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Il blitz antimafia della Polizia di Stato - Video

25 giugno 2019, 13:23

L´operazione condotta dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato questa mattina e che ha portato all´arresto di 16 appartenenti ad un sodalizio di `ndrangheta operante in Emilia Romagna ed a piu´ di 100 perquisizioni delegate dalla Procura di Bologna è riuscita a smantellare una articolazione `ndranghetista operante in gran parte del territorio dell´Emilia, in particolare nelle province di Reggio Emilia Parma Piacenza e dedita ad una serie nutrita di attività criminose, anche di natura "imprenditoriale" con espansione anche al di fuori dell´Emilia e del territorio nazionale.
Malgrado cio´ nel corso dell´indagine condotta dalla squadra mobile di Bologna è stato acclarato che la consorteria emiliana ha negli anni espresso il proprio potenziale criminale in seno alla `ndrangheta e la propria forza di intimidazione attraverso la disponibilità di importanti quantitativi di armi, ed attraverso l´esecuzione di attentati incendiari ai danni di persone che li ostacolavano.
L´operazione, denominata Grimilde, ha preso le mosse nell´anno 2015 quando l´attenzione della Squadra Mobile di Bologna si è concentrata nei confronti di Giuseppe CARUSO il quale, in qualità di responsabile dell´area assistenza e informazioni agli utenti dell´Agenzia delle Dogane di Piacenza, accettava la promessa di denaro in cambio di comportamenti contrari ai doveri d´ufficio.
Seguendo il reticolo relazionale del Caruso gli investigatori hanno verificato uno stretto rapporto tra lo stesso e Salvatore GRANDE ARACRI, figlio di Francesco nipote del noto Nicolino.
Attraverso incessanti, numerose e continue attività tecniche durante circa tre anni gli investigatori sono riusciti ad avere la prova dell´esistenza di un gruppo criminale di stampo mafioso operante nella regione Emilia Romagna che utilizzando metodi tipicamente mafiosi effettuava una serie di investimenti, apriva e chiudeva società di comodo faceva affari anche con imprenditori di primissimo livello nazionale.
Tra i vari "affari" avviati dall´organizzazione due sicuramente dimostrano la capacità imprenditoriale e criminale dell´organizzazione.
Era il giugno del 2017 quando Salvatore GRANDE ARACRI ed il padre Francesco, tramite una società edile a loro riferibile, avviano un progetto di costruzione di 350 appartamenti a Bruxelles; i due si sono occupati di individuare gli operai  che avrebbero provveduto ad eseguire i lavori facendoli, pero´, lavorare in condizioni di assoluto sfruttamento imponendo loro una paga di 8 .00-9.00 euro l´ora, turni di lavoro anche di 15 ore giornaliere, talvolta senza concedere loro neanche il riposo settimanale.
Contemporaneamente, il gruppo criminale inganna i referenti della società Riso Roncaia, che a sua volta aveva vinto un bando europeo per la fornitura di riso, facendo loro credere di poter far loro ottenere una linea di credito di 5 milioni di euro e l´apertura di conti correnti bancari presso banche compiacenti.
L´operazione, ancora in corso, fatta scattare questa mattina dalla Squadra Mobile di Bologna ha permesso anche di verificare che i sodali dell´organizzazione non sempre si limitavano ad usare metodi ortodossi nella conduzione dei loro affari ma quando incappavano in qualcuno che poteva essere loro di ostacolo oppure vi era qualcuno che metteva il naso nei loro affari ricorrevano tranquillamente alla violenza ed alla forza di intimidazione.
Tipico il caso di una distributore di pizza che ha avuto soltanto l´ardire di "invadere" la zona controllata dall´organizzazione ricevendo subito un esplicito avvertimento se non avesse obbedito "qua non hai capito... che ti spariamo"
Oppure quando una troupe del Tg 2 della RAI stava effettuando un servizio nei pressi dell´abitazione dei GRANDE ARACRI a Brescello ed il giornalista subisce il lancio di una pietra da parte di Francesco Grande Aracri che va colpire il vetro dell´autovettura utilizzata dal giornalista.

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