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Macachi, 300 animalisti sfilano in città dopo lo stop provvisorio alla sperimentazione - Foto

25 gennaio 2020, 17:15

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Era già in programma, ma il quarto corteo nazionale per chiedere lo stop alla sperimentazione su sei macachi prevista da un progetto di ricerca sulla cecità portato avanti dalle Università di Parma e di Torino, è arrivato proprio il giorno dopo lo stop provvisorio deciso dal Consiglio di Stato.

Circa 300 persone hanno sfilato per le strade del centro per continuare la protesta. Si tratta dell’ennesima manifestazione dei gruppi animalisti che però, questa volta, hanno coinvolto un numero limitato di persone. Il corteo è cominciato nel piazzale della stazione e attraversato il centro storico per concludersi in via Volturno nei pressi delle palazzine che ospitano gli stabulari degli animali. Durante il corteo è stata ribadita l’opposizione agli esperimenti sugli animali e chiarita l’attesa per il pronunciamento del Tar previsto per il prossimo aprile che potrebbe bloccare definitivamente la sperimentazione.

 «Le prove richieste con urgenza dal Consiglio di Stato sono già state presentate a tutti gli organi competenti durante l’iter per il conseguimento delle autorizzazioni necessarie a selezione e finanziamento del progetto», afferma intanto l’Università di Torino in merito all’ordinanza che sospende il progetto Light-Up che coinvolge macachi nella sperimentazione sui deficit visivi umani. L’ateneo esprime «preoccupazione per la crescente messa in discussione del principio costituzionale della libertà di ricerca». 

«La preoccupazione diffusa nella comunità accademica, accresciuta dalla pendente vicenda giudiziaria, - afferma l’Università di Torino - si unisce a quella per la rapida degenerazione del clima mediatico negativo montante che è causa di ingiustificata lesione all’immagine pubblica della ricerca - bene pubblico di primaria importanza - e degli Atenei coinvolti (Torino e Parma, ndr). L’auspicio che formuliamo è che la libertà di ricerca pubblica venga riaffermata al più presto e con chiarezza dalle istituzioni».