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HI-TECH

Le notti horror dei videogame

12 luglio 2019, 19:38

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di Riccardo Anselmi 

Quest’estate sono esattamente trent’anni di Notti horror, il tradizionale appuntamento di Italia 1 con il cinema di genere che nel 1989 si chiamava Zio Tibia picture show. Per generazioni di teenager è stato il modo perfetto di ammazzare il tempo nelle lunghe giornate di vacanza dalla scuola, quando anche il caldo non aiuta a prendere sonno. È così che molti giovani hanno conosciuto le opere di John Carpenter e Wes Craven, i registi dietro due dei cicli più popolari riproposti spesso in seconda serata, quelli di Halloween (con Michael Myers) e di Nightmare (con Freddy Krueger). Maratone simili si possono mettere in piede oggi pure coi videogame, che in effetti mostrano una predilezione per gli horror, basti pensare a serie di grande successo come Resident evil e Silent hill, non a caso entrambe approdate al cinema. In agosto si compirà l’operazione opposta, con l’arrivo su Pc e console di Blair witch, ispirato al film evento di fine anni ‘90 The Blair witch project, dopo che già il cult Friday the 13th (la saga di Venerdì 13 degli anni ‘80) si è guadagnato un paio d’anni fa una traduzione interattiva. 
Ecco invece tre videogame horror recenti dalla storia più particolare: 

LAYERS OF FEAR 2 (Bloober team) 

Un horror psicologico in prima persona che si snoda negli spazi claustrofobici e bui di un enorme transatlantico: dopo la magione di Layers of fear, lo studio polacco Bloober team ha optato ancora una volta per un’ambientazione chiusa, dove ci si aggira prigionieri dei propri incubi e della paura alimentata da misteriose presenze, in attesa di esplorare uno scenario aperto, con il loro prossimo progetto, Blair witch, in uscita il 30 agosto. Sequel atipico, in quanto autonomo dal capitolo precedente che evocava Il ritratto di Dorian Gray, anche Layers of fear 2, pubblicato da Gun media per Pc e console, dispiega a piene mani l’amore per il cinema nutrito dagli sviluppatori, attraverso sequenze ispirate a capolavori del genere e le locandine che si ritrovano lungo uno strano percorso senza uscita, immerso nelle tenebre, illuminate dalla luce di un inquietante set, cullato dallo sciabordio delle onde e dal rumore di proiettori e macchine da presa. Il protagonista è un attore hollywoodiano che risponde affermativamente alla proposta di girare una pellicola su una nave, diretto da un regista ben poco rassicurante, che ha la voce di Tony Todd, il pauroso Candyman degli adattamenti per il grande schermo dell’omonimo racconto di Clive Barker. L’ambiguità del mestiere dell’attore diventa il perno attorno al quale ruota l’indagine sul personaggio e sull’effettiva identità della persona che lo interpreta, insinuando il dubbio sull’effettivo piano di svolgimento dell’azione: accade nella realtà, nel sogno o sono soltanto fantasticherie di una mente disturbata? E qual è il copione seguito dal regista? 

PATHOLOGIC 2 (Ice-Pick Lodge) 

È la vita come un palcoscenico a farsi strada nel cappa di terrore che avvolge un villaggio rurale russo, teatro di Pathologic 2, nuovo capitolo dell’originale riscrittura del genere horror portata avanti dalla software house moscovita. L’ambientazione prende spunto dall’inquietante realtà di certe piccole comunità di provincia, dove dietro una facciata in apparenza tranquilla si nascondono segreti inconfessabili e si stagliano gli incubi generati da un male tanto ben celato quanto radicato profondamente. Non a caso gli autori citano le atmosfere della serie cult Twin peaks, trasferite però in un contesto molto diverso. Siamo nella steppa, a inizio Novecento, quando la rivoluzione di ottobre non è ancora scoppiata. Infuria invece un’epidemia misteriosa. Nei panni dell’unico medico sopraggiunto nel villaggio e dunque il solo che può tentare di curare gli ammalati, si è costretti ogni volta a compiere scelte terribili, mentre le risorse, in termini di cibo, acqua e medicine, scarseggiano sempre più. Pubblicato per computer da tinybuild, Pathologic 2 vanta un’anima thriller che si sviluppa su più livelli di indagine, lungo sentieri narrativi lasciati alla discrezione del giocatore e con la morte costantemente in agguato, per arrivare a scoprire cosa abbia causato il morbo devastante, chi abbia ucciso il padre del protagonista, dove si trovi, se esiste, la sorella gemella sospettata di un ruolo nella vicenda. Si hanno appena dodici giorni per venire a capo delle tante questioni, in una sorta di tragica rappresentazione nella quale i personaggi indossano emblematicamente maschere, offrono scampoli di verità, ma non c’è un finale già scritto, che cambia invece sulla base delle decisioni prese nell’arco del tempo a disposizione. 

DOLLHOUSE (Creazn Studio) 

Il sottotitolo di Dollhouse recita Benvenuti nel lato oscuro di Hollywood. Effettivamente proprio i film, soprattutto vecchie pellicole in bianco e nero, hanno fornito una dichiarata fonte di ispirazione (insieme ai romanzi di Stephen King) al videogame, un horror psicologico in prima persona che nell’estetica rimanda ai classici della stagione d’oro del noir cinematografico. Protagonista è una detective, Marie, colpita da amnesia, che deve cercare di recuperare la memoria per capire cosa sia realmente successo in una fatidica, terribile notte. I ricordi, di per sé labili e inaffidabili, rimangono lo strumento principale a disposizione per ricostruire i fatti, mentre ci si muove nello spaventoso labirinto creato dalla stessa mente di Marie per difendersi da qualcosa che non riesce ad accettare. Nel gioco, pubblicato da Soedesco per Ps4 e computer, l’ambientazione viene generata con il metodo procedurale. Ogni volta che si ricomincia cambia, contribuendo a un senso di vacillante insicurezza, come se si stesse compiendo un viaggio in contorti meandri devastati da un trauma. Brandelli di passato emergono sotto forma di frammenti di memorie e bisogna giudicarne l’attendibilità. Sulla base delle scelte effettuate, muta l’esito dell’indagine, che non ha un unico finale prestabilito: la storia viene scritta man mano che ci si inoltra in questo incubo. Sulle tracce di Marie si lanciano pericolosi e inafferrabili inseguitori nei quali la giovane donna può immedesimarsi per guardare con i loro occhi ciò che sta succedendo. Si può giocare da soli o in multiplayer, pescando tra quattordici diversi personaggi (fino a un massimo di otto giocatori). 


 

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