricino! Sempre a mio parere, se la sua arte si è espressa nel suo pietoso "mistero buffo", il mio convincimento in ciò si rafforza sempre di più! Comunque se per motivi a me oscuri, a Stoccolma hanno pensato di dargli il Nobel, questo si che è un "mistero buffo"! Allora ben venga il Nobel anche a Bob Dylan! Va beh, se lo hanno dato ad Obama, per la pace, che ha messo in guerra quasi tutto il mondo e non ha ancora finito di fare danni; va tutto bene! Per me, come dice Indiana, lo piangevo più da vivo che non da morto!

    Rispondi

    • Vercingetorige

      16 Ottobre @ 11.39

      Tutto il mondo è di parere diverso . Non solo l' Accademia di Svezia , alla quale delle beghe interne italiane tra destra e sinistra non può importar di meno , gli ha assegnato il Premio Nobel , ma Dario Fo è anche uno degli autori teatrali italiani più rappresentati nel mondo. Naturalmente un artista , al quale si deve un giudizio estetico e non faziosamente politico , può piacere o non piacere. A qualcuno può anche non piacere Michelangelo e fare schifo la Cappella Sistina.

      Rispondi

  • Indiana

    15 Ottobre @ 16.28

    Indiana

    Lui e la moglie difesero gli assassini dei fratelli Mattei, si dice che addirittura festeggiarono la morte dei due fratelli,di cui un bambino di 8 anni, bruciati vivi in casa dai compagni per fare uno sgarro al padre missino, brindando con altri in una villa. Io la sua morte non la piango di certo

    Rispondi

    • Vercingetorige

      15 Ottobre @ 20.06

      Se vogliamo divulgare balla per balla , sai che si dice che , quando Franca Rame fu violentata da tre neofascisti , in una Caserma di Milano gli Ufficiali festeggiarono brindando a champagne ?

      Rispondi

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