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la bassa e il suo passato

C'era un grande prato verde... Colorno racconta i suoi "graffiti"

03 marzo 2020, 09:49

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di Cristian Calestani
Dalle gare di moto nel giardino della Reggia ai bagni rinfrescanti nella «Busassa» tra Galasso, Lorno e Parma. E poi ancora le partite al campo sportivo un tempo vicino alla stazione ferroviaria, le feste con i bimbi del paese per portare un po’ di allegria agli ospiti dell’ex manicomio e gli appuntamenti in piazza per il mercato o al Cristallo per divertirsi. 
LA REGGIA ABITATA
Frammenti di una Colorno di oltre mezzo secolo fa, degli anni in cui era normale che ci fossero famiglie che abitassero nel «Palazzo», l’odierna Reggia sede museale nel piano nobile e casa della scuola internazionale di cucina italiana Alma. Sono gli spunti che offrono alcuni degli scatti dell’immenso archivio fotografico di Franco Piccoli, Luigi Simeone e Paolo Casanova. Foto rigorosamente in bianco e nero che, se osservate bene, sprigionano un variopinto mondo di ricordi.
A PIEDI SCALZI 
A iniziare dal gruppo di signore, alcune di loro a piedi scalzi, che giocano a carte nei borghi dietro al duomo di Santa Margherita. Poco lontano alcuni giovani colornesi passeggiano in una via Cavour anni ‘50, mentre piazza Garibaldi si mostra brulicante di gente, probabilmente in occasione di uno degli appuntamenti con il mercato, all’epoca in programma nelle giornate di venerdì e di domenica. 
GIARDINI E MAJORETTE
Nel cuore di Colorno, intorno alla Reggia, succedeva davvero di tutto. Sulla scalinata che si affaccia sul giardino, a metà anni ‘60, faceva bella mostra di sé la banda di Colorno, diretta da Leonildo Casanova con tanto di majorette. E proprio lì vicino, in quello che da metà anni ‘90 è un parterre recuperato secondo i fasti di un tempo, c’era un grande prato verde che ospitava partite di calcio ma anche gare di moto – come quella del Motoclub Colorno schierato con tanto di coppe ben in vista in uno degli scatti recuperati dall’archivio – o corse con i cavalli e i calessi. Le piscine non esistevano, ma le alternative per un tuffo rinfrescante nei mesi afosi della Bassa erano più di una. In paese, vicino alla Torre delle acque, c’era la «Busassa» con la cascata d’acqua, mentre il Po a Sacca di Colorno era la riviera dei colornesi: lungo i suoi spiaggioni ci si poteva sdraiare a prendere il sole come al mare. 
SERATE DANZANTI
Sempre a Sacca, al ristorante Stendhal da Angiolino Bruno Morini, ci si dava appuntamento per pranzi e cene e spesso si potevano incontrare personaggi famosi che amavano provare i piatti tipici raggiungendo il locale. Le serate danzanti, invece, erano al «Cristallo» in piazzale Vittorio Veneto: lì sono nati e si sono infranti tanti amori di colornesi. «Era un modo diverso di vivere il paese» commentano, con un pizzico di nostalgia, Piccoli e Simeone che in parte hanno scattato alcune di queste foto e in parte le hanno recuperate nelle case di colornesi in anni di ricerche. «Un modo diverso di essere comunità – aggiungono -. Il paese era più vissuto dai suoi abitanti. Un modo di essere e di vivere che, purtroppo, si è perso negli anni».